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Campo largo siciliano al bivio: l’alternativa a La Vardera è la sconfitta in partenza

“Libera scelta, libero arbitrio”, si dice nella vita e la regola vale anche per la politica ma per il campo largo siciliano la strada che porta alle Regionali del 2027 sembra ormai tracciata. Una sola è la chance che può portare al successo e le alternative sembrano l’ideale per una sconfitta garantita in partenza. Niente di più e niente di meno che l’imbocco comodo di un vicolo cieco che non porta da nessuna parte.

Ismaele La Vardera non ha intenzione di fare un passo indietro e lo ha ribadito nella conferenza stampa che ha segnato oggi la nascita del gruppo parlamentare di Controcorrente. Il movimento dell’ex iena, un anno dopo la nascita, viene quotato nei sondaggi al 20% e La Vardera viene considerato il leader più gradito da siciliani per il dopo-Schifani. E se poi si può dubitare della valenza, sempre indicativa dei sondaggi, in soccorso allo scenario arriva l’esito delle recenti elezioni Amministrative, dove La Vardera ha stravinto ad Agrigento e Bronte, dove non avrebbe scommesso quasi nessuno su un’affermazione dei candidati sostenuti da Controcorrente e invece hanno dominato i ballottaggi con un risultato da plebiscito bulgaro. “Volevano darmi una legnata e invece avete visto com’è andata”, non a caso ha detto oggi in conferenza stampa La Vardera, nella mattinata palermitana all’Ars in cui è arrivata ufficialmente l’adesione di Alessandro De Leo, e questo ulteriore arrivo è stato un detonatore che ha consentito la costituzione del gruppo parlamentare di Controcorrente e un segnale che l’onda lavarderiana monta in maniera sempre più tangibile. La Vardera si è spinto oltre: “Altri parlamentari della maggioranza vogliono prendere le distanze dal governo Schifani e venire con noi”.

A questo punto il campo largo che farà? Continuerà a giochicchiare con la “barzelletta” politica del rito delle primarie a cui non crede nessuno? L’obiettivo prioritario a sinistra rimarrà quello comunemente chiamato in gergo oxfordiano dello “spunnapeti”, lo sgambetto politico da confezionare all’indirizzo dell’ingestibile La Vardera, l’ex iena che va ridimensionata, il giovane che va ricondotto alla ragione e costretto, in un modo o nell’altro a non candidarsi lui e a sostenere un altro candidato? “Se i nomi sono quelli di cui si parla…. cerchiamo di essere seri, non sono neanche competitivi”, ha detto La Vardera. Più che una visione spocchiosa sembra un dato di fatto che nel campo largo le alternative al 33enne parlamentare palermitano hanno tutti in comune le poche, pochissime, chance di contendere al centrodestra il governo della Regione al voto del prossimo anno.

Il vento ha preso la strada di La Vardera, non è poi difficile accorgersene e lo capirebbe anche un bambino di due anni, al netto delle discutibili strategie in cui da quella parte si stanno incartando M5S, PD e compagnia cantante.

Il campo largo siciliano, in fondo, ha una scelta abbastanza semplice da fare: può decidere di arrovellarsi su come fermare La Vardera e andare all’avventura, dritti per la propria strada, tirando fuori dal cilindro un candidato alternativo di palazzo ma soprattutto con importanti probabilità di perdere per l’ennesima volta. Oppure il centrosinistra può decidere di assecondare, a malincuore, la candidatura del leader di Controcorrente, una corsa imprevista e difficile da “digerire” perché il candidato non lo si può telecomandare da Roma ed è un battitore libero contro gli schemi.

La Vardera in campo, sia chiaro, non è certezza automatica di successo, può essere simpatico o antipatico, ma la sua figura, piaccia o non piaccia, è l’unica che viene percepita dall’elettorato come un elemento di novità. La Vardera può dare al campo largo l’opportunità di giocarsi la vittoria contro il centrodestra. Una tantum la sinistra può contendere la Sicilia al centrodestra. Da capire quanta voglia avranno realmente a sinistra di ribaltare la partita.

Il resto è un esercizio di masochismo consapevole applicato alla politica. La storia insegna che se il vero obiettivo della sinistra è restare all’opposizione e stimolare gli astensionisti a starsene a casa e inchiodarsi al divano, la “giungla” delle primarie e la tela del confronto ad oltranza è la formula perfetta per riconquistare i banchi della minoranza.

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