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De Luca scrive a Meloni e Piantedosi: “A Taormina c’è stata la concreta possibilità che si verificasse una strage”

Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, ha inviato una lettera alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno e alla Presidenza dell’Anci con “richiesta di incontro urgente sulla sicurezza nelle aree della movida e nei pressi dei locali di intrattenimento”. La nota riguarda il grave episodio dell’auto che si è lanciata contro la folla a Spisone nella notte tra l’1 e il 2 giugno all’esterno di un locale notturno della zona.

“Vi scrivo nella mia qualità di sindaco di Taormina, città che accoglie ogni anno milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo e che, come molte altre realtà italiane, vive quotidianamente la sfida di garantire sicurezza e serenità a cittadini, turisti e operatori economici. Nelle scorse ore il nostro territorio è stato teatro di un episodio gravissimo che solo per una fortunata coincidenza non si è trasformato in una tragedia con conseguenze irreparabili. Un’autovettura si è scagliata contro un gruppo di giovani all’esterno di un locale notturno dopo una lite. Ci sono stati dei feriti, ma soprattutto vi è stata la concreta possibilità che si verificasse una strage”.

“Non possiamo limitarci a considerare questo episodio come un fatto isolato. Sempre più spesso assistiamo a una dinamica ormai consolidata: discussioni e tensioni che nascono all’interno dei locali e che successivamente si trasferiscono all’esterno, dove degenerano in aggressioni, risse, danneggiamenti e comportamenti che mettono a rischio l’incolumità pubblica. È evidente che il sistema di sicurezza attualmente previsto non è più sufficiente ad affrontare fenomeni che si sviluppano ben oltre i confini fisici delle attività di intrattenimento. Da sindaco conosco perfettamente il ruolo che l’ordinamento attribuisce al primo cittadino quale autorità locale di sicurezza. Tuttavia è altrettanto evidente che amministratori comunali e Polizie Locali non possono essere lasciati soli di fronte a fenomeni che richiedono strumenti, uomini e competenze che appartengono alla sfera delle responsabilità dello Stato. Per questa ragione chiedo formalmente un incontro urgente con il Governo nazionale, coinvolgendo anche l’Anci, affinché si apra una riflessione concreta e operativa sulla sicurezza nelle aree della movida e nei pressi dei locali di intrattenimento”.

“Occorre individuare soluzioni nuove e coraggiose. Tra le ipotesi che meritano di essere approfondite vi è anche quella di estendere gli obblighi di vigilanza e sicurezza a carico dei gestori delle attività oltre gli spazi interni dei locali, prevedendo adeguate misure organizzative e di controllo nelle aree immediatamente esterne, dove frequentemente si verificano gli episodi più gravi. Naturalmente ogni soluzione dovrà essere valutata sotto il profilo giuridico, organizzativo ed economico, ma ritengo che il momento imponga di affrontare il problema senza pregiudizi e senza rinvii. Da padre, prima ancora che da sindaco, sento il dovere di affermare con forza che non possiamo attendere il prossimo morto per intervenire. I nostri giovani hanno il diritto di divertirsi in sicurezza. Le famiglie hanno il diritto di sapere che i propri figli possono trascorrere una serata fuori senza rischiare di trovarsi coinvolti in episodi di violenza incontrollata. Gli amministratori locali hanno il diritto di essere messi nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo con strumenti adeguati. Quanto accaduto a Taormina rappresenta un campanello d’allarme che il Paese non può ignorare. Confido pertanto nella vostra attenzione e resto a disposizione per contribuire, insieme agli altri sindaci italiani, alla costruzione di un modello più efficace di prevenzione e tutela della sicurezza pubblica”.

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