La battaglia per il referendum sulla riforma della giustizia è ai nastri di partenza ed nel braccio di ferro spunta una mossa a sorpresa del forzista Giorgio Mulè, che potrebbe rappresentare la svolta per invertire la rotta rispetto all’astensionismo che in ogni tornata elettorale avanza e ormai “galoppa” pericolosamente verso proporzioni senza precedenti.
Mulè, vicepresidente della Camera e responsabile della campagna azzurra per il Sì alla riforma della giustizia non ha dubbi: “Spero che si voterà in due giorni. Questo aumenterebbe l’affluenza dei cittadini alle urne”, ha dichiarato al quotidiano QN.
“La data è l’ultimo dei problemi – spiega Mulè -. Se si voterà il 1° marzo o il 15 o ad aprile poco cambia. L’importante è che i cittadini vadano alle urne, esprimendo un voto libero e trasparente. Laddove, come alle elezioni politiche, si vota con quel sistema scriteriato siamo pieni di brogli, denunce e ricorsi. Al contrario di quello che avviene con le Europee, dove il voto anche all’estero è in presenza. Siccome tutti vogliono un voto certificato, ho chiesto di avviare una discussione per verificare se anche chi risiede fuori dall’Italia può votare in presenza. Si può ragionare sul numero dei seggi, ma il no pregiudiziale, scomodando il capo dello Stato o l’aria di golpe mi sembra davvero puerile”.
Poi la bordata all’ANM, che guida il fronte del No. “L’Anm cerca di politicizzare il referendum. Non avendo argomenti, invece di parlare del merito, tenta di trasformare il contenuto della riforma in un’ordalia pro o contro la maggioranza. Con questa riforma perderà il suo potere di condizionamento sulle carriere dei magistrati. In fin dei conti, l’Anm difende la correntocrazia: non è una definizione mia, ma di Augusto Barbera, parlamentare per cinque legislature del Pci, Pds, Ds, Pd ed ex presidente della Corte costituzionale”.
“L’opposizione invece è divisa. Non solo Azione e Iv, ma anche buona parte del Pd – cito per tutti Ceccanti, Bettini o Salvi – sono a favore della separazione delle carriere”.
“La riforma è semplice e immediata: ti dice che avrai finalmente un giudice terzo, indipendente, con un percorso professionale distinto da quello del pubblico ministero”, ha rimarcato Mulè.


