Molte delle responsabilità di questa assurda guerra, al netto della follia delirante di Vladimir Putin, sono da attribuirsi alla strategia del tutto errata che ha messo in campo sino a questo momento la presidenza degli Stati Uniti. Joe Biden si è illuso di fermare il Cremlino con qualche diktat, le sanzioni e i soliti toni belligeranti che non hanno minimamente scalfito Mosca e non hanno fermato l’intenzione di scatenare una guerra che sta facendo morti a caterve. Il risultato è che la guerra è alle porte dell’Europa, Biden pensa ancora adesso che Putin si faccia impressionare dalle sanzioni alla Russia sul caviale, sui gioielli e sulla vodka, se la prende comoda e il 24 marzo arriverà in Europa: con calma però, c’è tempo per far morire ancora un pò di persone prima che il primo inquilino della Casa Bianca salga su un aereo per raggiungere il Vecchio Continente.
“Il Pentagono è più preoccupato a perseguire l’agenda sul cambiamento climatico anziché contrastare Putin“, afferma Rob O’Neill, l’ex membro dei Navy Seal che ha ucciso Osama Bin Laden. Non uno qualsiasi ma un uomo che ha scritto la storia della lotta al terrorismo, decorato 52 volte e congedatosi con il grado di sottufficiale capo senior. Conosciuto in principio con lo pseudonimo The Shooter, O’Neill ha liberato il mondo da un incubo con l’Operazione Lancia di Nettuno, avvenuta tra il 1º e il 2 maggio 2011, culminata con la morte del leader di Al-Qaida.
In un’intervista rilasciata al Daily Mail, il veterano del Montana che nell’arco di 16 anni ha servito gli USA in 400 missioni, ha rilasciato dichiarazioni sulla situazione in Ucraina che certamente meritano attenzione.
“Un pazzo con le armi nucleari non si vince con la debolezza. Quando ero in servizio, la preoccupazione principale era se potevi svolgere il compito di quel momento. Ora al Pentagono stanno sprecando tempo e risorse per rendere ecologiche le navi da guerra. La verità è che quando parliamo di cambiamento climatico nelle forze armate, Russia e Cina ridono di noi”.
La guerra che doveva essere nei piani di Putin una guerra lampo sta diventando un conflitto di “logoramento” e il killer di Bin Laden si dice convinto che, di questo passo, Putin potrebbe decidere di utilizzare l’artiglieria pesante a lungo raggio, rendendo ancora più cruento il conflitto in atto in Ucraina.
Secondo O’Neill le sanzioni non bastano per fermare la guerra e avverte il Pentagono: “Bisogna mettersi in una posizione di forza”. Il veterano non fa giri di parole nel ritiene che l’attuale presidente degli Stati Uniti abbia agito con debolezza sulla crisi in Ucraina, al cospetto di “un pazzo”. O’Neill si aspetta che la guerra in Ucraina raggiunga un punto di “duro scontro” tale da far sì che “l’Occidente e l’Ucraina facciano un accordo con Mosca per dare loro una via d’uscita”. “Sono un ottimista e questa è la mia speranza. Ma la mia previsione all’inizio era negativa e ancora lo è, anche se spero che accada. La maggior parte delle persone sarà d’accordo. C’è una persona che può fermare tutto questo. Tutto quello che deve fare è fermarlo”. Il messaggio è forte e chiaro e il destinatario risiede alla Casa Bianca.


