Arriva una novità di rilievo per gli operatori extralberghieri e per la libertà d’impresa. La sentenza del 4 maggio pubblicata dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha annullato ben dodici disposizioni contenute nel decreto assessorale n. 2104 del 25.06.2025, accogliendo il ricorso presentato dalla Federazione azionale Associazioni Ricettività Extralberghiera (FARE).
Il TAR ha riconosciuto le ragioni della ricorrente Federazione Fare, stabilendo che le norme impugnate imponessero oneri economicamente gravosi e non rispondenti a primarie esigenze dell’ospite. Il Tribunale ha chiarito che tali requisiti tendevano a livellare “verso l’alto” la qualità del servizio in modo irragionevole, imponendo obblighi non compatibili con una gestione familiare o di minime dimensioni delle strutture ricettive extralberghiere, indispensabili alla dimensione turistica dell’Isola.
Nello specifico, la sentenza ha annullato, le seguente disposizioni che erano previste dal decreto per le strutture extralberghiere: l’obbligo di dotare le strutture di materassi ignifughi; la prescrizione di avere il 50% del personale addetto alla reception e di sala in grado di comunicare in lingua inglese; l’imposizione di dotare le unità abitative di almeno un televisore della dimensione minima di 32 pollici; l’obbligo di presentare copia del regolamento condominiale e un’attestazione dell’amministratore relativa all’assenza di cause pendenti a carico del condominio; l’obbligo di dotare la struttura di un defibrillatore, previsto per affittacamere, bed and breakfast e case per ferie; il potere attribuito all’Assessorato di scegliere il nome della struttura da una rosa di tre denominazioni fornite dal titolare; l’imposizione di limiti rigidi sui posti letto, come il divieto di avere più di quattro posti letto non sovrapponibili per camera nelle attività esercitate presso civili abitazioni; la complessa e gravosa imposizione di creare servizi igienico-sanitari distinti per sesso e per disabili negli spazi comuni.
“Questa sentenza – fa sapere la Federazione Fare – rappresenta uno spartiacque. L’amministrazione non può imporre standard alberghieri a chi fa ricettività extralberghiera. Come ha sottolineato il TAR e come sosteniamo da anni, il turista che sceglie le nostre strutture cerca un’offerta differenziata ed è consapevole di non aspettarsi i servizi propri di un hotel. Abbiamo difeso il diritto dei piccoli proprietari e dei gestori di poter lavorare senza essere schiacciati da burocrazia e costi ingiustificati”.


