TAORMINA – Un’altra proroga all’orizzonte per il Ccpm Taormina. L’ennesima in una sequenza infinita di decisioni “congelate” che, di proroga in proroga, va avanti ormai da oltre un decennio. Lo scenario di altri 12 mesi nel limbo del “poi vediamo” non incoraggia e non rassicura le famiglie dei bambini in cura alla Cardiochirurgia Pediatrica, che non mollano e non intendono smontare il presidio che va avanti ormai da quasi tre settimane.
I genitori chiedono certezze e la prospettiva di un altro rinvio, che passa da una proroga, è un passo che scongiura la chiusura immediata del reparto ma non scaccia via definitamente i fantasmi della soppressione del centro di eccellenza. E’ una spada di Damocle che rimane sul Ccpm, e più in generale anche sull’ospedale San Vincenzo. Dopo il 31 luglio probabilmente il Ministero della Salute darà l’ok alla Regione Siciliana per andare avanti in prorogatio la convenzione con il Bambino Gesù di Roma, ma poi dopo cosa accadrà? Il Ccpm rimarrà in termini stabili a Taormina oppure verrà trasferito a Messina o a Catania?
L’interrogativo che continua ad aleggiare sulla sorte della Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina è ancora uno prima di tutti gli altri, più di qualsiasi altro: quanto vale la vita dei bambini? Il nodo da sciogliere non è tecnico e nemmeno normativo, non c’entrano niente le questioni della Balduzzi. Il punto su cui occorre fare chiarezza una volta ed uscire dall’equivoco per tutte è soltanto uno: la vita dei bambini è davvero la priorità assoluta o prima vengono i tatticismi della politica e gli equilibri della burocrazia? La terza via o una terra di mezzo non c’è. Le famiglie sono stanche di essere rassicurate a suon di promesse che rimangono parole in libertà. O peggio ancora diventano spergiuri e prese in giro.


