TAORMINA – Tra le tante voci e i vari sussulti della lunga campagna elettorale taorminese, a 10 mesi dal voto, spunta un’ipotesi a dir poco clamorosa, che ad oggi sembrerebbe decisamente da ascrivere al capitolo della “fantapolitica” ma gli esempi di Castelmola, Letojanni e Gaggi insegnano che, in un tempo in cui gli schemi sono saltati, poi tutto può accadere.
Nei giorni in cui a Taormina sono risalite prepotentemente le chance di una ricandidatura dell’attuale sindaco Mario Bolognari, mentre rimane comunque viva e spendibile l’alternativa di una nomination sempre su questo fronte da parte di Mario D’Agostino, emerge in modo evidente la grande crisi dell’opposizione, un’area che ad oggi sembra essere allo sbando totale.
E allora negli ambienti stessi della maggioranza ci sarebbe la tentazione di una rivisitazione della coalizione di governo, al momento largamente favorita per la riconferma al Palazzo dei Giurati, con un eventuale allargamento strategico anche a qualche “pezzo” di opposizione. In sostanza, l’idea sarebbe quella di infliggere quello che potrebbe poi diventare un “colpo ferale” ad un fronte avversario in difficoltà, che potrebbe persino trovarsi nelle condizioni di non riuscire a presentare una lista alternativa ed un candidato sindaco che si opponga a quello che verrà espresso dalla maggioranza.
E’ molto difficile, se non impensabile, immaginare che si arrivi alla fine ad uno scenario del genere, non ci sono neanche precedenti nella storia (perlomeno in quella recente) della Città di Taormina e non risulta che si sia mai andati al voto nella Perla dello Ionio con un unico listone e un solo candidato.
Ma al momento le cronache raccontano di una maggioranza, che pur avendo i suoi “mal di pancia” e nonostante ci sia indubbiamente un fronte di scontenti in città, può giocare la partita con due opzioni da mettere in campo per la sindacatura, ed un’opposizione nella quale tutti i vari pretendenti alla candidatura si sono già bruciati, non aggregano e non sembrano avere la forza (e i numeri in primis) per andare a contendere la fascia tricolore a Bolognari o D’Agostino.
A Taormina si va verso la prospettiva di elezioni “bulgare” come già avvenuto a Castelmola nel 2017 e a Letojanni e Gaggi il 12 giugno scorso? Anche qui ci sarà in campo una sola lista per il Consiglio e un unico candidato alla sindacatura a lottare esclusivamente per il raggiungimento del quorum di votanti?
Per la democrazia e perché il confronto è sempre importante, comunque poi vada e a prescindere da chi vinca, si spera che almeno una sfida con due contendenti ci possa essere.


