Nel caso Garlasco si registra l’ennesimo colpo di scena. Aspettando l’esito definitivo delle analisi sull’impronta numero 33 – collegata all’indagine che coinvolge Andrea Sempio, spunta infatti un’impronta maschile sulla scena del crimine che però non appartiene né ad Alberto Stasi, al momento unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, né a Sempio, attualmente indagato per concorso nel delitto.
Le analisi condotte negli anni hanno stabilito che il sangue rinvenuto sulle scale e sul tappetino della casa di Chiara appartiene alla vittima. Lo stesso vale per il Dna raccolto con i tamponi autoptici. Tuttavia, il perito nominato dalla gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, avrebbe segnalato la presenza di altro materiale genetico, che ora sarà analizzato da Denise Albani. E tale materiale potrebbe complicare ulteriormente la dinamica del giallo.
Prima occorrerà accertarne l’integrità, poi verificarne l’attribuzione. Sulla para adesiva relativa a un’impronta non identificata è stato isolato, a quanto risulta, materiale genetico di tipo “Y”, quindi compatibile con un soggetto di sesso maschile. Un profilo che, secondo le verifiche preliminari da parte delle forze dell’ordine – come riporta Open – «non corrisponde né ad Alberto Stasi né ad Andrea Sempio». L’impronta digitale allo stato non è attribuita a nessuno, ma se sarà confermato che appartiene a un uomo allora significherebbe che nel villino ci sarebbe entrato anche una terza figura di sesso maschile oltre quelle già citate.
C’è un uomo del mistero nel delitto di Garlasco? E’ una persona sinora non identificata? A chi appartiene quel materiale genetico di sesso maschile che non sarebbe né di Stasi né di Sempio?


