TAORMINA – Il primo semestre dell’extralberghiero a Taormina si è chiuso con un dato in crescita e sullo scenario odierno ed il possibile trend dei prossimi mesi si sofferma la presidente di Taoxenia, Paola Costa, realtà di rilievo del settore nella capitale del turismo siciliano.
“L’estate 2025 – spiega a TN24 la presidente Costa – si presenta enigmatica, basta aprire una qualsiasi testata giornalistica e sembra di essere in crisi turistica “spiagge deserte” “ombrelloni chiusi” “città vuote”. Ma i numeri ci dicono altro, sicuramente c’è uno sbilanciamento con delle zone che soffrono la pressione del cosiddetto “Overtourism” (parola abusata, diventata quasi una malattia, figlia del politicamente corretto che vorrebbe proteggere e invece finisce per punire) per esempio le città d’arte come Venezie e Firenze che non hanno problemi solo di presenze ma soprattutto di gestione. I numeri ci dimostrano una penisola quasi come un puzzle con il Sud e le Isole con picchi dell’82% nelle località da cartolina; mentre le zone meno instagrammabile subiscono cali significativi, regge il Nord e il Centro grazie al turismo culturale e ai viaggiatori solventi (dati ANNBA). Certamente alcune destinazioni faticano a entrare nei circuiti del turismo internazionale e alcune volte anche in quello nazionale, per contro altre segnano dei sold out clamorosi, così l’estate 2025 dell’Italia turistica perde per così dire un pò di smalto”.
“Questo ci fa dire che non esiste una unica Italia turistica ma una Italia con delle zone troppe affollate, altre zone forse in crisi ma sicuramente che si stanno ripensando con successo, zone che studiano i flussi, le aspettative, le abitudini dei turisti, con un’attenzione diversa al turista che è diventato più curioso, attento, pronto all’esplorazione e che tende a non essere statico come nel passato”.
“Ricordiamo che il settore turistico contribuisce in modo significativo all’economia italiana, con una spesa complessiva che nel 2022 ha superato i 100 miliardi di euro, secondo il Rapporto sul Turismo Italiano del CNR, e nel 2024 si sono superati i 65 milioni di visitatori internazionali generando oltre 55 miliardi di euro di spesa. Non dobbiamo dimenticare che in questo momento viviamo una situazione geopolitica molto delicata con due conflitti che preoccupano a livello mondiale e una situazione interna di aumenti di prezzi che mette gli italiani in grosse difficoltà facendogli prediligere mete come la Grecia e l’Albania. Anche il turista internazionale pondera con attenzione tappe e durata dei soggiorni prediligendo la soluzione dell’extralberghiero, in forte crescita in questo momento è il turismo lento, tra borghi e campagne, soprattutto da chi non è attratto dalle lunghe file e dagli assembramenti”.
“Talvolta Taormina ha sofferto e soffre di alcuni momenti di flussi esagerati legati peraltro alle crociere o a delle manifestazioni quali possono essere i concerti o manifestazioni che concentrano molte persone nel centro storico. Il carico dei visitatori che invece pernotta a Taormina viene equamente diviso tra l’alberghiero e l’extralberghiero creando un indotto considerevole, noi dell’extralberghiero chiediamo da sempre di investire nei residenti: infrastrutture, trasporti, pulizia, controllo dei rifiuti. Non escludere, ma migliorare. Bisogna dire sì ad una gestione intelligente, sostenibile, equa”.
“Il settore extralberghiero ha registrato in questa prima parte del 2025 (Gennaio – Giugno) forti segnali di ripresa e le presenze registrate ci dimostrano che i grandi eventi legati al mondo del lusso ci hanno trainati molto. Da Maggio in poi si sono registrate presenze di visitatori provenienti dagli Stati Uniti, presenze comunque minori rispetto alle aspettative che avevamo con l’istituzione dei voli diretti Stati Uniti Sicilia, forse dovute alle politiche schizofreniche dei dazi che ne limitano la spesa”.
“Massiccia la presenza dei visitatori provenienti dall’Est Europa e Nord Europa, evidentemente ammaliati dalla nostra bella città, aumentate le presenze dei visitatori provenienti dal Belgio e dai Paesi Bassi, mentre rimangono inalterate le presenze piuttosto alte dei visitatori provenienti dal Regno Unito e dalla Francia, da sempre nostri estimatori. In calo, in questo periodo, le presenze di Canada e Australia, visitatori che preferiscono Taormina in altri periodi dell’anno, quali la primavera e l’autunno”.
“Le proiezioni per i mesi prettamente estivi (Giugno – Settembre) ci danno un +4,6% rispetto allo scorso anno, ma abbiamo registrato un aumento delle cancellazioni nei tempi previsti dalle nostre politiche di cancellazioni così da non pagare penali e, sicuramente il turismo italiano ha registrato, almeno nel nostro settore, segni di cedimento. Un altro segnale forte è dato dalla riduzione del soggiorno medio che si attesta intorno ai 3 giorni e mezzo, con turisti che non usano più Taormina come punto da cui partire in escursione per esplorare la Sicilia”.
“Segnali di come cambiano le abitudini, di come cambiano i turisti e per non soccombere bisogna che anche Taormina si ripensi in modo costruttivo, propositivo e adatto ai tempi. Inoltre il nostro settore ha registrato un ulteriore freno dal Decreto Assessoriale n.2104 del 25 giugno 2025, attuativo della Legge Regionale n. 6 del 25 febbraio 2025 che rischia di paralizzare il settore turistico- ricettivo siciliano proprio nel cuore della stagione estiva”.
“Le nuove disposizioni – conclude la presidente Costa – impongono obblighi onerosi, in parte anche retroattivi e di dubbia legittimità, a tutte le categorie ricettive, dalle strutture alberghiere ed extra- alberghiere sino alle locazioni turistiche. La Federazione Nazionale F.A.R.E. a cui afferiamo come associazione, è stata presente ieri (6 agosto) a Palermo per fornire ulteriori precisazioni e osservazioni sulle norme che regolano le attività extra- alberghiere evidenziando in particolare come “le norme afferenti al settore turistico non possano, ne debbano, trasformarsi in strumenti di compressione o limitazioni della libera disponibilità delle civili abitazioni e delle attività locative ad uso abitativo che eventualmente si svolgano. Tale distinzione, chiara e fondamentale nell’ordinamento italiano, tutela il diritto dei proprietari e garantisce il corretto tra disciplina pubblica e libertà privata. Tentativi di confusione normativa rischiano di generare incertezza giuridica e ingiuste restrizioni a danno dei cittadini”.


