TAORMINA – Si fa un gran dibattito in questi giorni, anzi da settimane ormai, sulle frazioni di Taormina, con il dilemma shakespeariano in salsa paesana dell'”abbandono o non abbandono”, ma oltre il dilemma dei punti di vista c’è qualche fatto inoppugnabile del quale invece nessuno parla e mai sono emerse delle responsabilità che sono innegabili e pesano come un macigno sulla città.
A Mazzeo verrà il giorno in cui sarà riqualificato il lungomare, verrà presto il momento in cui sarà demolita e ricostruita la scuola, ed è un fatto positivo. Si faranno (speriamo) forse tante altre belle cose, tutte quelle che, al netto delle chiacchiere, sinora non sono state fatte, né da questa Amministrazione comunale né dalle precedenti.
Ma rimane un problema alla base di tutto ed è vulnus irreparabile: lo stupro edilizio perpetrato in una frazione dove a suo tempo il Comune ha acconsentito, a braccia conserte, la realizzazione di un gran numero di edifici per la residenzialità estiva senza lasciare alcuno spazio, invece, per la realizzazione di alcuna struttura alberghiera. E per hotel che mancano a Mazzeo – per intenderci – si fa riferimento non alle piccole attività (che esistono e operano con impegno) ma a quelle a 4 e 5 stelle, che si possono trovare nel versante litoraneo della città su tutta la fascia da Spisone a Mazzarò, Isola Bella e Capo Taormina.
Siamo tutti d’accordo sul fatto che Mazzeo sia l’unico vero affaccio sul mare di Taormina e proprio per questo appare paradossale che in tutta questa parte di litorale della città non esistono strutture alberghiere ma soltanto case vacanze occupate per 20 giorni l’anno, tutto al più a luglio e agosto.
La crescita economica, sociale e occupazionale di un territorio si misura nelle scelte strategiche che la politica fa in tal senso, e per Mazzeo si è consentito che venissero realizzati soltanto appartamenti finiti a soggetti che non sono di Taormina e che, nell’arco di un anno, ci vengono per poche settimane o giorni per fare qualche giorno di vacanza e qualche bagno al mare.
Sono state rilasciate concessioni edilizie perfettamente regolari e legittime nella forma delle cose. Ma sul piano amministrativo, per dirla in linguaggio oxfordiano, è stata una stronzata colossale, che ha zavorrato in modo inesorabile le potenzialità di Mazzeo ed il futuro di una parte importante della città. E’ una ferita impressa nella carne di Mazzeo e dei mazzioti. Nessun Pnrr può porre rimedio a quello che si è consumato negli anni passati da quelle parti: uno schiaffo alle opportunità di rigenerazione urbana.
La logica, il buon senso ma anche il rispetto per Mazzeo e per la gente del luogo, avrebbe voluto che nella gestione urbanistica e programmatica di questa frazione venisse consentito uno sviluppo intelligente, che poteva e doveva passare dalla capacità di creare le condizioni per la realizzazione di almeno una grande struttura alberghiera (come ha fatto Letojanni), che avrebbe dato un lavoro ad almeno 100 persone (per lo più taorminesi e della zona) e assicurato un reddito ad altrettante famiglie. Era quella la scelta che, senza alcun dubbio, avrebbe rappresentato il valore aggiunto per Mazzeo, un punto di svolta.
La politica taorminese e chi ha governato ha relegato, invece, Mazzeo al ruolo di caotica “vasca da bagno” estiva, mentre d’inverno rimangono i pochi abitanti del luogo e la desolazione. Si passa dall’invasione dei “mao mao” alla calata dei “lupi”. E nei complessi residenziali della frazione marinara scende un silenzio spettrale, con tante (troppe) case che rimangono vuote da ottobre sino all’estate. Anche gli alberghi – potrà dire il fenomeno di turno – avrebbero poi chiuso d’inverno: ma – repetita iuvant – avrebbero dato posti di lavoro e portato turisti (anche di qualità) sul territorio.
E’ il delitto perfetto, compiuto dalla politica locale a Mazzeo, che di fatto ha consegnato le “chiavi” del borgo a quelli di fuori Taormina, che da altre province della Sicilia hanno trovato terreno fertile per comprarsi una seconda casa. Bene, benissimo hanno fatto quelli che hanno avuto la possibilità di permetterselo: si sono regalati un bel “giocattolo”, con tanti saluti alla comunità del luogo. Abbandono o stupro, questo è il vero dilemma…


