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Ct Italia, Malagò stoppa tutto. Pirlo: “Ho appreso che non sono più candidato”

E’ un autentico terremoto quello che sta riguardando in queste ore la Nazionale Italiana. Dopo il no di Pep Guardiola, Andrea Pirlo era ormai ad un passo dalla nomina a nuovo CT degli azzurri ma in extremis il presidente Giovanni Malagò ha stoppato tutto. La decisione è arrivata sull’onda di una sollevazione popolare che si era manifestata con le perplessità di una larga parte degli sportivi italiani e poi a causa di un contratto che lega Pirlo ad una agenzia di scommesse russa e che ha scatenato le proteste della politica.


Ieri sera ho appreso di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana“. Questo l’annuncio di Pirlo in un post social.


Ieri sera lo stesso Pirlo era intervenuto sulla vicenda con un altro post, molto più lungo, in cui ha spiegato il suo punto di vista e aveva fatto trasparire lo scenario che vedeva ormai sfumare per lui l’incarico di CT.

“Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio.Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono”.

“Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.

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