Si è svolta una riunione tra i Ministeri dell’Istruzione e del Merito, del Turismo e delle Infrastrutture e Trasporti, insieme alle principali associazioni del Turismo organizzato, per discutere le prospettive dei viaggi d’istruzione. L’incontro ha espresso l’intenzione da parte del governo di fornire risposte coordinate a scuole e imprese del settore, che coinvolgono oltre 5 milioni di studenti ogni anno. Ma al momento le gite scolastiche rimangono a rischio se non cambieranno le regole che disciplinano il settore ed in particolare i parametri economici del business travel.
“È stato confermato l’impegno – ha fatto sapere Palazzo Chigi – a dare seguito alla circolare operativa del 23 settembre scorso con ulteriori e puntuali informazioni coerenti con gli orientamenti consolidati in tale settore. Durante la riunione, le associazioni hanno rappresentato le urgenze su cui intervenire, anche al fine di superare potenziali criticità per le micro e piccole imprese”.
I partecipanti “hanno concordato di attivare un tavolo di confronto per accompagnare e agevolare le istituzioni scolastiche nella pianificazione e acquisto dei viaggi di istruzione, anche al fine di risolvere eventuali dubbi applicativi del nuovo codice dei contratti pubblici. Tutti hanno espresso soddisfazione per la collaborazione interministeriale e l’impegno verso un quadro operativo stabile e sostenibile per i viaggi di istruzione e gli scambi culturali”.
Sul tavolo ci sono i problemi contabili che le scuole devono affrontare per poter organizzare visite e viaggi di istruzione senza incorrere nella violazione delle regole del Codice degli appalti o delle disposizioni dell’Anac (Autorità nazionale anti-corruzione). Per questo è stato avviato un confronto fra i dirigenti dei Ministeri dell’Istruzione, del Turismo e delle Infrastrutture e i rappresentanti delle associazioni del turismo organizzato.
Le associazioni del settore hanno diramato un comunicato con cui manifestano apprezzamento per gli esiti del confronto ma al tempo segnalano la necessità di affrontare in modo più preciso i temi in sospeso. Viene ribadita la necessità di “aggiornare tempestivamente la circolare ministeriale indirizzata alle istituzioni scolastiche, riconoscendo la loro natura di amministrazioni sub-centrali (soglia 221.000 euro) e l’inquadramento dei corsi e soggiorni linguistici tra i servizi dell’allegato XIV (soglia 750.000 euro)”.
Viene chiesto anche di ampliare le categorie di viaggi per i quali si possa derogare alle regole stringenti del codice: Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento) e stage, scambi internazionali, uscite giornaliere, percorsi di educazione civica e viaggi sportivi. Le associazioni chiedono anche di sospendere e rivedere il bando Consip sui viaggi d’istruzione, alla luce delle molteplici criticità evidenziate. “L’impostazione attuale – dicono – è basata su logiche di business travel e criteri economici non coerenti con il turismo scolastico è rischia infatti di escludere le imprese specializzate, aumentare i costi per famiglie e scuole e compromettere la continuità delle attività formative”.
Ma soprattutto – osservano le associazioni – è fondamentale “riconoscere che, nel corso dell’anno scolastico, possono emergere nuove esigenze o variazioni rispetto alla pianificazione iniziale: tali scostamenti non devono essere considerati frazionamento artificioso, ma espressione della flessibilità didattica e dell’autonomia scolastica”.


