Ismaele La Vardera non arretra dal suo proposito di candidato alla Presidenza della Regione, il dado sembra ormai tratto e l’ex iena ha deciso di andare fino in fondo, blindando i contorni e i risvolti di quell’annuncio ufficiale che ha già fatto a Palermo il 14 febbraio 2026, presso le Officine Sandron, durante la convention che celebrava allora il primo anno di vita del suo movimento politico, Controcorrente. Cinque mesi dopo, il campo largo ancora tergiversa, studia, riflette e pensa più a come neutralizzare La Vardera che all’idea di sostenerne la corsa. Il diretto interessato non si scompone troppo e tira dritta per la sua strada.
I sondaggi lo confortano ma soprattutto la spinta decisiva gliel’hanno data le elezioni Amministrative, in cui la “legnata” che doveva prendere Controcorrente è diventata il contrappasso che ha visto vincere in maniera dominante i rispettivi candidati “lavarderiani” ad Agrigento e Bronte. Non lo fermano più, insomma, e oggi sembra un azzardo anche l’idea di scommettere un centesimo che La Vardera possa decidere o anche solo pensare di ritirarsi dalla corsa alla Presidenza della Regione. Ha il vento in poppa e viene dato alle porte del 20% da solo, con il suo movimento. In buona sostanza potrebbe anche non vincere ma se la giocherà con il candidato (che ad oggi non c’è ancora) del centrodestra e l’unica certezza – che non è poca cosa – è che il parlamentare parlamentare rischia seriamente di prendere una “vagonata” clamorosa di voti da parte di quei siciliani intenzionati ad esprimere un voto per un cambiamento.
E La Vardera comincia a calarsi nella parte del candidato anche con quell’abilità che serve in questi frangenti, nei momenti cioè nei quali è più facile perdere terreno che conquistarne altro, a seconda delle mosse che si fanno. Non a caso il 33enne leader di Controcorrente continua a “picchiare” come un fabbro contro l’attuale governo regionale, cannoneggia a destra e silura pure la sinistra che non si vuole fidare (e affidare) a lui. Ma si va oltre, perché ai più attenti osservatori non sfuggirà che nel percorso di evoluzione politica e di crescita in atto dentro il percorso che ha iniziato, La Vardera spinge e arremba ma in questa fase che potrebbe risultare poi cruciale sta evitando di lasciarsi trascinare nella trappola – potenzialmente “fatale” – della polemica facile contro quelli che lo sminuiscono e lo attaccano, un giorno sì e l’altro puro, nel tentativo di provocarlo e irriderlo. L’obiettivo non troppo velato è quello di colpire la credibilità del giovane politico e fiaccarne la resistenza. Farne scemare l’effetto popolare che sta producendo la discesa in campo di questo ragazzo di 33 anni. Sin qui La Vardera non cade nel “trappolone” e va per la sua strada.
Ma d’altronde la differenza ineludibile di passo tra chi fa la comunicazione per mestiere e la padroneggia bene in ogni suo aspetto e chi si illude di conoscerla davvero ma in realtà ha fatto un altro percorso. Ed è come il paradigma dell’autostrada nascosta dalla nebbia: non la vedi ma esiste, è lunga e ci sarà sempre chi andrà avanti e chi rimarrà due passi indietro.
E allora un anno fa La Vardera che si candidava a Presidente sarebbe stata una boutade a metà tra lo show e la politica, oggi il giovane fondatore di Controcorrente comincia a fare paura ai suoi competitori. La Vardera fa sul serio ed il vero paradosso è che è ormai diventato molto più di un’ombra minacciosa sul cammino degli avversari: in primis si sta consacrando come un problema irrisolvibile per gli alleati (o eventuali tali). Potere della politica che, dalla notte dei tempi, non si appassiona agli ingestibili che non si vogliono fare manovrare e che finiscono per rompere gli schemi e qualcos’altro.


