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Salvini sgancia la bomba: vuole la Sicilia e pensa a Buttafuoco presidente

Matteo Salvini sgancia la bomba che scuote il centrodestra. La Lega è pronta a rinunciare alla Lombardia e a consegnare le chiavi del Pirellone a Fratelli d’Italia (o a Forza Italia) se nel quadro degli accordi di coalizione dovesse arrivare – in cambio – l’ok al Carroccio per esprimere la candidatura alla presidenza alle prossime Regionali.

“Non rispondo più a chi domanda chi sarà il candidato del centrodestra nelle prossime regionali – ha fatto sapere il segretario della Lega sulla questione Lombardia – Ci penseremo a tempo debito, tutti i partiti del centrodestra avranno il giusto riconoscimento. Nella mia Lombardia se Fratelli d’Italia avrà un candidato all’altezza, sarò ben felice di accogliere la loro proposta. Così come noi in Sicilia qualche suggerimento da dare lo avremo”. 

E tra le idee di Salvini, secondo alcune indiscrezioni raccolte da TaorminaNews24 negli ambienti della Lega – ci sarebbe anche la “tentazione” di provare a puntare su Pietrangelo Buttafuoco, lo scrittore e giornalista, attuale presidente della Biennale di Venezia.

Già nel luglio 2015, la Lega aveva provato ad ipotizzare una candidatura di Buttafuoco come governatore dell’isola alla guida di “Noi con Salvini”, elogiandone le qualità morali e professionali. Il diretto interessato declinò con garbo l’offerta, preferendo proseguire i suoi impegni professionali.

Il 62enne catanese sarebbe il nome a sorpresa che Salvini vorrebbe proporre per “sparigliare” le carte nella corsa alle prossime Regionali in Sicilia. Salvini, d’altronde, sa che rischia di trovare una strada sbarrata o perlomeno tutta in salita per convincere gli alleati. E ancora più complicato sarebbe l’orizzonte rispetto alla proposta ai siciliani di un politico leghista, soluzione che susciterebbe aspre polemiche e forti tensioni per la storia di Salvini con il Sud.

Nell’isola il nome più in auge sarebbe quello di Luca Sammartino, attuale vicepresidente della Regione Siciliana ma non sarebbe semplice una trattativa all’interno del centrodestra anche sul suo nome e non metterebbe tutti d’accordo. Difficile da percorrere la via di un nome “politico”. E allora serve una figura fuori dalla “mischia”, che al tempo stesso non sia un uomo di partito, un candidato senza “etichette”, libero da simboli e vincoli di appartenenza. Ecco perché l’eventuale proposta di Buttafuoco potrebbe rappresentare la mossa in grado di sfuggire alle rigide dinamiche dei palazzi politici e rendere sostenibile l’ambizione della Lega di poter “suggerire” il candidato alla presidenza della Regione. Salvini vorrebbe far coincidere la stagione della prevista costruzione Ponte sullo Stretto con la presenza in Sicilia di un governatore indicato dalla Lega.

Nel tempo Buttafuoco ha analizzato la Lega, definendola come un partito che intercetta e decifra un “blocco sociale” del Nord Italia, a suo dire erede di tradizioni anche democristiane e di sinistra. Ha commentato le dinamiche interne del partito, come le posizioni talvolta differenti tra lo stesso Salvini e Giancarlo Giorgetti.

E si è pure soffermato sulla figura di Matteo Salvini, analizzandone il paragone che i suoi oppositori fanno tra il vicepremier e Mussolini e l’accostamento che spesso viene fatto tra le politiche leghiste e il fascismo. Nel suo libro “Salvini e/o Mussolini” uscito nel 2020, Buttafuoco ha analizzato con ironia lucida e pungente le somiglianze percepite tra il leader della Lega e Benito Mussolini, facendo un confronto tra i due politici per smontare, attraverso accostamenti e contrapposizioni tra passato e presente, le ragioni sia di chi odia Salvini, sia di chi lo ama.

Buttafuoco non è mai stato stato un esponente della Lega e in passato ha rifiutato incarichi politici. Ha accettato la presidenza della Fondazione La Biennale di Venezia, tenendo tuttavia un profilo equilibrato nella sua gestione dell’ente. Ora Salvini penserebbe a Buttafuoco per il futuro della Sicilia in vista delle prossime Regionali.

Di certo c’è che, al netto del gradimento da parte dell’attuale segretario della Lega, sullo scrittore catanese ci sarebbero concrete possibilità di una convergenza da parte di Giorgia Meloni ed è una personalità che gode anche di stima negli ambienti di Forza Italia. Ecco perché la Lega potrebbe spingere sul nome di Buttafuoco, sapendo che si tratta di un profilo neutrale agli schemi, che avrebbe le carte in regola per ottenere il via libera dei partiti dell’attuale area di governo, non solo a Roma ma anche nella “tempestosa” politica siciliana, dove le turbolenze sono ormai all’ordine del giorno. Poi chiaramente bisogna vedere se Buttafuoco accetterebbe una proposta di candidarsi alla presidenza della Regione. Ma questa è un’altra storia.

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