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Salerno: “Turismo in calo? Governare il cambiamento, poi sarà tardi”. Monito anche per Taormina

TAORMINA – “Fino a poco tempo fa si parlava solo di overtourism: troppe persone, troppe pressioni, troppi disagi. Oggi lo scenario sembra cambiato. In molte località si registra un calo significativo delle presenze turistiche. Hotel con camere vuote, ristoranti meno affollati, lidi balneari deserti, prenotazioni last-minute che non arrivano. Cosa è successo nel frattempo? Una combinazione di fattori, che vanno compresi e sui quale non si può non fare una riflessione e ragionare di conseguenza”. Il monito arriva da Nicola Salerno, managing director di Egmont Viaggi, che propone un’analisi attenta e molto interessante sulle dinamiche del momento attuale e le prospettive per il turismo, in un quadro globale che interessa anche le scelte da fare nella Città di Taormina.

“Il primo colpevole del calo di presenze – spiega Salerno – è il caro vita. Inflazione, aumento dei costi energetici, trasporti più cari e prezzi più alti un po’ ovunque stanno facendo riflettere molte famiglie. Viaggiare, per molti, è tornato ad essere un lusso. Poi c’è l’incertezza generale: guerre, crisi climatiche, instabilità economica. Tutto questo ha un impatto reale che riduce la propensione a spendere per la vacanza. Cambia anche il modo di viaggiare. Sempre più persone cercano esperienze meno caotiche, più legate alla natura, al benessere, alla lentezza. Le grandi mete affollate perdono fascino. La folla, oggi, è vista più come un ostacolo che come una garanzia di successo”.

“Il calo delle presenze non è solo una brutta notizia. Può diventare il momento giusto per fare, anche qui, delle domande scomode ma necessarie: Che tipo di visitatori vogliamo attrarre? Cosa rende davvero speciale una destinazione? Come possiamo far convivere sostenibilità e sviluppo? Invece di rincorrere i numeri, forse è il momento di puntare sulla qualità dell’esperienza. Sul rispetto del territorio. Zone interamente danneggiate dagli incendi: è mai possibile che durante il periodo del Covid i droni sorvolassero le nostre teste per verificare se il cane fosse finto o vero, e oggi non riusciamo a evitare che delinquenti criminali incendino centinaia di ettari di vegetazione, causando la morte di migliaia di animali del sottobosco? Sull’accoglienza autentica. Abbiamo trasformato il centro storico, cuore pulsante di una città, un luogo ricco di storia, arte e cultura che merita di essere protetto e valorizzato, in un outlet, cacciando i residenti e causando la chiusura delle botteghe artigiane che erano l’anima dei borghi antichi, snaturando quella che era la vera accoglienza che tutto il mondo ci invidiava, uno dei punti di forza dell’ospitalità italiana”.

“Il turismo – conclude Salerno – non è solo spostamento è incontro, scambio, memoria condivisa bisogna ritornare alle relazioni umane. Serve un turismo che lasci valore, che sia duraturo, che metta al centro i luoghi e le persone. In conclusione, il turismo non può essere lasciato al caso: va governato. È necessario avviare un tavolo di concertazione tra Comuni, operatori del settore, attività produttive e comunità locali. Solo così si potrà costruire un modello turistico sostenibile, equilibrato e duraturo. Oggi più che mai, la sfida è costruire un modello turistico più equilibrato, intelligente e condiviso”.

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