TAORMINA – Non è passata inosservata la recente assenza in Consiglio comunale dell’assessore Nunzio Corvaia, in una seduta nella quale tra l’altro c’erano all’odg argomenti riguardanti la materia finanziaria. Ad un anno o poco più dal passaggio a sorpresa in maggioranza e dall’altrettanto inattesa mossa dell’ingresso in Giunta avvenuta nel marzo 2021, Corvaia riflette sul futuro e sulle scelte da fare per le prossime elezioni amministrative a Taormina.
Prima la decisione nei giorni scorsi di rimettere la delega al Personale nelle mani del sindaco Mario Bolognari e poi l’assenza in aula la scorsa settimana: se due indizi fanno una prova, il segnale decisamente chiaro lanciato dal coordinatore di Forza Italia sembra essere quello di un’insoddisfazione sulla situazione amministrativa. In particolare non ci sarebbe un gran feeling tra l’assessore ed il primo cittadino.
Bolognari pensa alla ricandidatura a sindaco ma non sarebbe entusiasta dell’idea di riconfermare tra i suoi alleati anche l’assessore al Bilancio. Allo stesso modo Corvaia ha i suoi dubbi, vuole capire lo scenario e non escluderebbe la possibilità di smarcarsi. Se il candidato sindaco dell’attuale maggioranza dovesse essere Mario D’Agostino, Corvaia sarebbe certamente dentro il progetto e non a caso nel marzo del 2021 fu il leader di Intesa Democratica a dare il placet all’ingresso di Corvaia in Giunta liberando allora una posizione – quella lasciata vacante dal dimissionario Alfredo Ferraro – che sarebbe spettata al gruppo D’Agostino.
Se, invece, dovesse maturare la prospettiva di una ricandidatura a sindaco di Bolognari, a quel punto Corvaia potrebbe guardarsi attorno e rimettere in discussione la propria posizione, perché tra l’assessore e il professore ci sono caratteri differenti e modi di vedere le cose poco compatibili, i due non sembrano insomma avere una particolare volontà di rinnovare l’alleanza politica in essere.
Corvaia si tiene lontano dalle polemiche e intanto valuta lo scenario, con il desiderio di voler essere un protagonista delle prossime elezioni e con la consapevolezza di poter ambire, con i numeri del suo gruppo, ad un ruolo determinante negli equilibri che decideranno la contesa.
L’assessore potrebbe accontentarsi di un chiarimento in maggioranza ma c’è anche un “piano B” che porta alla tentazione di fare altre scelte, specie se dovessero arrivare segnali di risveglio e di competitività da un’opposizione che al momento è in piena crisi, disorganizzata ed in grandissima difficoltà ma che a 10 mesi dal voto potrebbe anche trovare una resurrezione in extremis con qualche soluzione inattesa.


