Nel caso Garlasco, l’eventuale risarcimento per Alberto Stasi in caso di assoluzione potrebbe rappresentare un colpo durissimo per la credibilità del sistema giudiziario ma, sul piano pratico, anche un salasso per le casse dello Stato. I legali del fidanzato di Chiara Poggi, che nel 2015 è stato condannato a 16 anni di reclusione per l’omicidio della ragazza, stanno aspettando l’incidente probatorio e la relativa udienza del 18 dicembre ma soprattutto attenderanno poi di vedere se Andrea Sempio, al momento indagato per omicidio in concorso, verrà rinviato a giudizio o no. E bisognerà vedere se emergeranno altri eventuali responsabili di tale concorso nel delitto di Chiara. Sino a quel momento non verrà depositata la richiesta di revisione. I legali di Stasi non vogliono sbagliare un passaggio fondamentale per il futuro del condannato.
Se la revisione dovesse poi essere accolta, per Stasi si aprirebbero le porte della libertà e anche la prospettiva di poter ottenere un risarcimento da record.
Qualora Alberto Stasi venisse prosciolto in un ipotetico processo di revisione, dopo aver già scontato una condanna definitiva, si configurerebbe un chiaro caso di errore giudiziario. In tale circostanza, lo Stato italiano, oltre ad aver sostenuto i costi di un lungo e complesso iter giudiziario e di indagini parallele, potrebbe essere tenuto a versare a Stasi una cospicua somma di denaro a titolo di indennizzo. L’importo totale, che potrebbe superare i sei milioni di euro, deriverebbe dalla somma di diverse voci di danno. La somma del risarcimento potrebbe anche schizzare sino alla quota di almeno 7 milioni totali.
Indennità di detenzione
Considerando la sua carcerazione dal 2015, a maggio 2025 Stasi avrebbe trascorso in cella circa 3.650 giorni. La giurisprudenza stabilisce un indennizzo giornaliero che varia generalmente tra i 600 e i 1.000 euro. Solo per il periodo di detenzione, la cifra risarcibile potrebbe attestarsi tra 2,19 e 3,65 milioni di euro, rendendo questo uno dei casi di risarcimento per ingiusta detenzione più significativi in Italia.
Danni morali e psicologici
L’impatto psicofisico documentato sulla vita di un individuo ingiustamente detenuto può portare a risarcimenti stimati, in casi simili, tra i 500mila e oltre 1,5 milioni di euro.
Spese legali sostenute
Stasi avrebbe altresì diritto al rimborso integrale delle spese legali accumulate nel corso degli anni e dei vari gradi di giudizio, inclusi i costi per l’eventuale procedimento di revisione. Le stime per onorari difensivi, consulenze tecniche e spese processuali si aggirano prudentemente tra i 200mila e i 500mila euro.
La questione del risarcimento alla famiglia Poggi
Una questione distinta e complessa riguarda gli 850mila euro che Stasi ha già versato ai genitori di Chiara Poggi a titolo di risarcimento in sede civile. Se Stasi fosse assolto, potrebbe richiederne la restituzione, ma tale azione richiederebbe un autonomo contenzioso civile dall’esito incerto. La famiglia Poggi, ferma sulla colpevolezza di Stasi sancita dalla Cassazione, ha espresso scetticismo e contrarietà verso l’eventuale riapertura del caso.
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