TAORMINA – Danilo Lo Giudice ufficializza il passaggio del testimone a fine mandato e la relativa candidatura a sindaco di Santa Teresa di Riva della sua vice, Annalisa Miano, stimata amministratrice che avrà una chance che si è meritata sul campo. Ora, di riflesso, tornano d’attualità le voci che accostano il “fedelissimo” di Cateno De Luca alla futura corsa per la successione proprio di De Luca a Taormina.
Lo Giudice non potrà ricandidarsi a Santa Teresa di Riva per l’impossibilità normativa di andare oltre i due mandati consecutivi e nel 2027 lascerà spazio alla Miano. A quel punto il 2027 sarà, in particolare, l’anno delle Regionali e De Luca potrebbe in ogni caso decidere di candidare Lo Giudice per riportarlo – in caso di elezione – tra i banchi dell’Ars, magari stavolta con una posizione più “comoda” in lista. Ma da sempre l’idea di De Luca è stata quella di puntare prima di tutto sulla presenza nei Comuni e sull’amministrazione diretta dei territori con i sindaci. Ecco perché, al netto delle trame parlamentari, l’attuale sindaco di Taormina potrebbe provare a piazzare il suo “fedelissimo” alla sindacatura di un altro comune. Il coordinatore regionale di Sud chiama Nord è ancora giovane e ambirebbe ad un’altra esperienza di sindacatura, stavolta oltre Santa Teresa di Riva. La piazza dei desideri si chiama Taormina ed è sogno non troppo nascosto, che Lo Giudice coltiva già da qualche anno. Ma questo De Luca lo sa.
All’orizzonte ci sono due elezioni Comunali nel mirino del parlamentare di Fiumedinisi, intenzionato a difendere la roccaforte ionica e se possibile allargarne il raggio, eleggendo altrettanti sindaci di Sud chiama Nord. Nel 2026 si voterà a Giardini Naxos, dove De Luca tra l’altro non ha ancora scelto il candidato della sua lista e l’andamento deludente dell’attuale stagione amministrativa potrebbe spalancargli le porte ai deluchiani. Poi soprattutto c’è Taormina, dove la sindacatura di De Luca scadrà nel 2028 e lui potrebbe decidere di dimettersi prima, perché il 2027 sarà l’anno del doppio appuntamento Politiche-Regionali, spartiacque per i futuri sogni deluchiani e per il suo movimento che in due anni è passato dal 25% delle Regionali al 7,6% delle Europee.
In buona sostanza, De Luca sarà chiamato a valutare se ricandidarsi a sindaco di Taormina (“cinque anni, non un giorno in più” è stato sinora il mantra), o magari optare sull’opportunità di fare altro (candidatura bis a Messina?), lasciando qui spazio ad un altro nome del suo “cerchio magico”. Non è un caso a Taormina circola da diverso tempo il nome di Lo Giudice ed il rumors secondo cui De Luca potrebbe catapultarlo in zona con una nomination per la sindacatura. Ad oggi il prescelto di De Luca a Taormina der il dopo-De Luca è il suo vice, Jonathan Sferra. Ma la strada resta lunga e mai dire mai. De Luca guarda da sempre con un certo fastidio alle candidature già spoilerate e preferisce la strategia dello spariglio.
Nel frattempo De Luca sta portando avanti una stagione politica caratterizzata dallo “sbarco” a Taormina, a vari livelli, di diverse figure provenienti dalla Valle d’Agrò e Santa Teresa in particolare. Ora tocca a Lo Giudice per il déjà-vu della staffetta santateresina del 2017? Chissà, manca ancora tempo ma da qui in avanti sarà una fase di stallo dinamico.


