Non bastava l’invasione della Russia in Ucraina, non era sufficiente anche il conflitto a Gaza tra Israele e Hamas, ora è la volta della guerra in Iran, ancora con l’Israele in mezzo (alla carica) e in aggiunta pure gli Stati Uniti. Il mondo del Terzo Millennio è sempre più alla deriva in una spirale inarrestabile di violenza dove lo scenario geopolitico si caratterizza per la logica sistematica dell’attacco ed il culto esasperato della guerra che la fa da padrone. Ed è chiaro che così non si va più da nessuna parte e si rischiano conseguenze inimmaginabili, o forse è meglio dire invece ben preventivabili. Lo racconta bene e lo testimonia in modo impietoso la storia cos’è accaduto in passato, con la Seconda Guerra Mondiale in particolare. Ma la storia non ha insegnato all’uomo e alla sua stupidità, all’ingordigia inarrestabile del voler bramare potere a tutti i costi. I capi di quest’epoca se ne infischiano e nella convinzione di essere immortali e supremi vanno avanti senza porsi limiti né tracciare confini. Pensano che la pace non possa bastare. E’ troppo poco, la guerra è tanta roba: e allora chi se ne importa se muoiono i civili, se vengono colpiti bambini e anziani, se vengono rase al suole intere città. Distruzione e morte è la parola d’ordine, la regola, non l’eccezione.
La vera morte è quella del buon senso che soccombe al cospetto della logica cieca della prova muscolare a tutti i costi. Ma soprattutto è il fallimento totale dei leader internazionali, che sanno soltanto litigare e far finta di incontrarsi per poi difendere ciascuno i propri interessi, senza muoversi in un perimetro di bene collettivo. Ed è il flop peggiore di sempre per le diplomazie, che stanno sbagliando tutto e si stanno dimostrando deboli, incapaci di mettere un freno alla sequenza impressionante di conflitti che si sono aperti. L’Europa che viene pure celebrata a Taormina, è debole come non lo è stata mai. E anziché scattarsi le foto ricordo dovrebbe andare a nascondersi, chiudersi in una stanza e cercare di trovare un sussulto di utilità perché quella attuale non serve a niente e conta ancora meno.
Poi ci sono gli Stati Uniti, con Donald Trump che passerà alla storia come il presidente che cambia idea ogni 10 minuti. Dazi sì, dazi no, poi ancora sì. Guerra no, guerra sì. Israele si fermi, Israele ci siamo noi a bombardare. Vogliamo la pace in Iran ma intanto facciamo la guerra. Uno scenario che fa arrossire di vergogna, prima ancora che preoccupare perché se il mondo è in mano a soggetti talmente inaffidabili e instabili, allora c’è da avere paura davvero che una guerra mondiale non sia così impossibile. Lo dicevamo sopra che la storia non è riuscita ad insegnare, con tutto il suo orrore gigantesco, che non bisogna ripetere quegli errori del passato. E invece accade il contrario.
Se Trump è il campione del faccio tutto e il contrario di tutto, “imperano” figure destabilizzanti come poche altre. Capitolo a parte, ovviamente, per Vladimir Putin, che va avanti con la guerra in Ucraina, senza che nessuno dei pavidi capi di governo riesca a trovare il coraggio e la lucidità di sedersi ad un tavolo con lui e mettere la parola “basta” come unico, ineludibile e inderogabile ordine del giorno. Conigli, altro che “volenterosi”.
Ma c’è da interrogarsi su chi fermerà pure Benjamin Netanyahu, che ha attaccato i terroristi di Hamas e sino a quel punto ci stava senza alcuna discussione quell’iniziativa. Ma poi è andato oltre, molto al di là. Continua la sua guerra sulle macerie di Gaza e si è allargato bombardando l’Iran. Il nucleare l’Iran, evidentemente, dovrebbe scordarselo e siamo tutti d’accordi ma la logica furba della guerra preventiva di Netanyahu è l’esagerazione unilaterale di un altro leader che si è convinto di poter fare tutto, svegliarsi il mattino e decide chi attaccare. Il diritto internazionale e le regole della democrazia e della politica vorrebbero altro, ma Netanyahu sta sbarellando, si è spinto ben al di là di ogni suo diritto di proteggere Israele. E dove arriverà? Chissà.
Una sola certezza, dall’Europa al Medio Oriente per arrivare all’Asia e agli Stati Uniti. Il mondo è nelle mani dei peggiori governanti che si possano ricordare da un secolo a questa parte. Scarsi e pericolosi. Peggio ancora matti e assetati di un potere che non conosce limiti. Auguri e che Dio ce la mandi buona.


