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Roberto Ferrari, da Taormina al Museo Galileo di Firenze: “La cultura ha bisogno di progetti seri, i fondi vanno spesi bene” (VIDEO)

TAORMINA – Dal 2021 ad oggi è alla guida di uno dei luoghi più prestigiosi della cultura scientifica europea, il Museo Galileo di Firenze e a soli 44 anni può già vantare un curriculum di assoluto prestigio che lo ha consacrato tra i volti più apprezzati nella gestione e valorizzazione dei siti museali italiani. Il suo sguardo contempera passione, rigore e visione. Stiamo parlando di Roberto Ferrari, taorminese che da ragazzo ha spiccato il volo verso ruoli di responsabilità.

In un’intervista rilasciata al direttore di TaorminaNews24, Emanuele Cammaroto, parliamo di cultura, quella vera che va oltre i “confini” della retorica e che non ha bisogno di passerelle e salotti. Lo facciamo con la fierezza taorminese e lo stile british di un manager di successo che racconta le sfide del presente, le lezioni del passato ma anche i desideri per il futuro, che passano ancora da Taormina.

Il Museo Galileo, precedentemente noto come Istituto e Museo di Storia della Scienza, è un’istituzione di grande rilievo internazionale, dedicata alla storia della scienza, con particolare attenzione all’opera di Galileo Galilei. Il suo direttore Roberto Ferrari, con l’esperienza acquisita sul campo e declinata con abilità nella gestione di importanti istituzioni pubbliche e private, ha portato nuova linfa al museo. Ha contribuito al suo sviluppo e ha portato il Museo Galileo in una dimensione riconosciuta a livello nazionale ed internazionale.

“Sono molto contento di portare avanti un’eredità di assoluto valore, non solo istituzionale e organizzativa, ma anche intellettuale. Quello che mi ha spinto a cogliere questa sfida – spiega Ferrari a TN24 – è stato il fatto che il Museo Galileo non è soltanto un museo, ma anche una biblioteca specialistica con oltre 250.000 volumi, un archivio e un laboratorio multimediale. Realizziamo internamente software e interfacce per supportare i nostri progetti di ricerca: è una struttura viva, che produce cultura”.

Dal 2015 al 2020 Ferrari è stato impegnato alla direzione e ricerca per il patrimonio della Regione Toscana e in quegli anni ha affrontato in particolare una straordinaria sfida, l’acquisizione pubblica dell’archivio fotografico Alinari: “Una sfida bellissima, perché ho sempre studiato e lavorato sulle politiche pubbliche. La parte più difficile non è stata solo acquisire quel patrimonio immenso, ma creare un soggetto che potesse realmente valorizzarlo. Così è nata la Fondazione Alinari per la fotografia, perché- continua Ferrari – un patrimonio da solo non fa nulla: servono persone giuste e strumenti istituzionali adatti”.

Nel dialogo con il direttore di TaorminaNews24, Ferrari riflette sul tema della valorizzazione del patrimonio in Sicilia, sottolineando l’importanza della qualità della progettazione culturale, al di là della quantità di risorse impiegate. “Non conta quanto spendi, – afferma Roberto Ferrari – ma che il progetto sia serio, costruito con la testa. È questa la chiave per trasformare il patrimonio in motore di sviluppo reale”.

“La cultura non è solo turismo, è bello vedere le ruspe che demoliscono gli abusi edilizi ma poi devi dimostrare che la cultura è un servizio che dà valore ai luoghi e a chi vive lì. Non solo a Taormina e in Sicilia, ma in tutto il Sud Italia, il problema è l’infrastruttura ed in generale bisogna andare oltre il mito e la retorica e costruire un sistema di servizi. La mia tesi di laurea discuteva della riforma dei Parchi archeologici in Sicilia e parliamo della riforma del 2002, e del modello dell’assessorato ai Beni Culturali, ma da allora non ho visto grandi passi in avanti”.

Infine, un sogno chiamato Taormina. Ferrari confessa tra i suoi desideri per il domani quello di poter aprire una piccola libreria a Taormina: “Credo che un libro possa cambiare il destino di una persona, se quella persona ha voglia di farsi cambiare. Davanti a un libro, non esiste disparità economica”.

Un pensiero che unisce idealismo e concretezza, e che idealmente sintetizza la caratura umana oltre che lo spessore culturale di Roberto Ferrari, direttore di successo del Museo Galileo, affermato economista della cultura ma anche persona di alto spessore, degno di stima perché non ha mai perso il contatto con la gente e con la realtà. Le sue parole ed il suo approccio, profondo e semplice al contempo, esaltano il senso più autentico dell’impegno culturale: non solo preservare, ma anche coltivare curiosità. Elevare la conoscenza e ponderare le possibilità.

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