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Sanità, Schillaci: “Obiettivo è che non ci siano più gap territoriali”. Ma il Ccpm Taormina ora è un caso esplosivo

Il nostro obiettivo è chiaro: fare in modo che gap e differenze territoriali non appartengono più al vocabolario della sanità italiana”. Lo ha detto il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, in conclusione degli Stati generali della prevenzione. Il ministro ha spiegato che “la sfida principale” che si era prefissato all’inizio del suo mandato era quella di “contribuire alla costruzione di un Servizio Sanitario Nazionale che viaggi alla stessa velocità su tutto il territorio. È un sistema che non può e non deve avere barriere di accesso. Oggi sono molto più fiducioso rispetto alla possibilità di raggiungere questo obiettivo ambizioso e sono convinto che, lavorando tutti insieme, riusciremo a vincere questa sfida. La strada è tracciata, dobbiamo percorrerla con determinazione e consapevolezza”, ha aggiunto.

“Un successo importante non per il Ministero ma per l’intero sistema sanitario nazionale. Mille prestazioni effettuate negli stand, migliaia di iscrizioni ai lavori congressuali – dice Schillaci – sono dati che ci parlano di un’Italia che ha voglia di prendersi cura della propria salute. La prevenzione è un investimento sulla propria vita, una partita che si vince giocando tutti insieme”.

Il Ministro ha quindi rivolto un appello “ai cittadini che non hanno ancora aderito ai programmi di screening, magari per pigrizia. Ci sono malattie che devono avere precedenza su ogni altro impegno e i comportamenti salutari non sono mai superati, sono sempre la migliore forma di prevenzione”.

Niente più gap territoriali è l’indicazione data da Schillaci ma adesso in Italia c’è da mettere un punto al caso sempre più spinoso del Ccpm Taormina, dove il solo fatto che si stia paventando la chiusura di una struttura che è riferimento per l’intera area orientale della Sicilia e per la Calabria è una prospettiva che sconfesserebbe in termini totali la citata indicazione di Schillaci dello stop ai “gap territoriali”. In tempi normali la politica regionale si affretterebbe a risolvere la questione non domani ma ieri, qui ancora si studia “la soluzione”, “c’è ma non si può dire”, ed equilibrismi dialettici talmente claudicanti da apparire imbarazzanti sol perché vengono pensati.

Quella del Ccpm è una vicenda che ha varcato i confini isolani e dove, a questo punto, è caduto pure “l’alibi romano” della deroga al decreto Balduzzi. Così va in scena una situazione che rasenta il paradosso imbarazzante. Il momento cruciale passa per la via di un braccio di ferro politico in atto per il destino del centro di Cardiochirurgia Pediatrica. In un modo o nell’altro il Ccpm non chiuderà, perché decretarne la fine scatenerebbe il caos, anche a livello mediatico, ed un modo è già stato individuato ma, nella terra di mezzo tra Taormina e Palermo, anzi meglio ancora tra Messina e Catania, ora c’è da capire chi riuscirà a mettere “il cappello” sulla struttura. E’ una questione di equilibri politici isolani. Una di quelle cose che in Sicilia conta più della vita dei bambini.

Attenzione ad un passaggio dell’intervista rilasciata dal primario del Ccpm Taormina, dott. Sasha Agati, al direttore di TN24, Emanuele Cammaroto.

“Si è cercato di applicare il modello Veneto, dove si prevedono due Cardiochirurgie, una a Verona e una a Padova, dove quella per bambini sta accanto a quella per adulti. Quindi le due cardiochirurgie presenti nell’area di Messina e nell’area di Catania sono una al “Papardo” di Messina e una al “Policlinico di Rodolico” a Catania. E allora se la domanda è: “Viene in discussione la permanenza del Ccpm in base al decreto Balduzzi?”. La risposta è “No”. Il decreto Balduzzi è stato “aggiustato” e per autorizzare dei posti aggiuntivi e per abbattere e contenere dei costi, la Cardiochirurgia Pediatrica viene avvicinata a una Cardiochirurgia per adulti, amministrativamente e non fisicamente”.

Ecco perché il destino del Ccpm Taormina, mentre prosegue la protesta delle famiglie, resta appeso ad un filo ma comincia a diventare un caso esplosivo.

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