TAORMINA – Dopo la stretta estiva e la raffica di sanzioni elevate sul territorio, a Taormina arriva la frenata del sindaco Cateno De Luca sui blitz degli ispettori ambientali in oggetto alla raccolta rifiuti. E la frenata si materializza adesso sul perimetro normativo dentro il quale si va ad incardinare la sfera operativa degli ispettori che, in convenzione con Asm, il primo cittadino ha messo in campo per i controlli in città. La materia di cui si parla è la crociata battezzata provocatoriamente dallo stesso De Luca come la “caccia agli zozzoni”.
La notizia arriva dal decreto sindacale n. 28 del 26 settembre 2025, avente ad oggetto: “Nomina ispettori ambientali. Modifiche e integrazioni ai decreti sindacali n.21 del 09.07.2025 e N. 23 del 14.07.2025“. Il contenuto del decreto firmato da De Luca passerebbe quasi inosservato o in sordina a vedere l’oggetto abbastanza generico dell’atto. E invece i correttivi decisi – rispetto all’impianto istitutivo degli Ispettori Ambientali Comunali ed al conseguente quadro di operatività – sono decisamente significativi.
“In data 30.06.2025 – si legge in premesso in questo nuovo decreto del 26 settembre -, previa approvazione della Giunta Comunale, veniva sottoscritta la convezione tra il Comune di Taormina, l’Associazione Corpo Agroforestale, ODV, ETS e l’Azienda Servizi Municipalizzati, per lo svolgimento dell’attività di vigilanza e controllo ambientale ed ecologico nel territorio comunale di Taormina; l’ispettore ambientale svolge funzioni di segnalazione e controllo in una materia di competenza locale, la tutela del territorio e la gestione dei rifiuti; essendo tali materie e funzioni proprie dell’ente locale, si può conseguentemente riconoscere in capo allo stesso la possibilità di creare apposite figure di controllo specializzate; tali figure, a seguito di recenti pronunce della Corte di Cassazione e tenuto conto degli indirizzi espressi dal Ministero dell’Interno ed anche dalla Regione Siciliana, pur essendo di competenza degli enti locali la funzione amministrativa relativa alla gestione dei rifiuti ed il potere di organizzare il relativo servizio, possono essere destinati a segnalare al Corpo di Polizia locale le eventuali irregolarità riscontrate”.
De Luca ritiene quindi di “dover modificare ed integrare i propri precedenti decreti nn. 21 del 09.07.2025 e 23 del 14.07.2025, nei termini ivi contenuti”. Il sindaco di Taormina va a “modificare e integrare” i i propri precedenti decreti dello scorso luglio, andando a “Cassare i punti numeri 2 e 3 del decreto sindacale nn. 21 del 09.07.2025 e 23 del 14.07.2025”.
Attenzione perché, nel dettaglio, i due punti cassati sono i seguenti: 2) attribuire agli ispettori ambientali nominati, tutte le funzioni ed i compiti di natura accertativa di cui alla L. 689/1981 ed al relativo regolamento comunale istitutivo della relativa figura;
3) dare atto che dal momento dell’accettazione dell’incarico, gli ispettori ambientali nominati acquisiscono lo Status di pubblici ufficiali, dotati di propri ed autonomi poteri di accertamento, contestazione, vigilanza e quant’altro previsto dalla legge.

I citati punti 2 e 3 vengono “cassati” (De Luca dixit) nel decreto del 26 settembre 2025 con il nuovo periodo: “Stabilire che la figura dell’ispettore ambientale, nell’ambito dell’attività di supporto e di collaborazione prevista dal regolamento comunale di cui in premessa, dovrà limitarsi ad a segnalare, corroborando la segnalazione con ogni supporto utile quali foto, video e/o relazioni documentali, al Corpo di Polizia locale le eventuali irregolarità riscontrate, affinché questi ultimi possano porre in essere gli interventi di competenza in materia di polizia amministrativa e la successiva contestazione ed irrogazione delle relative sanzioni amministrative”.
Ricapitolando: gli ispettori ambientali nominati lo scorso luglio dal sindaco di Taormina con lo status di “pubblici ufficiali” ora, come da nuovo decreto firmato a modifica e integrazione delle due precedenti decretazioni in oggetto, dovranno “limitarsi a segnalare” alla Polizia locale le “eventuali irregolarità riscontrate”.
Infine, nel nuovo decreto non si fa riferimento tra i punti cassati – e di conseguenza rimane in essere -, invece, il punto 5 contenuto nelle decretazioni di luglio. E’ il punto in cui De Luca a suo tempo ha disposto di “dare atto che gli ispettori ambientali, durante il servizio, sono dotati di apposita pistola al peperoncino ex D.M n. 103 del 12 maggio 2011 e/o altro strumento idoneo di esclusiva difesa personale contro possibili attacchi di animali che si aggirano, di norma, nei pressi di eventuali discariche abusive”.


