“Enter the Dragon” è il titolo di uno storico film di Bruce Lee, leggenda del cinema orientale che ottenne la sua consacrazione agli occhi del mondo con questa pellicola nel 1973. Fu tradotto in italiano come “I 3 dell’Operazione Drago”, sebbene la traduzione letterale fosse “Entra il drago” o “L’entrata del drago”, titolo italiano adattato per riflettere una trama spionistica focalizzata sul triplo piano dei personaggi principali. La scena più iconica del film è quella in cui il grande attore entrava nella “Stanza degli specchi”. Una stanza dove la realtà si confonde, la visione oggettiva delle cose si mischia e si frammenta. E tutto diventa un labirinto.
Tuttavia, seguendo l’insegnamento del suo maestro, alla fine Lee frantumerà, uno dopo l’altro, gli specchi per rivelare il mistero di una verità nascosta dietro le apparenze. Ed è quello che faremo idealmente anche noi. Il tema è sempre quello della “pagnotta” (copyright Buttanissima.it del direttore Giuseppe Sottile, tra i pochi a fare ancora informazione vera in Sicilia). Mettetevi comodi e concentratevi. Allacciate le cinture. Si parte.
IL CONSORZIO. Vi abbiamo già parlato, nel precedente approfondimento, del Consorzio dei Castelli di Sicilia: 16 soci, di cui 14 Comuni, poi un’associazione e una società. I Comuni sono Butera, Castelbuono, Castronovo di Sicilia, Cefalà Diana, Collesano, Favara, Francofonte, Geraci, Giuliana, Marineo, Montelepre, Piazza Armerina, Salemi e il Comune di Taormina. Inoltre il Club Alpino Siciliano. E poi c’è la Centomedia&Lode srl, che gestisce il Castello Saraceno di Taormina.
BENI CULTURALI. La Centomedia&Lode Srl, con sede in Piazza Sant’Oliva 9, Palermo, è una società a responsabilità limitata, che “opera nel campo del Marketing Territoriale, Gestione di Beni Culturali e Servizi Aggiuntivi per la Cultura e Gestione di Eventi Culturali”.
LE QUOTE “TAORMINESI”. La concessionaria che gestisce il Castello Saraceno di Taormina è la società a cui il Comune di Taormina ha versato il 2 febbraio scorso la “quota” di 1.500 euro per “visita guidata” delle scuole, dando seguito con relativi va determina a una delibera di Giunta del 26 gennaio scorso. E il 26 gennaio 2026 è anche la data in cui il Comune di Taormina, socio dell’ATS Consorzio dei Castelli di Sicilia versa, inoltre, la quota associativa del 2026 pari ad € 2.500,00. La sede del Consorzio si trova presso “Castello di Castelbuono, Piazza Castello, 90013 Castelbuono (PA) Piazza Sant’Oliva, 9 90141 Palermo”.
FINANZIAMENTO. Il 30 luglio 2025 la Regione Siciliana con decreto assessoriale Autonomie Locali – Serv. 1 – D.A. n. 427 del 30.07.2025 – Decreto di riparto del contributo previsto dall’art. 4, co. 2, let. r), l.r. 30/01/2025, n. 3, come in ultimo modificato dall’art. 1, let. b), l.r. n. 21 del 12/05/2025, – ha disposto l’assegnazione in favore dei comuni appartenenti al Consorzio Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia delle rispettive quote ripartite dell’importo stanziato di un contributo da 150 mila euro.
SOSTITUZIONE. Nel frattempo c’era stato, come si legge nell’atto, anche un cambio dello status di tale sodalizio. La legge regionale 12 maggio 2025, n. 21 =Modifiche alla legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3 e alla legge regionale 9 gennaio 2025, n. 1= , in particolare all’articolo 1, comma 1, lettera b) ha previsto che <alla lettera r) del comma 2 dell’articolo 4, le parole “ATS Promozione e valorizzazione” siano sostituite dalle parole “Consorzio Cultura e tradizioni”; Le risorse di cui al comma 1 “sono attribuite quali contributi straordinari ai beneficiari nella misura e per le finalità di seguito indicate: 150 migliaia di euro ai comuni appartenenti al Consorzio Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia”.
CONSORZIO E COMUNI. Sulla base di questo atto, per semplificare e far comprendere meglio, viene previsto un finanziamento al Consorzio Castelli di Sicilia, dentro al quale ciascuno dei Comuni soci – come da relativa ripartizione – riceve un contributo di € 11.538,46.
BENEFICIARI. Con nota prot. n.12866 del 31 luglio 2025, il Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali, comunica la pubblicazione e l’assegnazione del contributo (di cui art.4 lettera R) della legge regionale 30 gennaio 2025, riportando l’elenco dei comuni beneficiari e nel suddetto elenco veniva inserito il Comune di Castelbuono, facente parte del Consorzio Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia”.
LA DELIBERA DI GIUNTA A TAORMINA. Si arriva alle ore 17.35 del giorno 1 dicembre 2025, quando la Giunta comunale di Taormina esita una delibera, la n.265, avente ad oggetto: “Approvazione del piano di utilizzo della somma concessa ai Comuni del Consorzio Cultura e Tradizione dei Castelli di Sicilia”. L’atto riguarda la predetta somma di 11 mila 538,46 euro, la parte cioè che spetta al Comune Taormina come da piano di riparto delle somme all’interno di quel decreto della somma complessiva di 150 mila euro. La Regione per “procedere all’erogazione della somma assegnata a ciascun Comune” richiede un “Piano di utilizzo”.
IL CASTELLO DI TAORMINA. La materia è la “promozione e la valorizzazione della cultura e delle tradizioni dei Castelli di Sicilia”. E a Taormina, come si sa, c’è il Castello Saraceno che la Regione Siciliana ha dato in gestione a privati. L’ 8 marzo 2019, Centomedia&lode vinse la gara d’appalto indetta dalla Soprintendenza (con relativa consegna del bene avvenuta il 13 marzo 2019) ed ottenne la “concessione per la valorizzazione del Castello”. Una concessione per 19 anni, senza applicazione di un canone di locazione, con il privato che però si impegna per un piano di investimenti. Un piano di cui oggi non sappiamo se vi sia una relativa documentazione e/o rendicontazione aggiornata, depositata presso il Parco di Naxos-Taormina (a cui nel frattempo è passata la tutela del sito) nella quale si quantifichino gli investimenti sin qui sostenuti dal concessionario. Il biglietto di ingresso, ricordiamo, inoltre, è di 10 euro, di cui zero spettanti al Parco archeologico di Naxos-Taormina.
PIANO DI UTILIZZO. Ma cosa prevede il piano di utilizzo delle somme deliberato dalla Giunta di Taormina? Bisogna leggere con attenzione le quattro paginette comprese in questa deliberazione.
GLI OBIETTIVI. Tra le attività previste nel documento, si elencano tabelle/segnaletica nei castelli (standard di rete); prodotti locali brandizzati “Castelli di Sicilia”; bookshop virtuale + APP; servizio di logistica per ordini dal bookshop; promozione del concorso “Il Castello Siciliano dell’Anno”, su Tv private”.
Guardate questo passaggio, che vi indichiamo con le freccette perché è molto importante. Anzi centrale.

COME FUNZIONA. Ogni Comune – a cui la Regione con D.A. n. 427 del 30.07.2025 ha assegnato 11.538,46 euro – versa al Consorzio (Euro 150mila/13) 11.538,46 euro. Ad esempio, nel caso del Comune Taormina, socio/partners del Consorzio dei Castelli di Sicilia, la Regione assegna le somme finanziate al progetto del Consorzio. E queste somme arrivano a Taormina e poi dalla casa municipale vengono versate al Consorzio dei Castelli di Sicilia nel quadro disciplinato dal richiamato piano di utilizzo. La sede del Consorzio si trova presso “Castello di Castelbuono, Piazza Castello, 90013 Castelbuono (PA) Piazza Sant’Oliva, 9 90141 Palermo”. E in Piazza Sant’Oliva 9, Palermo ha sede la Centomedia&Lode Srl, concessionaria del Castello Saraceno di Taormina nonché unico soggetto privato (oltre al Club Alpino Siciliano) che insieme a 14 comuni (13 in questo progetto, ndr) è socio del Consorzio dei Castelli di Sicilia.
LA GESTIONE DEL CONSORZIO. Chi gestisce, quindi, le attività di progettazione del Consorzio Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia? Chi ne cura la comunicazione? Chi si occupa dei canali social e dello sviluppo complessivo, in termini operativi e logistici di tale realtà, rappresentando il collante e l’elemento di sintesi, il trade union e punto di riferimento che interagisce con i vari Comuni? La Centomedia&Lode Srl.
DOVE VA LA QUOTA ANNUALE. E d’altronde la quota associativa annuale di 2500 euro che versano i Comuni ai Consorzio come viene impiegata e dove approda? Un esempio pratico arriva dalla determinazione dirigenziale n. 256 del 08/05/2024 del Comune di Taormina, che spiega la storia in termini significativi.

IL SITO E I SOCIAL. Avete capito bene. Su 2500 euro (qui 2580, ndr) 250,00 sono la quota di iscrizione al Consorzio (Fondo di gestione stabilito dall’art. 5 dello Statuto) e € 1.830,00 sono il contributo per la gestione dei social (qui annualità 2023). E si richiama un “Disciplinare d’incarico della gestione e l’animazione del sito www.castellidi sicilia.it e delle pagine social associate” con la società Centomedia&Lode Srl. E si aggiunge e si raccomanda pure, ai Comuni, che è “obbligatorio e necessario effettuare il pagamento di quote di gestione avendo aderito all’ATS e trattandosi di attività indispensabile al funzionamento della promozione e valorizzazione dei territori”. Moltiplicate quelle 1.830 euro per i 13-14 comuni associati al Consorzio se ne avrà una cifra superiore alle 20 mila euro annue, solo per il sito internet e i social, che vanno alla Centomedia&Lode Srl.
REGOLARITA’ E BUSINESS. Tutto regolare, tutto straordinariamente simmetrico nella convergenza tra il punto di partenza e quello di arrivo. In Sicilia la cultura diventa un apostrofo sullo sfondo del culto incessante del business che la storia stessa muove. Sarebbe quasi giusto se non fosse che le risorse non portano ad una valorizzazione reale dei territori ma ad una promozione virtuale o infruttuosa e chi ne ha un ritorno tangibile è solo il privato. Gli amministratori regionali e locali dovrebbero fare perlomeno una riflessione.
IL MECCANISMO. E’ una giostra in cui si sale a Palermo, si fa una progettazione (chi la scrive?), la Regione stanzia le risorse per un Consorzio, poi i soldi arrivano a Taormina (come in ciascuno degli altri comuni soci) che li rimanda a Palermo al Consorzio, che a sua volta spenderà i soldi per i castelli. Come quello di Taormina, gestito da un privato che è parte del Consorzio. Andata, ritorno e contro-ritorno. E allora avanti con le attività finanziate con risorse pubbliche, e per fare un ulteriore esempio magari ci sarà qualche privato che anziché andare a spendere di tasca propria per fare cose come “tabelle/segnaletica nei castelli”, le fa realizzare con i soldi della Regione che arrivano da un Consorzio per il tramite dei Comuni.
DOMANDE E RISPOSTE. Se qualcuno si fosse perso nei meandri della “rete” basta farsi delle domande e darsi le risposte: nel Consorzio dei Castelli qual è quella città dove il Comune è socio-partners ma – a differenza di altri – non detiene la proprietà di nessun Castello? Taormina. Qual è la città dove c’è un Castello che è della Regione ma viene gestito da un privato? Taormina. E qual è il privato che gestisce un Castello ed è anche socio-partners del Consorzio dei Castelli di Sicilia e che potrà, di conseguenza, beneficiare di queste iniziative di cui si fa carico finanziariamente il pubblico? La Centomedia&Lode Srl.
REGIONE SICILIANA. La Regione affida ad un privato un bene per 19 anni senza un canone di locazione e con l’impegno che il concessionario faccia investimenti a suo carico. La Regione non ricava neppure un centesimo dal biglietto di ingresso ma finanzia con 150 mila euro una rete di castelli dentro la quale c’è lo stesso privato a cui è stato concesso quel bene senza nulla pretendere. E il medesimo privato coordina le attività del Consorzio, occupandosi di conseguenza anche di tutti gli altri castelli e interfacciandosi con gli altri Comuni soci del Consorzio in oggetto.
LA DOPPIA BEFFA DI TAORMINA. Il Comune di Taormina è socio di un Consorzio dei Castelli e tuttavia versa 1.500 euro di “quota” per “visite didattiche” al privato che gestisce il Castello Saraceno e che, oltretutto, è anche partner di quel Consorzio. Il Comune delibera “visite didattiche” gratuite alle scuole (giusto) e determina di pagarle al privato (sbagliato). L’ente si fa beffare su una visita dove poi non c’è neanche la guida e lo continua a fare versando, il giorno stesso, le 2.500 euro di quota associativa annuale a questo Consorzio, che ha la sede dove ha pure sede il predetto privato.

ASSEMBLEA A TAORMINA. “Fare rete”, ed è questa la parola d’ordine emersa il 24 novembre 2025 a Taormina, dove nell’aula consiliare del municipio si è tenuta l’assemblea dei Castelli di Sicilia. Presenti i sindaci, compreso quello di Taormina, Cateno De Luca. E in questa occasione si è evidenziata l’evoluzione da semplice “Rete dei Castelli” nata a Castelbuono nel 2019, all’assemblea che nel dicembre 2022 ha sancito la trasformazione in Consorzio, formalizzando quest’alleanza tra comuni. Un’alleanza nella quale – al netto delle belle parole e dei nobili intenti legati a turismo globale, “prodotto Sicilia”, circuito integrato di rocche, manieri e borghi medievali – i comuni fanno la coreografia.
CHI MUOVE LE FILA. A guidare le danze e muovere le fila di tutto è il capo della Centomedia&Lode (concessionaria del Castello Saraceno di Taormina) che ha organizzato e ovviamente presenziato la citata assemblea del 24 novembre 2025: Maurizio Scaglione, il 66enne ex dipendente in pensione della Manzoni Spa (concessionaria pubblicitaria oggi del gruppo Ged), che dall’11 gennaio 2019 è iscritto all’ordine dei giornalisti pubblicisti ed è direttore editoriale di un giornale online con sede a Palermo, di cui è editrice la Mercurio Comunicazione Soc. Coop. A.R.L.. (a cui, nel frattempo, il Parco di Naxos-Taormina ha aggiudicato il 24 giugno 2025 per tale ente “il servizio di comunicazione e informazione pubblica della durata di anni due per un importo netto pari a € 84.000,00,00, oltre IVA al 22%”).
IL GIRO DELLA PAGNOTTA. E allora siamo partiti da una piccola pagnotta taorminese da 1.500 euro e siamo arrivati a una enorme pagnotta siciliana (in quota parte compresa Taormina) da 150 mila euro. Una pagnotta chiama l’altra. Perché c’è molto di più, perché le pagnotte in giro per la Sicilia sono tante e veleggiano verso il non distante orizzonte complessivo del milione di euro. Scaglione è iperattivo ha tanti impegni e ancora più idee. Spazia dai siti archeologici alle tonnare ed è presidente dell’Accademia del Tonno Rosso in Sicilia, progetto della Centomedia & Lode S.r.l. e coadiuvato sempre dalla Regione.
LA BUFERA. Nel frattempo, forse non a caso, soffia il vento della bufera per questa pioggia di affidamenti che vengono disposti dalla Regione Siciliana e pertanto dai vari assessorati del governo presieduto da Renato Schifani. Affidamenti che hanno come destinatario sempre Scaglione e le sue società. E’ di qualche giorno fa l’inchiesta di SudPress.it sullo stanziamento di 8.784 euro per due video della durata di 6 minuti, per la riapertura di Castello Utveggio. Prima ancora, sempre SudPress.it aveva realizzato un’altra eloquente inchiesta dal titolo: “Tutti i pollici del presidente”.
IL PRINCIPIO DELLA BUONA AMMINISTRAZIONE. Così procedure che possono essere considerate del tutto regolari sul piano prettamente formale, al di là del nulla quaestio inerente il piano della legittimità degli atti, stridono con una realtà dove naufraga l’aspetto etico che dovrebbe caratterizzare con rigore la previsione, l’assegnazione ed impiego delle risorse. Il denaro pubblico esige una gestione ponderata, razionale, equilibrata, trasparente, efficiente ed efficace: un principio di buona amministrazione che, dalla Regione e dai Comuni, viene preso a “schiaffi” con sprechi e scelte superficiali, che determinano un vantaggio oggettivo al privato e non aiutano i territori a crescere.
LA SPROPORZIONE. Qui c’è un valzer di affidamenti monocolore, tra specchi che sembrerebbero specchietti per le allodole, porte girevoli, sponde politiche e conseguenti carezze pseudo-cronistiche ai potenti di turno. Dentro questo ponte tra pubblico e privato che abbiamo esplorato con inequivocabile chiarezza c’è un sistema complesso e articolato e, tuttavia, emerge una sproporzione semplice da vedere tra i benefici (pochi) che ne trae la parte pubblica e i vantaggi (tanti) che ottiene la parte privata.
PAGNOTTA BIPARTISAN. Scaglione, tra “pagnotte” e interviste, unisce tutti come nessun altro alla Regione. Da destra a sinistra. La sua è una “pagnotta” bipartisan, post-ideologica, oltre i muri e gli steccati della politica. Perché i “picciuli” non hanno colori ma un unico e inconfondibile profumo. Maggioranza e minoranza all’Ars si scannano su tutto e poi, in maniera quasi tragicomica, fanno una fusione cosmica quando si parla di sedersi in un bar mediatico per una comunicazione da cui non hanno abbastanza coraggio e lucidità per prendere le distanze. Il “mercante” dell’informazione danza nel tempio della politica, seduce i potenti e racconta loro grandi imprese e narrazioni epiche. Chi se ne frega se poi sia vero oppure no che ha inventato lui la Leopolda di Renzi o se una volta ha dato una lezione a Berlusconi, se dialogava con Craxi o nei governi Crocetta e Musumeci gli era stato chiesto di entrare in Giunta. In fondo, tutti questi politici fanno quasi tenerezza perché il privato di turno se la ride e li porta a spasso mentre li adula e li fa sentire centrali, mentre forse o di certo li considera degli allocchi. Da esaltare e gasare davanti a una telecamera e poi da sfottere quando girano l’angolo. Loro si beano ma nemmeno si rendono conto che in termini pratici questa comunicazione, nonostante le enormi cifre che la sostiene, non comanda niente e non porta alcun aiuto al politico di turno, né in termini di consensi né di immagine. Non incide agli occhi dei siciliani e sposta l’impercettibile in termini di influenza popolare. Ma chi se importa. Una pagnotta deve fare sognare e il sogno non avrà mai l’obbligo di cambiare la realtà. Deve solo plasmarne un pezzo.
Nessuno venga a dare più lezioni di morale, compresa quella frase che evoca tempi bui per la nostra Sicilia. Qui – politicamente parlando – non c’è nessun “pizzo legalizzato” da cui dover liberare l’isola. E’ finita quella Sicilia. Questa è semplicemente l’era della pagnotta legalizzata.
“Enter the Dragon”. Eccoli gli specchi, dietro ad ognuno ci sono storie di pagnotte. La stanza unisce attori e territori, protagonisti e comparse. Il pubblico e il privato in un film dove il copione si ripete e la sceneggiatura si rinnova. Specchi e pagnotte. Il Drago d’Oriente diventa Drago di Trinacria.
Per ulteriori approfondimenti sul citato contributo straordinario in favore dei Comuni appartenenti Consorzio Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia seguono qui sotto due recenti decreti della Regione Siciliana: Serv. 1 – D.R.S. n. 22 del 30.01.2026 e Serv. 1 – D.R.S. n. 24 del 2.02.2026.


