TAORMINA – Nuovo capitolo nella vicenda dell’opera Carmen organizzata al Teatro Antico da Sicilia Classica Festival. Come si ricorderà l’associazione si era rivolta al Tar di Catania per ottenere la sospensiva e/o annullamento del provvedimento con il quale il Parco Archeologico Naxos-Taormina aveva disposto la “revoca” della “concessione d’uso del 15.07.2025 relativamente all’evento previsto in data 13 settembre 2025 (al Teatro Antico, ndr), con applicazione dell’art. 21 quinquies legge 7 agosto 1990 n. 241”.
Dopo le polemiche che avevano già riguardato lo spettacolo Aida del 24 agosto 2025, il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, aveva attaccato Sicilia Classica Festival, asserendo: “Ho chiesto al direttore del Parco Archeologico la revoca immediata della concessione già rilasciata per il prossimo 13 settembre, quando era in programma “Carmen”, sempre organizzato dalla stessa Associazione“. Poi, come si sa, l’opera è andata in scena facendo seguito proprio all’esito del decreto cautelare ottenuto al Tar da Sicilia Classica Festival.
Il Tar, nell’occasione ritenne di accogliere l’istanza di misure cautelari monocratiche presentata da Francesco Ciprì, presidente dell’associazione, tramite l’avvocato Massimiliano Valenza, e, per l’effetto, ha sospeso gli effetti del provvedimento del Parco Naxos Taormina, fissando per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare la camera di consiglio del 1° ottobre 2025, in una data cioè nella quale l’evento sarà già avvenuto. Ed infatti Carmen è stata regolarmente messa in scena nella predetta data del 13 settembre 2025.
Ma la storia non è finita qui. Facciamo ancora un passo indietro, prima di passare alle novità. L’8 settembre 2025 la Terza Sezione del Tar di Catania, con decreto del presidente Aurora Lento (pubblicato il 9 settembre), si pronunciava sul ricorso di Sicilia Classica Festival e nel decreto cautelare in oggetto si richiamava la “nota del 25 agosto 2025 con cui il Comune di Taormina ha formulato delle contestazioni nei confronti dell’Associazione ricorrente”, formalizzata nella stessa data in cui il sindaco De Luca aveva postato sui social la sua dura presa di posizione di posizione su Aida, Sicilia Classica Festival e Carmen.
“Il ricorso è stato presentato – così si legge nel decreto – contro Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana – Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana – Parco archeologico Naxos-Taormina – Soprintendenza dei beni culturali e ambientali di Messina e Comune di Taormina, non costituiti in giudizio”.
Adesso, con atto n.223 del 22 settembre 2025, la Giunta di Taormina ha approvato una delibera avente ad oggetto “Ricorso al Tribunale Amministrativo della Regione Sicilia – sezione di Catania promosso dall’Associazione Sicilia Classica Festival. Autorizzazione al Sindaco a resistere in giudizio in nome e per conto dell’Ente”.

Da qui la decisione della Giunta di “autorizzare il sindaco a costituirsi nel giudizio instaurato innanzi al Tribunale Amministrativo della Regione Sicilia – sezione di Catania dalla società Associazione Sicilia Classica Festival, individuando sin d’ora, quale
professionista incaricato di rappresentare e difendere l’ente, l’avv. Melinda Checco Calandra, con studio legale a Capizzi (Messina) e demandare al responsabile Area Amministrativa di impegnare, a titolo di corrispettivo per spese e competenze del legale incaricato, la somma di euro 6.438,07 omnicomprensiva”.
Ricapitolando: l’8 settembre il Tar di Catania accoglie l’istanza di misure cautelari monocratiche e, per l’effetto, sospende gli effetti del provvedimento del Parco di Naxos-Taormina contro Sicilia Classica Festival. Non costituito in giudizio il Comune di Taormina (come pure il Parco di Naxos-Taormina). Il Tar ha fissato allora “per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare la camera di consiglio del 1° ottobre 2025, ore di rito”. E adesso, il 22 settembre 2025, la Giunta di Taormina si costituisce nel sopracitato giudizio incardinato al Tar di Catania. Appuntamento all’1 ottobre 2025 per la contesa sull’atto di concessione del Teatro Antico, quando saranno già trascorsi 18 giorni dall’avvenuta messa in scena dell’opera, già tenutasi a Taormina la sera del 13 settembre.
Tecnicamente si può asserire che la trattazione collegiale della questione è prevista quando sarà ormai intervenuta una sostanziale cessazione della materia del contendere? Era più importante costituirsi ora per il Comune di Taormina o già nel primo round della contesa? Una cosa è certa: Sicilia Classica Festival, al netto della trattazione che potrà esserci nel merito, il suo obiettivo l’ha già centrato ottenendo al Tar il via libera a poter realizzare lo spettacolo.


