Matteo Renzi non ha mollato la presa di un millimetro la sua strategia in vista delle Politiche 2027. Le Regionali che hanno portato alla vittoria netta del centrosinistra in Campania e in Puglia hanno confermato le previsioni della vigilia ma sono state anche un passaggio politico in linea con la strategia dell’ex premier.
Il leader di Italia Viva si aspettava proprio questo risultato per riaccendere lo scontro tutto interno alla coalizione di centrosinistra tra Elly Schlein, che rivendica il successo di Decaro in Puglia, e rilancia la sua aspettativa di guidare lei, con il PD, il campo largo contro Giorgia Meloni, mentre Giuseppe Conte sbandiera la vittoria del M5S in Campania con Fico per rilanciare la sua corsa a Palazzo Chigi. La convinzione di Renzi (ma non solo sua) è che poi alla fine tra i due litiganti spunterà un terzo contendente, che sarà probabilmente la figura che andrà a sfidare Meloni alle Politiche. Quel nome Matteo Renzi lo ha già individuato da tempo e aspetta il momento buono per lanciarlo nell’agone della partita politica a sinistra.
Schlein non ha intenzione di lasciare la guida della coalizione a Conte, e Conte non è intenzionato a demandare a Schlein la candidatura alla presidenza del Consiglio. Ecco perché Renzi scalda i motori per mettere in campo una “federatrice”, e non è più un segreto che la prescelta esiste già e si chiama Silvia Salis.
La sindaca di Genova è consapevole che sarà lei il nome che rimescolerà le carte a sinistra ma per il momento non ha intenzione di farsi “bruciare” dalla competizione interna alla coalizione, fa sapere di volersi dedicare al suo Comune ligure e di non avere altri piani. In realtà interviene ai convegni e rilascia dichiarazioni che sembrano un segnale chiaro e inequivocabile rispetto alla prospettiva di una sua discesa in campo. Lo snodo potrebbe diventare il referendum sulla riforma della giustizia.
Se la riforma della magistratura voluta dal governo Meloni dovesse trovare il favore degli italiani, di riflesso sarebbe una sconfitta per le opposizioni, che già si preparano a fare una campagna elettorale per spingere il “No” al referendum. A quel punto si accelererebbe il processo politico di individuazione del(la) leader. Salis è pronta, Renzi aspetta gli alleati al varco per piazzare la sua mossa.


