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Rocco Forte, fari accesi su Taormina: già valutate 3 strutture. La spinta decisiva può arrivare da PIF

Rocco Forte Hotels continua a guardare con molta attenzione alle opportunità su Taormina, da tempo nei sogni e tra gli obiettivi dell’imprenditore italo-inglese. La Perla dello Ionio rientra nel novero delle località considerate di assoluto interesse nella strategia di espansione di un gruppo che è ormai una realtà leader nell’hotellerie di lusso internazionale. La capitale del turismo siciliano, con il suo mix di storia millenaria, glamour e bellezza rappresenta un target di assoluto rilievo per un brand che ha fatto dell’esclusività e del profondo legame con l’identità del territorio il proprio, apprezzato, marchio di fabbrica globale.

Secondo alcune indiscrezioni raccolte da TN24, il gruppo di Sir Rocco Forte avrebbe già valutato in termini concreti almeno tre strutture alberghiere di assoluto fascino nel panorama dell’hotellerie di Taormina, valutandone le caratteristiche ed il potenziale per un possibile inserimento nel prestigioso portfolio della collezione. Uno di questi hotel preso in considerazione in tempi più recenti, tra l’altro, ha una valutazione che supera i circa 40 milioni di euro. Si parla di trattative che al momento non sono andate a compimento ma che lasciano assolutamente le porte della città a Sir Forte, che da diversi anni ormai segue l’evoluzione delle situazioni a Taormina nel panorama della ricettività.

Forte, a suo tempo, si era fatto avanti per il prestigioso Hotel San Domenico Palace, prima che venisse poi rilevato nel 2016 dall’immobiliarista Giuseppe Statuto. Forte ha, insomma, “cerchiato” in rosso nella lista dei suoi desideri il nome di Taormina ma sin qui ha sempre atteso con tanta pazienza l’occasione giusta per fare la migliore operazione possibile. Al di là delle questioni legate ai numeri e quindi alle valutazioni di carattere economico, Sir Forte vuole una struttura che sul piano emozionale e dell’incanto possa rappresentare qualcosa di speciale, un unicum nell’offerta agli occhi della clientela internazionale.

D’altronde Taormina sta attraversando una stagione molto positiva sul piano turistico ed è una destinazione trainata e portata in alto dalla propria industria dell’ospitalità, con lo sbarco da queste parti di diversi player dell’accoglienza mondiale, attratti da un mercato capace di generare flussi turistici ad altissima capacità di spesa.

A dare un ulteriore e decisivo slancio alle ambizioni di Sir Forte potrebbe essere la recente evoluzione dell’assetto societario del gruppo, che adesso può contare sul fondo sovrano saudita PIF come socio di minoranza. PIF, ovvero Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita, rappresenta oggi uno dei motori finanziari più imponenti al mondo, con una forza economica consolidata da un patrimonio gestito (AuM) che ha raggiunto circa 913-925 miliardi di dollari nel 2024. Questa enorme liquidità permette al fondo di agire come catalizzatore della strategia Saudi Vision 2030, diversificando l’economia del Regno oltre il petrolio attraverso investimenti strategici massicci.

Nel 2023, il Public Investment Fund ha rilevato il 49% di Rocco Forte Hotels e l’avvenuto ingresso di un partner di tale portata garantisce una forza economica straordinaria e una “potenza di fuoco” finanziaria che può permettere alla catena di muoversi con estrema decisione e rapidità su dossier più complessi, spesso caratterizzati da valori immobiliari altissimi. Grazie a questo supporto, il gruppo può guardare a investimenti a lungo termine che prevedono non solo l’acquisizione, ma anche ristrutturazioni radicali per elevare gli standard delle strutture ai livelli d’eccellenza che il brand impone in ogni sua proprietà.

Per Rocco Forte, che in Sicilia ha già firmato successi strepitosi come Villa Igiea a Palermo e il Verdura Resort a Sciacca, e che poi a Noto ha acquisito Palazzo Castelluccio, una eventuale presenza a Taormina rappresenterebbe la “ciliegina sulla torta” delle sue conquiste e dei tanti successi ottenuti. La chiusura di un cerchio perfetto. Significherebbe presidiare sul piano geografico e strategico i tre vertici dell’ospitalità d’élite nell’isola, con la vetta più alta che è la Perla dello Ionio. E così si andrebbe a saldare definitivamente un legame sentimentale e imprenditoriale con la Sicilia che, in termini solidi e vincenti, dura da tanti anni. L’orizzonte appare chiaro e ambizioso: intercettare una clientela top che è sempre più esigente, offrendo un’esperienza che fonda l’ospitalità impeccabile di matrice europea con la magia senza tempo di una delle destinazioni più iconiche del Mediterraneo.

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