Carlo Calenda chiede alla Figc di non scegliere Andrea Pirlo come nuovo Commissario Tecnico della Nazionale Italiana. “Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022” anno dell’invasione dell’Ucraina “non dovrebbe ricoprire cariche nazionali”. Questa la dichiarazione del leader di Azione all’Adnkronos sul ruolo di ambasciatore di Fonbet, provider di scommesse russo dell’ex calciatore di Inter, Milan e Juventus, che il nuovo direttore tecnico della FIGC, Paolo Maldini ha proposto per la nomina a selezionatore dell’Italia.
La protesta unisce, idealmente, centrosinistra e centrodestra, con una larga parte della politica italiana che si schiera contro la possibile nomina di Pirlo a CT. “Stimo Malagò, Leonardo e Maldini, in quest’ordine, e quindi non ho fatto dichiarazioni immediate su Pirlo ct azzurro anche per rispetto a loro, ed ora parlo solo perché mi avete chiamato: che Dio ce la mandi buona”. Così ha parlato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, all’Ansa. E aggiunge: “Certo, sono un tifoso dell’Italia e Pirlo è stato un grande campione, ma come allenatore è un salto nel buio. Dopo il ballon d’essai mediatico di Guardiola non vorrei che la montagna avesse partorito un topolino, il topolino Pirlo. Pensavo che la scelta fosse Conte o Mancini”.
«Dopo l’ennesima disfatta e un’altra qualificazione mondiale mancata, il calcio italiano avrebbe avuto bisogno di una rivoluzione culturale, etica e gestionale. La scelta di Andrea Pirlo» per guidare la Nazionale azzurra «va nella direzione opposta. Pirlo è stato un campione straordinario. Da allenatore, fin qui, ha mostrato ben poco. E c’è un tema che non può essere liquidato come irrilevante. Non interessa se Pirlo sia filorusso o meno. Conta ciò che ha scelto di fare: prestare, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata». A scriverlo su X è la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno. “Non è stata una semplice partita di calcio, ma un tassello della strategia con cui Mosca cerca di dimostrare che tutto può continuare come se nulla fosse. La Nazionale italiana rappresenta l’Italia nel mondo. E l’Italia è dalla parte dell’Ucraina, dell’Unione europea e del diritto internazionale. Per questo la scelta di Pirlo è stata un grave errore. E la scelta della Figc lo è ancora di più. Non il piano B di Guardiola. Il piano Z del calcio italiano”.


