TAORMINA – E’ stato il primo leghista a Taormina e di fatto anche uno dei leghisti della prima ora in Sicilia, quando ancora nessuno si era apparentato politicamente con Matteo Salvini. Adesso Giuseppe Perdichizzi, avvocato ed imprenditore taorminese, molla ufficialmente Salvini e prende le distanze dal segretario del Carroccio e dal partito che lo aveva visto protagonista anche di episodi eclatanti, come quando andò in prima persona, nel 2019, ad imbrattare il murales di TvBoy su Carola Rackete nella Perla dello Ionio. Quell’episodio lo aveva fatto finire sulle prime pagine dei giornali nazionali e fu al centro di non poche polemiche.
Perdichizzi, insomma, ci ha messo la faccia, a modo suo e senza nascondersi mai, con la Lega. Ora ha tagliato i ponti con Salvini e con il partito dell’ex Ministro dell’Interno, con il quale da tempo c’erano frizioni e diversità di vedute sulla linea politica.
Il messaggio d’addio di Perdichizzi alla Lega non si presta ad interpretazioni: “La Lega è diventata un aborto politico, uno dei peggiori mai concepiti nella storia della politica italiana. Lo stiamo vedendo anche da quello che si sta cercando di fare in vista dei prossimi appuntamenti elettorali nella nostra isola. La Sicilia si sta preparando a diventare il primo laboratorio politico di questa operazione voltagabbana che non piace alla gente e che avrà il risultato che merita. Il centrodestra-sinistra concepito da Salvini per provare a recuperare consensi è una strategia politica inaccettabile che sono certo gli italiani e i siciliani puniranno nel segreto dell’urna”.
Nel futuro dell’avvocato taorminese c’è Fratelli d’Italia: “Giorgia Meloni ha dimostrato certamente di essere molto più coerente di Salvini e merita di essere le leader del centrodestra. In Fratelli d’Italia ho un rapporto di amicizia, di stima e di condivisione di intenti con diversi deputati e deputate del partito. Su Salvini non voglio aggiungere altro e non mi interessa fare polemiche, posso soltanto dire che ho letto una frase che condivido: lo chiamavano capitano, si è dimostrato maggiordomo”.


