TAORMINA – Assente dal primo all’ultimo istante del Taormina Film Festival dal 10 al 14 giugno scorso, onnipresente al Taobuk in corso dal 18 giugno al 23 giugno. E’ la scelta del sindaco Cateno De Luca, che non passa inosservata e fa discutere, anche se a ben riflettere non c’è nulla di cui sorprendersi. Zero minuti e neanche un secondo dedicati alla rassegna cinematografica diretta da Tiziana Rocca, che tra l’altro ha avuto il merito di rianimare un festival in crisi. Poi cambia tutto ed ecco la modalità quotidiana “ci sono, benvenuti a Taormina”, per il festival della letteratura diretto da Antonella Ferrara, padrona di casa apprezzata e sempre più amata a Palermo. Pazienza se nell’ingrata Taormina, magari, non è lo stesso.
Ecco perché Tiziana Rocca, che è persona brillante, capirà e comprenderà che i vari Michael Douglas, Martin Scorsese, Catherine Deneuve, Monica Bellucci, etc, saranno pure divi di Hollywood e miti del cinema ma qui si giocano altre partite, ci sono altri equilibri da costruire e nella narrazione complessiva della settimana di Taobuk il sindaco non può proprio mancare. Deve esserci e prendersi la scena.
Arrivano ministri, politici, gente che conta (fatta eccezione per i riempitivi, come qualche tragicomico pagnottista che si è imbucato come i “portoghesi” nel menù salottiero calando il solito pacco del “cambio merce” per scroccare un pernottamento gratuito, una colazione e due cameo). Insomma, al netto dei casi umani, ci sono autorità vere e personalità di prestigio, da accogliere: con strette di mano, sorrisi, abbracci e cordialità totale.
C’è da delineare, una volta per tutte, pure il futuro politico del sindaco di Taormina e decidere il porto in cui far approdare il suo movimento Sud chiama Nord. E’ importante ricordare al mondo il record planetario del fine dissesto (la Commissione Liquidatoria ringrazia), essere in qualche modo protagonisti. Vabbè, concedersi un po’ di visibilità ci sta.
Dai red carpet del cinema alle passerelle della cultura il passo può essere breve o forse lunghissimo, a seconda dei punti di vista e la prospettiva oscilla come il pendolo di Foucault. Si può decidere tutto con una mossa indovinata o sbagliata. Anche i dettagli fanno la differenza.
Semmai, appare curioso o paradossale che il sindaco abbia evitato – per impegni concomitanti irrimandabili, mettiamola così – di presenziare al Festival del Cinema sostenuto da Fratelli d’Italia, per esserci sempre eccome al Taobuk che è sostenuto sempre da Fratelli d’Italia. Quindi il bollino politico sempre quello è. Ai fratelli e alle sorelle d’Italia non è che si può dare un segnale politico a targhe alterne. O vogliamo ricondurre l’assenza del sindaco al Festival del Cinema solo al desiderio di non dare troppa importanza a quel TaoArte da cui il Comune è uscito per poi farsi una nuova fondazione? E’ un po’ come pensare che l’assessore Elvira Amata la snobbiamo per il Festival del Cinema (e a lei o chi per lei diamo un segnale politico) ma la settimana dopo, a Taobuk, ci mettiamo accanto a lei, sorridenti, perché Elvira è brava e il suo assessorato promuove un bel festival. Le porte girevoli della trama politica?
Chissà. Magari tutto ha un senso, c’è un filo conduttore in purezza di coerenza e ovvietà, nulla è casuale. Perché poi il De Luca pensiero, in qualche modo, è in tema con questa edizione di Taobuk che parla di “Confini”. Lui non li ha mai amati i “Confini”. Gli stanno stretti come gli schemi da cui non vuol farsi imbrigliare perché esistono soltanto i suoi. Eppure ora incombe il tempo pressante in cui dover scegliere la via definitiva da percorrere per uscire dall’isolamento del dopo-Europee. Manca ancora la quadra nella lunga trattativa in corso con il centrodestra, dove c’è chi dialoga con De Luca ma sono molti di più quelli che non si appassionano per niente all’idea di trovarselo accanto come alleato.
Obiettivo 2027. Coraggio, non ci si può fermare alle schermaglie, alle polemiche e alle simpatie e antipatie. La visione strategica vola alta, ha le sue tattiche e contro-tattiche. Avanti tutta con l’esercito di liberazione. Si va in campo da soli, ma ci può stare di ripensarci. Mai più da soli, ma se solo la sinistra volesse la destra si può battere. No, la sinistra è perdente. Acapulco prima spiaggia (con bandiera blu) a destra. Tiziana la snobbo, ad Antonella rispondo presente all’appello. E se c’è Elvira? Dipende da che festival c’è in programma. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. Scurdammoce ô ppassato…
Insomma a volte, in questo groviglio di scelte, di momenti e responsabilità può capitare di confondersi. Avanti con i salotti. Tutti ai posti di manovra. Forza alla banda e W la giostra. Sempre.


