La new era del lusso a Taormina, il momento d’oro di una città oggi presa d’assalto dai top brand, affonda le sue radici nella storia di successo di una famiglia taorminese che proprio di quel lusso è stata l’avanguardia, una realtà in grado di precorrere i tempi e anticipare le tendenze. Parliamo di un imprenditore che ha impresso il suo marchio nella storia del commercio e l’imprenditoria di Taormina, con una visione lucida, la passione e l’amore per la città: Franco Parisi, il “pioniere” per eccellenza del lusso a Taormina.
Il cavaliere Parisi è colui che ha portato le grandi firme nel salotto di Corso Umberto, l’imprenditore che ha confezionato lo sbarco dell’alta moda a Taormina e ha fatto innamorare i grandi stilisti della capitale del turismo siciliano.
Franco Parisi, con la moglie Maria, e i figli Salvatore e Pancrazio, ha aperto le porte al boom del lusso che oggi domina la scena a Taormina, traghettandola nel panorama del lusso globale ma preservandone l’anima più autentica, attraverso un’identità radicata nel territorio e trasformando il commercio in una raffinata forma esperienziale di valorizzazione culturale.
Il brand Parisi ha declinato uno stile raffinato che ha dato lustro a Taormina attraverso lo stile taorminese. Ha rappresentato idealmente una linea di confine e uno spartiacque di stretta attualità tra chi investe a Taormina valorizzandone le specificità, e le multinazionali che in alcuni casi considerano invece Taormina soltanto una “bandierina” da piantare in un circuito globale.
La lunga storia di successo dei Parisi è quella di una famiglia che ha onorato Taormina e le ha dato lustro. Tutto è cominciato nel lontano 1919. “In quel tempo – racconta il cav. Parisi a TN24 – mio padre aprì la prima sartoria a Taormina, in Via Naumachia, “Don Totò”. Papà era un abile sarto e nel 1959 ho cominciato ad affiancarlo, quando ha aperto un negozio e ha voluto fortemente che io fossi al suo fianco. Era per me una responsabilità ma anche un’opportunità, mi ha dato fiducia ed ero felice di quell’opportunità. In Corso Umberto 1 abbiamo avuto il nostro primo negozio, fine alla fine degli Anni Sessanta. Volevo fare qualcosa di bello nel settore dell’abbigliamento, portare avanti un’attività in grado non soltanto di dare un risultato sul piano economico e commerciale ma capace anche di dare lustro al territorio”.
La prima svolta arriva negli Anni Ottanta, che indirizzano Parisi verso il multibrand. Così cominciano ad arrivare con Parisi a Taormina firme importanti come Armani, Trussardi, Valentino, Ferrè, Versace, Gigli. E poi anche un brand nato nel 1985 in Italia e che da quel momento avrà un successo travolgente e conquisterà il mondo: D&G, Dolce & Gabbana.
“Siamo partiti dall’insegna “Salvatore Parisi e figlio”, poi Parisi e, passo dopo passo, con il passare degli anni, ho capito che l’azienda stava crescendo in modo importante”, sottolinea Franco Parisi.
Alla fine degli Anni Ottanta, a Franco Parisi si affiancano i suoi figli: Salvatore e Pancrazio. Non si trattava semplicemente di due figli che si avvicinano al mestiere del padre quasi per una scontata questione familiare. “Entrambi hanno preso questa strada con impegno, ma soprattutto con passione e con tanta dedizione verso questo lavoro – sottolinea Parisi -. Sono fiero di loro. Hanno avuto idee e iniziative che hanno consentito all’azienda di fare un salto di qualità e che ci hanno permesso di diventare un punto di riferimento per l’alta moda in Sicilia e nel Sud”.
Nel 1992, dopo il primo negozio uomo, arriva anche quello per donna. E’ il momento della seconda boutique ed è una fase che rappresenterà il preludio al periodo di massimo fulgore del brand Parisi. In quegli anni proprio Pancrazio e Salvatore avevano cominciato ad interloquire con le grandi firme della moda internazionale, non soltanto riuscendo a portare a Taormina insieme al padre i capi d’abbigliamento più desiderati ma anche intrattenendo rapporti di amicizia con i grandi stilisti.
“Già qualche anno prima, nell’estate del 1987, erano venuti in negozio a trovarci Domenico Dolce e Stefano Gabbana, con i quali si è creato un rapporto di sincera amicizia con la nostra famiglia”.

E tuttavia il 1992 è un anno che ha messo Franco Parisi e la sua famiglia di fronte ad un bivio. L’eco della guerra nel Golfo aveva innescato un periodo complicato per la moda e per il commercio internazionale. Parisi, tuttavia, non ha avuto paura e ha fatto una scelta controcorrente che si è rivelata vincente.
“In quel momento bisognava decidere cosa fare perché la Guerra nel Golfo aveva creato dei problemi. E lì insieme a mia moglie Maria abbiamo pensato che non potevamo fermarci. Lei ha avuto un ruolo importante nelle nostre scelte e ha avuto l’intuito di farci andare nella direzione giusta. Abbiamo scelto allora di rischiare e ci siamo detti: “Continuiamo ad investire”. Un azzardo, una scommessa che da lì a breve ha dato ragione a Parisi e ha consentito di alzare ulteriormente l’asticella.
Negli Anni Novanta Parisi si consacra un’icona dell’alta moda in Sicilia, un’azienda che non si ferma nemmeno davanti alle crisi globali, riuscendo nell’arco di un secolo a superarne ben cinque. “Abbiamo superato le crisi del 1929 e del 1945 grazie a mio padre e poi noi quelle del 1992, del 2001 quando ci fu il terribile 11 settembre e gli attentati alle Torri Gemelle, ed infine la pandemia del 2020”.
“Così aprono in successione nel 1996 Parisi Jeans, nel 1998 il primo negozio accessori, nel 2000 il primo negozio monomarca Zegna, in partnership con Gildo Zegna. E quella è stata la prima firma che ha aperto a Taormina grazie a noi. Poi nel 2002 abbiamo avviato il negozio al n.101, nel 2004 Parisi Junior, nel 2005 Parisi Donna al n.101 e nel 2008 il primo shop in the shop”. Uomo, donna, accessori, jeans, seconda linea: Parisi è diventata nel tempo un’azienda dominante nell’alta moda nel Mezzogiorno.
“Nei nostri negozi abbiamo avuto Dolce & Gabbana, Armani, Versace, Dsquared, Saint Laurent, Prada, Gucci, Missoni, Ferrè, Fendi, Givenchy, Trussardi e tanti altri. Quando uscivano le nuove collezioni eravamo interlocutori privilegiati delle maison più prestigiose ma anche i nuovi brand che si affacciavano sulla ribalta puntavano su Taormina e su Parisi per lanciare le loro aziende. Siamo riusciti ad essere un punto di riferimento in Sicilia e al Sud e non era una cosa semplice”.
“Abbiamo fatto tante cose che riguardavano non soltanto i progetti della nostra azienda e il business di Parisi ma anche la città e quindi per portare avanti la destinazione Taormina. Mi vengono in mente serate di vita notturna a La Giara con Ettore Manuli, le sfilate di moda in piazza IX Aprile e alla Villa Comunale, ma anche le tre campagne pubblicitarie che D&G hanno voluto ambientare a Taormina. Ricordo poi che creammo in Via Teatro Greco il “Vico dei Sapori”, con una gelateria e i prodotti tipici. E poi nel 2003 abbiamo aperto il ristorante La Baronessa in Corso Umberto”. Parisi dal 2007 in poi si è impegnato per la città anche svolgendo il ruolo di presidente di Aipt, l’Associazione Imprenditori per Taormina.
“La soddisfazione più grande, in tutto questo tempo, è stata quella di vedere tanta gente che veniva a Taormina per comprare da noi e arrivava qui da diverse zone della Sicilia ed anche da fuori regione. Il nostro era un lusso sostenibile, per una clientela alto spendente ma che era accessibile e quindi non distante dalle possibilità di una fascia che poteva avere un margine inferiore di spesa. Siamo riusciti ad avere una clientela fidelizzata con la quale si è creato un bellissimo rapporto”.

“Tra i nostri clienti c’erano americani e canadesi ma anche tedeschi, inglesi che poi venivano a comprare delle ville qui. Abbiamo anche vissuto ed accompagnato gli anni d’oro del turismo russo e prima ancora pure quelli dei giapponesi. Ci tengo a sottolineare che rimanevamo sempre aperti per tutto l’anno e in alcuni periodi siamo stati promotori di vetrine a tema, abbiamo puntato su momenti caratteristici come i fuochi d’artificio di Capodanno, e abbiamo investito tanto per la promozione della città”.
Da non dimenticare anche la presenza nelle boutique di Parisi nel 2017 dell’allora ed attuale first lady americana, Melania Trump, che in occasione del G7 a Taormina decise di fare shopping da Parisi e poi pranzò al ristorante La Baronessa.

La famiglia Parisi ha ceduto l’azienda nel 2023 all’azienda D’O dell’imprenditore Mario Dell’Oglio. “Abbiamo deciso di fare un passo indietro valutando i grandi cambiamenti che stavano avvenendo nel mondo della moda. Nella vita è importante essere lungimiranti e bisogna saper interpretare i momenti e leggere i cambiamenti, ed è ciò che poi fa la differenza nel lungo periodo”, spiega il Cav. Parisi.
“Siamo orgogliosi di tutto quello che siamo riusciti a fare, grazie al nostro sacrificio e con tanto amore per questo lavoro e per questa terra – aggiunge Parisi a TN24 – Ci onora il fatto di poter essere stati i pionieri del lusso nella nostra meravigliosa città. Ci abbiamo creduto anche quando non era affatto semplice proiettarsi verso questa prospettiva ed anzi c’erano tanti piccoli grandi ostacoli e magari ti ritrovavi ad aprire una boutique mentre accanto avevi delle attività molto diverse, e bisognava anche affrontare le perplessità dei brand. Ma soprattutto siamo felici di essere riusciti a proporre un lusso che aveva un’anima, un’identità, che non era scollegata dalla città e che, anzi, cercava di integrarsi quanto più possibile con la sua storia e valorizzarne gli elementi tipici che la rendono unica per noi e agli occhi del mondo”.


