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Schlein-Conte si neutralizzano: Salis prende quota, è l’ora della terza via

Schlein-Conte-Salis, da questo triangolo dipenderanno i destini del campo largo e lo scenario si va delineando.

Tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, nel campo largo si prospetta il via libera per un terzo incomodo. La strada è quella tracciata, di cui vi abbiamo raccontato ormai da qualche tempo con l’anticipazione che a mettere d’accordo tutti, alla fine, potrebbe essere Silvia Salis.

Non a caso anche la Repubblica ha approfondito il tema con un articolo di Stefano Folli dal titolo “A sinistra cercasi nuovo Prodi”, nel quale si evidenzia che “i due litiganti potrebbero elidersi a vicenda” e “al dunque nessuno dei due avrebbe la personalità per imporsi. E sarebbe necessario trovare una terza figura”.

Il ragionamento, in effetti, non fa una piega. Nel cantiere sempre aperto del cosiddetto campo largo, le ambizioni personali e le diffidenze reciproche rischiano di trasformarsi in un freno strutturale. Schlein punta a consolidare la leadership del Partito Democratico con un profilo identitario e progressista, mentre Conte mira a preservare la centralità del Movimento 5 Stelle in un’alleanza che non vuole subire ma guidare.

Nel braccio di ferro silenzioso Schlein-Conte, la ricerca di una sintesi diventa inevitabile. Ed è qui che prende quota l’ipotesi di una figura terza, capace di non essere percepita come espressione esclusiva di uno dei due contraenti. Un nome che possa evocare competenza, affidabilità e, soprattutto, una capacità di tenere insieme culture politiche differenti.

Il richiamo a un “nuovo Prodi” diventa più di una semplice ipotesi. L’esperienza dell’Ulivo resta, nell’immaginario del centrosinistra, il modello di una coalizione ampia guidata da una personalità considerata super partes. Oggi, però, il contesto è radicalmente mutato: la frammentazione è maggiore e il clima politico più polarizzato.

Per questo la scelta dell’eventuale “federatore” non potrà essere frutto di un semplice compromesso al ribasso, ma dovrà rispondere a un’esigenza più profonda: restituire credibilità e visione a un’area che fatica a parlare con una sola voce. Se davvero Schlein e Conte dovessero neutralizzarsi, la soluzione del terzo nome potrebbe trasformarsi da suggestione politica a necessità strategica.

È proprio in questo quadro che il profilo di Silvia Salis viene considerato il più interessante. In questa direzione spinge ormai da tempo Matteo Renzi e anche un pezzo del Partito Democratico ha imboccato la stessa via. La sindaca di Genova non proviene dalla politica di partito in senso stretto e questo la rende meno esposta alle dinamiche correntizie che logorano i leader tradizionali. La sua esperienza nel mondo dello sport e nelle istituzioni sportive le ha consentito di costruire una rete di relazioni trasversali, mantenendo al contempo un’immagine pubblica relativamente neutra.

Salis potrebbe rappresentare una candidatura di sintesi per uscire dall’impasse e rilanciare la sfida a Giorgia Meloni e al centrodestra: sufficientemente vicina ai valori progressisti per non scontentare l’elettorato del Partito Democratico, ma allo stesso tempo non identificabile con l’apparato dem, elemento che potrebbe rassicurare Conte e il Movimento 5 Stelle. Inoltre, il suo profilo civico consentirebbe di intercettare quell’area moderata e disillusa che guarda con diffidenza ai professionisti della politica.

C’è poi un elemento simbolico da non sottovalutare: la scelta di una figura femminile, giovane e con un percorso non convenzionale, darebbe un segnale di rinnovamento reale, andando oltre le logiche di spartizione interna. In una fase in cui il centrosinistra è alla ricerca di credibilità e di un racconto nuovo, una candidatura come quella di Salis potrebbe incarnare l’idea di un progetto che supera le rivalità personali per tornare a parlare al Paese. E così nel campo largo è l’ora della terza via.

L’asse Schlein-Conte s’incrina e prende quota la prospettiva che, alla fine della fiera, possa davvero essere Salis a contendere a Giorgia Meloni il governo del Paese alle elezioni Politiche del 2027.

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