Nel giallo di Garlasco, nello stesso momento in cui si registrano le anticipazioni sui risultati del Dna presente nelle unghie di Chiara Poggi, che sarebbe compatibile con la linea paterna, si registrano altri importanti sviluppi che potrebbero portare alla revisione del processo per Alberto Stasi.
Il fidanzato della vittima, ritenuto colpevole con sentenza definitiva nel 2015, che lo ha condannato al carcere, per 16 anni di reclusione, potrebbe presto contare su un altro elemento ben più determinante ai fini della sua possibile scarcerazione. L’orario del delitto, che era stato l’elemento cardine della condanna di Stasi, sembra destinato a crollare nella sua nuova ricostruzione.
L’orario del delitto tra le ore 9.12 e le 9.35 del 13 agosto 2007, unica finestra temporale in cui Stasi non aveva alibi, è infatti in bilico e la Procura di Pavia starebbe valutando di spostare in avanti quell’orario dell’aggressione e della morte di Chiara Poggi. Gli elementi che vengono raccolti dagli esperti incaricati dalla Procura, sposterebbero in avanti il momento dell’agguato mortale a Chiara.
L’aggressione sarebbe iniziata alle ore 11.15 e sarebbe poi durata per almeno 15 minuti. Ma Stasi, come rilevato da una perizia informatica sul suo pc, tra le 11.15 e le 11.58 era attivo sul computer della propria abitazione e lavorava alla sua tesi di laurea. Lo hanno evidenziato anche in una intervista a “Storie Italiane”, su Rai1, i tecnici che analizzarono il computer di Alberto Stasi per conto del Tribunale, Roberto Porta e Daniele Occhetti.
Stando a quanto emerge da questo racconto il computer di Stasi risultava acceso dalle 9.35 fino alle 12.20 e ogni evento registrato in quel lasso di tempo era compatibile con il lavoro sulla tesi. Hanno raccontato come le telefonate si alternassero alle attività di scrittura, creando una sequenza precisa, senza incoerenze o vuoti sospetti. Hanno inoltre ricostruito l’intera sequenza temporale: “9.35 si accende il computer. 9.37 una telefonata di un altro soggetto. 10.17 comincia la tesi. E poi la continua fino alle 12.20. Con interruzione prima delle 11 e 10 minuti. E poi dopo le 12.20 ci sono una serie di eventi telefonici un po’ più assidui”. E sottolineato il punto per loro cruciale: “Quello che è fondamentale è che quei due riferimenti temporali delle 9.35 e delle 12 sono granitici. Nel senso che l’attività in quel periodo è confermata in tutti i suoi aspetti. Quindi il suo racconto è assolutamente veritiero da quel punto di vista, confermato dalle evidenze informatiche. Al punto che poi quel tipo di evidenza tecnica ha in qualche modo contribuito a spostare l’orario della morte”.


