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La Vardera: “Siamo il primo partito ed io il leader più gradito. Non faccio compromessi al ribasso”

Nel giorno in cui nasce il suo gruppo parlamentare di Controcorrente, Ismaele La Vardera ribadisce la volontà di andare sino in fondo con la sua candidatura alla Presidenza della Regione, suona “la sveglia” al campo largo e lancia nuove bordate agli altri possibili competitori per la leadership dell’area politica avversa a quella del centrodestra.

“Noi da dicembre abbiamo chiesto di avviare un confronto e c’è stato il nulla cosmico. Ad Agrigento qualcuno voleva dare una “legnata” a Controcorrente e invece abbiamo vinto in maniera straordinaria. Ho l’impressione che il campo largo voglia perdere tempo, riconsegnando la Sicilia al centrodestra. Sui candidati che si sono proposti dobbiamo essere seri: non si vince con quei nomi”.

“A questo campo largo, dico: trovatemi un candidato che porta al voto i siciliani che non vogliono più votare. Non vedo all’orizzonte un altro nome competitivo. Ho rispetto per tutti ma non sono candidati in grado di portare alla vittoria il campo largo. Il centrodestra è ancora più forte ed è una partita complessa, nel campo largo bisogna comprendere che la mia candidatura non è uno strumento per far del male a loro ma per far bene ai siciliani”.

“Se il campo largo non comprenderà che il candidato debba essere La Vardera? Dico che non sono disponibile a fare passi indietro a ribasso. Mi hanno proposto di fare il sindaco di Palermo e il deputato nazionale. Robe che fanno parte della vecchia politica. Io non mi fermo, non faccio passi indietro. Ritengo di essere l’unico nome che può far vincere il campo largo. Se esce un nome alla Nino Di Matteo, valido e fuori dai partiti, è un conto ma sto parlando di uno che possa veramente dare una levatura importante, ma deve essere un nome che porta un quid in più alla coalizione. Ad Agrigento e Bronte abbiamo fatto un miracolo targato Controcorrente, i sondaggi dicono che siamo il primo partito, e che io sono il leader più gradito. Cosa dobbiamo fare la danza del ventre per decidere il candidato presidente?. Le primarie non sono l’unico metodo e la volta scorsa il risultato è stato ribaltato il giorno dopo. Se un metodo funziona, se ne prende atto. Perché rifare nuovamente le primarie? Facciamoci una domanda insieme a tutti quelli del campo largo: Vogliamo dare vincere? Io ho qualche dubbio. Una cosa è certa: non intendo farmi logorare e neanche cuocere a fuoco lento”.

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