GIARDINI NAXOS – Mentre Cateno De Luca lancia la campagna elettorale della “presa di Naxos”, a Giardini Naxos la politica locale studia la sua possibile estinzione, sulle orme del Mesozoico di Taormina 2023.
Il sindaco di Taormina comiziera’ il 27 settembre a Giardini Naxos e dal palco di piazza Municipio prometterà l’alba di una nuova era dorata per la cittadina naxiota.
Nel frattempo i rivali di paese se la prendono comoda e gigioneggiano nella convinzione di esorcizzare l’avanzata dell’Imperatore del Nisi affrontandola ciascuno dal balcone di casa propria, dividendosi come nelle contrade del Palio di Siena. Ognuno e’ pronto a correre col proprio cavallo. O cosiddetto tale.
Si parla di almeno tre o quattro possibili candidature a sindaco all’orizzonte. Ma potrebbero anche essere di più. Ognuno prepara le truppe. Una decina di persone da mettere in lista possono bastare e avanzare per coltivare sogni a tinte tricolore e convincersi di essere statisti col carico di voti in tasca. Poi si vedrà se sarà vera gloria o sarà stata – come la chiamano a Belgrado – una “mala cumparsa”. Ora e’ il tempo di chi “ce l’ha più lungo”.
I capibastone della politica naxiota sono immersi – almeno sin qui – in una partita a briscola dove ognuno ha la propria incrollabile convinzione di poter calare l’asso. Tutti guardano alle prossime elezioni senza fiutare particolarmente il pericolo di una retrocecatq collettiva. Nessuno trova un sussulto di coraggio o uno sprazzo di lucidità nel realizzare che a volte la scelta e’ tra il fare un passo avanti per andare a perdere oppure due passi indietro per mettersi nelle condizioni di giocarsi la partita con una chance di successo.
E d’altronde Giardini Naxos e’ il posto che a fronte di 9 mila e 400 abitanti ha espresso in passato 6 candidati a sindaco. Tanti quanti se ne vedono a Roma e Milano. Un qualcosa a metà tra la follia estremizzata della rivalità in salsa paesana e il masochismo politico in purezza.
De Luca, che nel frattempo dovrà iniziare a far uscire allo scoperto il suo candidato da telecomandare nella contesa, lo sa che gli avversari faticano a trovare il bandolo della matassa e rischiano di auto-fregarsi a vicenda. Ha la consapevolezza dello scenario o perlomeno glielo hanno descritto e raccontato, perché poi le varie elezioni amministrative di De Luca nei comuni – al netto di uno studio personale e meticoloso dei bilanci e degli atti amministrativi – sono fatte anche e soprattutto di racconti altrui. Info e sussurri da apprendere e custodire nel database della sua strategia politica.
E allora De Luca mette nel mirino Giardini Naxos sapendo che il richiamo della fascia e l’individualismo ad oltranza degli avversari può rappresentare una chiave della partita.
Il capintesta di Sud chiama Nord proverà ad affondare la lama nel burro di quelle divisioni che, tra presunzioni e illusioni, rancori, ripicche e dispetti di quartiere, sono già diventate il propellente fatale dell’avvenuta liquefazione della politica locale a Taormina. La storia si ripeterà?


