TAORMINA – “Io ho già vinto la mia partita. Non ho bisogno di aspettare il 28 e 29 maggio. Sono antipatico anche a me stesso ma alcuni lanzichenecchi mi hanno fatto diventare simpatico. Qualcuno, aggredendo questa città, ha completamente trasformato tutto e sono diventato popolare. Mi fermano anche quelli che mi detestano per dirmi: “Sindaco, mi raccomando, teniamoci forte”. Di fronte all’assurdità dicono: “Meglio un sindaco modesto ma che incontriamo tutti i giorni, che uno bravissimo che tanto poi se ne fregherà”. Così l’attuale sindaco di Taormina, Mario Bolognari, nel suo comizio di venerdì sera a Mazzeo.
“La gestione della cosa pubblica non si ferma mai al passato e deve guardare al futuro – ha detto Bolognari -. Alla mia veneranda età mi ripropongo e chiedo ai cittadini un nuovo mandato, per completare quei lavori avviati e non ancora conclusi. La legge prevede due mandati consecutivi, la legge stessa si rende conto che 5 anni nella pubblica amministrazione non bastano per programmare e realizzare e prevede, per questo, 10 anni ed anzi 15 nei comuni più piccoli. In Italia servono per fare un’opera pubblica 12 o 13 anni in media, dall’ideazione alla progettazione sino alla realizzazione di un intervento. Noi in questi 5 anni, per 2 anni (quasi 2 e mezzo) siamo rimasti chiusi in casa. Quindi non si può dire che non abbiamo fatto niente. Abbiamo amministrato solo per due anni e mezzo”.
“Questa campagna elettorale è un nuovo risorgimento – ha aggiunto il professore -. Potevo io costruire una lista di partito? No. Si sono messi insieme esponenti politici che hanno anche idee diverse. Io lo so che tra di noi non abbiamo idee identiche su alcune cose. Ci confronteremo e vedremo, questo ci fa crescere. L’accordo è politicamente trasversale e onesto, per dare un nuovo slancio alla città”.


