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Infermiera lascia dopo 23 anni: “Eroi nel periodo Covid, oggi operatori sanitari visti come untori”

Stefania Malimpensa, un’infermiera di 50 anni di Este, ha deciso di lasciare la professione e dimettersi dopo 23 anni di servizio presso il Pronto Soccorso di Schiavonia, Padova. Aggressioni verbali e fisiche ma anche i ritmi di lavoro insostenibili l’hanno spinta ad una scelta sofferta e così ha annunciato la sua decisione su Facebook. Malimpensa racconta come, durante la pandemia, gli operatori sanitari fossero considerati eroi, ma oggi sono spesso bersagli di rabbia e insulti da parte dei pazienti. Nonostante il suo amore per la professione, Stefania ha scelto di lasciare il servizio pubblico a causa del peggioramento delle condizioni lavorative e la mancanza di tutela per gli operatori.

In un’intervista al Corriere del Veneto dichiara: “Era il mio sogno fare questo lavoro, ma non posso più lavorare così. Ora sono in ferie, rientro domenica notte — spiega — e sono contenta. Sono sempre andata volentieri al lavoro, amo il Pronto Soccorso e poi il nostro è un gruppo molto affiatato, con i colleghi ci vediamo anche fuori dall’ospedale. Ma non ne posso più, non sono disposta a continuare a lavorare con questi ritmi. Ho dato all’Usl Euganea i due mesi di preavviso, sarò in servizio fino al 15 novembre, quindi smaltirò le ferie arretrate e pagate fino al 31 marzo e poi deciderò cosa fare.

“Quando l’ospedale di Schiavonia è stato trasformato in Covid Hospital, la gente ci faceva sentire il loro supporto. Dopo ore in tuta protettiva, trovare fiori e dolci all’ingresso ci commuoveva. Ora, però, tutto è cambiato: da eroi e angeli, gli operatori sanitari sono visti come “untori e assassini”.

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