Il turismo di lusso continua a correre, al di là delle incertezze determinate dal conflitto nel Golfo e dalle tensioni che ancora adesso stanno caratterizzando la situazione nello Stretto di Hormuz, con la “spada di Damocle” sul carburante e sui prezzi in ambito globale. Il segmento luxury continua a dominare la scena nell’hotellerie e a far registrare altri investimenti e nuove aperture, con la domanda straniera che incide in termini sempre più importanti. E’ questo il quadro emerso nel corso della presentazione della terza edizione dei Best Luxury Hotel Awards, il premio dedicato all’hotellerie cinque stelle e cinque stelle lusso, che avrà luogo dopo l’estate, il 22 ottobre, al Principe di Savoia di Milano.
Oggi in Italia si contano 763 strutture cinque stelle, un numero triplicato rispetto agli anni Novanta e cresciuto soprattutto dal 2019 a oggi. Stando alle stime emerse nella conferenza, l’hotellerie in Italia potrebbe raggiungere un fatturato vicino ai 40 miliardi di euro, di cui oltre 8 miliardi generati proprio dagli hotel luxury. L’analisi del momento e delle prospettive, sulla base di quanto emerge nel “Luxury Hospitality Report“, è stata proposta da Mauro Santinato, presidente di Teamwork, e Giorgio Ribaudo, managing director di Thrends.
A dispetto dello scenario geopolitico internazionale che “minaccia” di appesantire i costi operativi, il segmento dell’ospitalità d’alto profilo dimostra una resilienza straordinaria, alimentata da una clientela senza confini che non sembra disposta a rinunciare all’esclusività. Questa dinamica si riflette in una pianificazione degli investimenti a lungo termine che va oltre le oscillazioni del prezzo del greggio, concentrandosi sulla rigenerazione di asset storici e sulla creazione di esperienze su misura. L’incremento delle strutture di eccellenza non è solo una risposta a una domanda crescente, ma rappresenta un volano per l’intera economia del comparto, capace di attrarre capitali stranieri e di elevare lo standard dei servizi offerti lungo tutta la penisola.
In questo contesto di espansione, la polarizzazione del mercato diventa sempre più evidente: mentre il settore mass-market deve fare i conti con la razionalizzazione delle rotte e dei costi, il lusso consolida la sua posizione come pilastro della “destinazione Italia”. L’apertura o l’ammodernamento di hotel iconici conferma che la qualità rimane uno “scudo” contro l’incertezza dei mercati. Il futuro del settore, dunque, sembra tracciato verso una crescita qualitativa che premia l’unicità e l’innovazione, trasformando le sfide logistiche globali in opportunità per ridefinire l’accoglienza d’élite in chiave sempre più sofisticata e internazionale-
Il settore dell’ospitalità di lusso trae la sua linfa vitale principalmente dai flussi internazionali, con una clientela straniera che negli hotel cinque stelle costituisce stabilmente tra il 76% e il 77%. Gli Stati Uniti si confermano il principale bacino di utenza individuale, sebbene le nazioni europee rappresentino, nel loro insieme, il pilastro fondamentale per il mercato luxury italiano.
Roma detiene il primato nazionale per numero di camere premium, superando Milano, Venezia e Firenze, mentre la Toscana vanta la maggiore densità regionale di hotel di lusso. Bene anche Forte dei Marmi che aumenta la sua offerta ma anche soprattutto Taormina, dove si fa sempre più caratterizzante la presenza degli hotel a cinque stelle, in una fase che vede la presenza in piena espansione sul territorio di una lunga serie di brand internazionali. Si riscontra, quindi, un quadro fluido sul piano degli investimenti privati. La Perla dello Ionio, in tal senso, è senza dubbio la località di riferimento della Sicilia sul piano turistico ed economico, ma più in generale è diventata la destinazione più attrattiva nel Sud.


