La nuove indagine sul delitto di Garlasco potrebbe scagionarlo e individuare altri colpevoli per la morte di Chiara Poggi ma nel frattempo su Alberto Stasi spunta una intercettazione.
Il fidanzato di Chiara, il 23 agosto 2007, è al telefono con il papà Nicola (poi scomparso il 25 dicembre 2013). Due settimane dopo l’omicidio della ragazza, padre e figlio discutono e il ragazzo esprime la sua preoccupazione e lo sconforto per l’andamento delle indagini del tempo, sostenendo che aveva il timore – poi rivelatosi fondato – di diventare il principale indiziato.
Nell’intercettazione resa pubblica dalla trasmissione Mediaset “Quarta Repubblica” il padre di Stasi gli dice di avere la speranza che gli inquirenti “trovino subito qualcosa tra i reperti che hanno preso” perché sennò “è la nostra rovina in tutto e per tutto”. Poi Nicola Stasi prova a rincuorare il figlio, affermando che deve tirarsi su e che “non è possibile che tutto sia contro di noi”.
Alberto Stasi, tuttavia, sembrava già rassegnato a quello che da lì a breve sarebbe avvenuto: “Peggio di così non poteva andare, la persona sbagliata al momento sbagliato e nel luogo sbagliato. Ero solo a casa… però sono innocente” e “se non trovano altro se la prendono con me”.
Il padre di Stasi prova, a quel punto, nuovamente a rinfrancare il ragazzo: “Fino ad ora è tutto contro di noi, ma non hanno scoperto tutto e finito le indagini. C’è da difendersi, da spendere e tribolare, ma tu sei innocente. Bisogna avere un po’ di fiducia ed essere un po’ ottimisti, spenderemo un sacco di soldi ma non hai fatto niente”.
Nel 2015, dopo l’assoluzione nei primi due gradi di giudizio, Stasi verrà poi riconosciuto colpevole e condannato a 16 anni di reclusione per il delitto di Garlasco.


