Nelle nuove indagini uno degli elementi determinanti nella ricostruzione del delitto di Garlasco sarà quello dell’orario della morte di Chiara Poggi. Non ci sono ancora le risultanze degli accertamenti in atto da parte della Procura di Pavia, ma stando alle prime indiscrezioni ci sarebbe una significativa probabilità che l’orario della morte della studentessa ventiseienne possa essere stato spostato in avanti rispetto alla fascia compresa tra le 9.12 e le 9.35 di quel 13 agosto del 2007.
Stando alla sentenza che ha condannato in via definitiva nel 2015 Alberto Stasi e che lo ha ritenuto colpevole del delitto, l’ora della morte di Chiara veniva individuata fra le 9.12 e le 9.35: 23 minuti, quelli in cui Stasi non ha un alibi comprovato.
“L’aggressione – spiega adesso l’esperto Carmelo Lavorino, criminologo e investigatore – è iniziata in un orario che al momento noi non conosciamo ma è finita in un orario che andiamo a stabilire tra le 11.15 e le 11.30. L’orario della morte deve essere correlato ai tempi di sopravvivenza di Chiara. E i tempi vanno da un minuto a 10 minuti al massimo”. Questa la tesi del criminologo Lavorino, nella sua analisi proposta nel corso del programma “Over the Night” in approfondimento sul delitto di Garlasco.
“Alle 17.15 – continua Lavorino – è stata rilevata la temperatura cadaverica della vittima. Quando una persona è in vita la temperatura si attesta solitamente sui 37 gradi. Alla ragazza sono stati allora trovati 33,1 gradi. Noi sappiamo che per le prime quattro ore c’è un decremento di mezzo grado a ora e poi a scendere di un grado per ogni ora. Quindi ci sono stati gradi a scendere e sono circa 6 ore e mezza. La morte è avvenuta per grandi linee intorno alle 11.15”.
Se il nuovo orario del decesso della vittima venisse confermato in una finestra temporale avanzata e quindi posticipata rispetto alle valutazioni precedenti, in tal caso andrebbe a crollare un elemento granitico dell’impianto accusatorio formulato contro Alberto Stasi che alle 11 si trovava presso la propria abitazione davanti al suo computer per lavorare alla tesi di laurea e che, stando ad una perizia informatica, veniva precisamente collocato in maniera certa al pc tra le 11.15 e le 11.58 del 13 agosto 2007.


