Dura presa di posizione del parlamentare di Fratelli d’Italia, Pino Galluzzo nei confronti del leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, Cateno De Luca. In un video l’esponente del partito di Giorgia Meloni torna sul caso-Barbagallo, la polemica seguita cioè alle discusse dichiarazioni di De Luca nei confronti del medico ed esponente di FdI. Galluzzo va oltre e bacchetta a tutto campo il politico di Fiumedinisi.
“Crediamo nella serietà, nel dialogo e nel bene di tutte le comunità territoriali e allora è il momento di dire la verità, definitivamente. Noi non siamo stati, non siamo e non saremo mai donne e uomini di rappresaglia. Non consentiamo a nessuno di gettare fango o di diffondere illazioni che ingenerino sospetti su ciò che siamo”, premette Galluzzo.
“In queste ore è accaduto l’impossibile. Ieri davanti a una rappresentazione particolare dell’on. De Luca, davanti al quadro della Madonna, ha lasciato tutti un po’ perplessi. Ancora una volta assistiamo a qualcosa di incredibile. De Luca mi ha definito il fautore di un massacro mediatico, e pensate che tra i primi ad intervenire è stato in realtà il Partito Democratico di Giardini Naxos, quindi forse io avrei anche il controllo del Pd. Quello che è accaduto è semplice e voglio rasserenare De Luca. Tutti gli emendamenti di Cateno De Luca sono passati grazie a Fratelli d’Italia, noi siamo un partito e non abbiamo una struttura leaderistica e assolutistica dove comanda uno solo. Siamo un partito organizzato, De Luca ci ha definiti “squadristi”. Noi facciamo un gioco di squadra e tutti gli emendamenti presentati da Sud chiama Nord sono stati approvati all’interno della manovra solo ed esclusivamente grazie al lavoro di Fratelli d’Italia. E questo vale a cominciare dall’emendamento riscritto su Giardini Naxos, dove De Luca non conosceva neanche l’esistenza del progetto definitivo per il castello di Giardini. Si è raggiunto, dopo un acceso dibattito, un compromesso. Poteva concludere tutto dicendo che era stato fatto un lavoro di sinergia per il territorio. Noi non facciamo rappresaglie. Voglio dire a Cateno De Luca che il territorio non è suo, non è il padrone del territorio. La politica deve dialogare per raggiungere dei risultati. A lui questo non piace. Lui lì tratta e poi viene qui, nel territorio, dicendo che è bravo. Siamo tutti bravi quando facciamo bene, non siamo tutti bravi quando facciamo male. De Luca stia tranquillo, Fratelli d’Italia farà la propria parte, anche appoggiando le altre proposte che vanno bene e pure le sue”.
“A proposito – De Luca – ci definisce squadristi ma vorrei chiedergli una cosa: la pensava nella stessa maniera quando erano rimasti in 3 parlamentari e quindi il regolamento diceva che a quel punto il gruppo parlamentare sarebbe dovuto decadere, a meno di una deroga da parte dell’ufficio di presidenza. E di quell’ufficio io faccio parte. De Luca ha chiesto a Fratelli d’Italia di poter mantenere in maniera eccezionale con solo 3 persone il gruppo. Io sono uscito dalla stanza e non votando, per consentire a ScN di restare nell’ufficio di presidenza e non andare al gruppo misto. Non ho avuto neanche un grazie da chi è stato beneficiato da questa scelta e fa continue illazioni su di me e sul mio gruppo”.
“Rimane il teatro, lo show che mette in scena. Tutti sono andati in soccorso della dott.ssa Barbagallo. Io alle scuse non credo, come non ci credono neanche quelli che hanno espresso solidarietà a lui e che poi non hanno condiviso il suo video di scuse. Quello che è andato in scena è che hanno trovato coraggio tante persone che sino ad oggi hanno ascoltato una sola voce: quella di De Luca. Questa cosa non gli è andata bene. A lui piace demolire e andare contro”.
“Ha puntato sulla Barbagallo perché ci sono le elezioni a Giardini Naxos e ha paura che lei si candidi contro. Ha puntato il dito per demolirne l’immagine di quella donna ed eliminare a priori il possibile avversario”.
“Quando De Luca è venuto a Milazzo ad attaccarmi lo dice lui oppure lo dico io il perché lo ha fatto? Sono stato invitato a cena da Danilo Lo Giudice che mi prospettava degli accordi a vario titolo, a cominciare dalla sindacatura di Giardini Naxos, dove richiedeva una vice-sindacatura alla Barbagallo, di appoggio. Poi mi ha proposto la sindacatura a Barcellona, un appoggio a Milazzo e un’apertura possibile ad un’entrata in Giunta a Messina. Ho risposto a Lo Giudice che faccio parte di un partito e non faccio delle scelte da solo e si fanno dei ragionamenti di coalizione. Gli dissi che su Giardini Naxos va fatto un ragionamento con la coalizione e se le proposte sono logiche, perché no. Mi ha detto Lo Giudice che ne doveva parlarne con De Luca. La settimana dopo si è scatenato l’inferno. De Luca ha iniziato a gridare e ha fatto di tutto e di più. Dico a De Luca: ti invito a fare una riflessione profonda e a cambiare. Delle due l’una, o chiedi aiuto e accordi e ti siedi a ragionare per il bene il territorio, oppure – se qualcuno non è d’accordo con il disegno assolutistico del territorio -, te ne devi fare una ragione. Ora mi aspetto un’altra replica, altro teatro, uno show però davanti a un quadro diverso e senza utilizzare il miracolo e la religione per fare politica. Un’ultima cosa la voglio dire seriamente: mi dispiace tutto questo, la spettacolarizzazione della politica non fa bene rispetto all’astensionismo che avanza e questi atteggiamenti non aiutano”.


