TAORMINA – Vi abbiamo raccontato in questi giorni la vicenda del Comune di Taormina che assegna, con delibera di Giunta e conseguente determinazione dirigenziale, delle somme e quindi “versa la quota” per una visita guidata in cui poi, in realtà, non c’era alcuna guida. Una iniziativa che viene celebrata come “regalo alle scuole” e che in realtà si traduce in un “regalo” (non dovuto) ad un privato: il concessionario del Castello Saraceno.
Non a caso è già emerso il parallelismo con il recente caso della cena di Capodanno al Palazzo dei Congressi, che a seguito della nostra inchiesta giornalistica ha portato poi ad un terremoto al Comune di Taormina e alle dimissioni di un assessore, che in quel momento ricopriva la posizione di vicesindaco.
Dunque, riepilogando, come già detto, alle ore 18.18 del 26 gennaio 2026 la Giunta municipale di Taormina ha approvato una delibera avente ad oggetto: “Organizzazione di visite didattiche al Castello Saraceno di Taormina per gli studenti delle scuole del territorio comunale, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina”. Una successiva e conseguente determinazione dirigenziale, la n. 171 del 02/02/2026, ha disposto di “impegnare la somma di € 1.500,00 in favore della Società Centomedia&Lode S.r.l. con sede legale in Piazza Sant’Oliva 9, 90141 Palermo e sede operativa in Via Madonna Rocca 9, Taormina”.
E c’è stata, appunto, la scorsa settimana una visita al Castello Saraceno di due classi dell’Istituto Comprensivo di Taormina, a cui farà seguito ora una seconda visita di altre classi. Non c’era, quindi, una visita guidata ma assisteva la visita degli studenti (con i docenti) soltanto un dipendente della società concessionaria del sito, già di turno. Un lavoratore con contratto di pulizia e multiservizi e senza specifiche competenze in materia di beni culturali.
Da qui vi abbiamo pure chiarito che secondo il tariffario ufficiale delle Guide Turistiche abilitate di Taormina e della provincia di Messina per un gruppo fino a 50 persone, una visita guidata di mezza giornata (quattro ore consecutive) costa 190 euro. Una guida con tesserino, competenze certificate e responsabilità professionali. C’è una bella differenza tra 190 euro e 1500 euro, mettiamoci anche una seconda visita e si arriva a 380 euro. Rimaniamo sempre distanti dalla somma versata dal Comune al privato.
E qui andiamo alla nuova puntata odierna di questa storia. Ricorderete che il Comune aveva precisato che “l’impegno di spesa previsto in occasione dell’iniziativa non è riferito al biglietto di ingresso al Castello“ – perché d’altronde nei siti culturali siciliani sino al compimento dei 18 anni e nel caso di scuole pubbliche e private l’ingresso è gratuito – ma soprattutto si chiariva che “La quota versata riguarda esclusivamente i servizi annessi alla visita guidata, comprensivi delle attività di accompagnamento e dei servizi accessori dedicati ai minori partecipanti”.
Ricordiamoci la data della delibera di Giunta, sopra citata: 26 gennaio 2026. Bene. Nella stessa data è stata formalizzata anche una determinazione dirigenziale, la n.121. Oggetto: “Impegno e liquidazione somma in favore del Comune di Castelbuono n.q. (nella qualità, ndr) di soggetto capofila dell’ATS “Promozione e valorizzazione Culturale dei Castelli di Sicilia” per la quota associativa dell’annualità 2026″. E si dispone così di “Impegnare e liquidare la somma di € 2.500,00 in favore del “Consorzio Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia”, presso UniCredit, filiale di Castelbuono (Palermo).
La parola “Castelli” richiama alla mente il Castello Saraceno di Taormina. Si legge nella determina che “Il Comune di Taormina con l’adesione all’A.T.S. “Promozione e valorizzazione culturale dei castelli di Sicilia” in rete con altri Comuni nel cui territorio sono siti dei “Castelli” si è posto l’obiettivo di “promozione e valorizzazione economico – culturale del patrimonio locale anche con il reperimento di risorse aggiuntive e attività private”.
Castelbuono è il “comune capofila” al quale è stato conferito anche il mandato collettivo speciale con rappresentanza, designandolo soggetto gestore delle quote versate dai “singoli partners”.
In data 17/12/2020 (ai tempi dell’ex Amministrazione di Taormina, ndr) è stato sottoscritto l’Atto Costitutivo di questa ATS e pertanto “l’Ente (cioè il Comune di Taormina, ndr), ad ogni effetto di legge, è diventato socio dell’ ATS”. E con una nota – la prot. n. 2504 del 15/01/2026 – da parte del Consorzio Cultura e tradizioni dei Castelli di Sicilia tale Consorzio “ha reso noto al Comune di Taormina l’importo dovuto per l’anno 2026 pari ad € 2.500,00”.
Morale della favola: c’è un Consorzio di Castelli e Taormina ne fa parte, anche se a Taormina l’unico Castello che esiste è di proprietà della Regione ed è in affidamento per 19 anni ad un privato (ad esito di procedura di gara espletata dalla Soprintendenza, consegnata il 13 marzo 2019 ed il cui iter non ha previsto imposizione di un canone di locazione ed invece, altresì, un piano di investimenti a carico del concessionario): la Società Centomedia&Lode S.r.l. con sede legale in Piazza Sant’Oliva 9, 90141 Palermo e sede operativa in Via Madonna Rocca 9, Taormina.
Ma chi fa parte del Consorzio dei Castelli di Sicilia? Chi sono i soci? I soci sono 16, di cui 14 Comuni, un’associazione e una società. I Comuni sono Butera, Castelbuono, Castronovo di Sicilia, Cefalà Diana, Collesano, Favara, Francofonte, Geraci, Giuliana, Marineo, Montelepre, Piazza Armerina, Salemi e poi c’è il Comune di Taormina. Inoltre il Club Alpino Siciliano. Infine c’è la Centomedia&Lode srl. La società che è concessionaria presso il Castello Saraceno di Taormina, la stessa a cui il Comune di Taormina ha versato la “quota” di 1.500 euro per “visite guidate”.
Ed il Consorzio “Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia” da chi viene gestito per tutti gli aspetti operativi? Chi cura le attività di comunicazione e organizzazione delle iniziative e/o i progetti di questa ATS? Dove ha sede?
La sede del Consorzio si trova presso “Castello di Castelbuono, Piazza Castello, 90013 Castelbuono (PA) Piazza Sant’Oliva, 9 90141 Palermo”.
Piazza Sant’Oliva 9, Palermo, che è anche la sede della Centomedia&Lode srl.
Per chi si fosse perso in questo groviglio di collegamenti, in estrema sintesi il Comune di Taormina paga 1500 euro alla Centomedia&Lode srl., concessionaria del Castello Saraceno, per le visite guidate e tuttavia non c’era nessuna guida turistica presente sul luogo. E soprattutto paga un servizio che a maggior ragione avrebbe dovuto essere ragionevolmente gratuito, in maniera totale e incondizionata, perché il Comune di Taormina è socio dell’ATS Castelli di Sicilia, di cui fa parte anche la Centomedia&Lode srl (e quindi il Castello Saraceno). E tuttavia, incredibilmente, scatta l’impegno di spesa da 1500 euro per “visite guidate” al Castello Saraceno il 26 gennaio 2026. E nella stessa giornata viene liquidata dal Comune anche la quota associativa annuale 2026 di Euro 2500 per l’ATS che ha sede presso la società concessionaria del Castello Saraceno. Il Comune da un lato si fa carico di una quota annuale e poi versa al privato – nonché socio-partners nell’ATS – un’altra somma che era da considerarsi non dovuta, in un contesto in cui il Comune di Taormina avrebbe diritto – o perlomeno buon senso così vorrebbe – ad un rapporto di gratuità (a maggior ragione per le scuole). Tutto, comunque, con un incrocio di date e di dinamiche. E’ un pò come per il Capodanno al Palacongressi, in cui il 15 dicembre 2025 ci fu il Flash Day in versione taorminese e nella stessa giornata giunse di mattina al protocollo la proposta del privato, poi di pomeriggio ci fu la deliberazione di Giunta e nella stessa data vennero resi pure i pareri degli uffici.
Rieccolo Flash. Stavolta è stata sfornata a Palazzo dei Giurati una doppia “pagnotta”, culturale, in simultanea. Euro 1500 + euro 2500. Due pagnotte che fanno 4000 euro e finiscono allo stesso indirizzo. “Mamma, butta la pasta”, diceva il mitico Dan Peterson. La ricostruzione dei fatti non si presta a troppe interpretazioni.
Questa storia è uno spaccato impietoso di come vengono spesi, e secondo noi tristemente buttati via, i soldi pubblici in Sicilia e anche a Taormina. Tutto ineccepibile sul piano della regolarità degli atti e della legittimità delle assegnazioni, ma poi oltre la forma c’è l’etica che dovrebbe trovarsi alla base di tutto ed esigerebbe una gestione oculata del denaro pubblico.
Ecco perché una precisazione è dovuta. Non si tratta di un “Capodanno bis”. No. Non lo è, perché qui si va oltre e lo si capirà molto meglio più avanti. Sulla cena al Palacongressi, al netto della leggerezza estrema con la quale è stata gestita la situazione, il Comune perlomeno non effettuava alcuno stanziamento di risorse pubbliche, semmai ha sbagliato la gestione dell’iter e ha peccato di presunzione nelle valutazioni, a monte sulla modalità di utilizzo di un immobile pubblico e nella convinzione poi che sarebbe finita a “tarallucci e vino”. Dalla cena spettacolo senza ballo e anzi si, alla visita scolastica “guidata” ma senza guida turistica, ora quella convinzione forse si ripete. Di certo il copione non cambia.
L’approfondimento successivo sarà molto più importante. Allenate i neuroni (per chi ne ha la possibilità) e preparate il vostro livello di attenzione per un racconto dentro le politiche culturali in Sicilia. Un viaggio al confine – stretto e simbiotico – tra pubblico e privato, tra Taormina, i piani alti-altissimi di Palermo e vari luoghi dell’isola. Saliremo tutti su una giostra. Che gira veloce e (ovviamente) non è gratuita…


