Tasse e ancora tasse. Sono 39,5 i miliardi di euro derivanti dal fiscal drag che i contribuenti pagheranno in più in questo 2022. Il Fiscal Drag (o drenaggio fiscale) è il fenomeno che si verifica in un sistema di tassazione progressivo (come quello italiano, Tav. 1) quando i redditi aumentano per l’inflazione e i contribuenti vicini al limite superiore di uno scaglione IRPEF passano a quello successivo (più elevato) per una parte del loro reddito. Dunque, questi redditi che passano allo scaglione più elevato verranno tassati con un’aliquota maggiore, aumentando la pressione fiscale rispetto a uno scenario senza inflazione.
Il Fiscal Drag – come spiega l’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani (OCPI) – è tornato a essere un fenomeno potenzialmente rilevante per i conti pubblici. Infatti, in un sistema di tassazione progressivo come quello italiano, la pressione fiscale tende a crescere in presenza di inflazione perché, al crescere dei prezzi e dei redditi, alcuni contribuenti raggiungono, per parte del loro reddito, scaglioni a cui corrispondono aliquote di tassazione più elevate. Questa nota stima però che, anche a livelli di inflazione del 6-7 per cento, l’extra gettito è limitato (106-142 milioni di euro per l’imposta sul reddito dei lavoratori dipendenti), anche se tende a crescere nel tempo se l’inflazione resta elevata.
Per rendere meglio l’idea. Supponiamo che nel corso del 2022 il tasso d’inflazione sia pari al 6 per cento e i redditi aumentino in misura corrispondente, mantenendo dunque il potere d’acquisto costante. Un lavoratore con un reddito imponibile annuo di 14.950 euro nel 2021, rientrante nella fascia IRPEF per i redditi fino a 15.000, nel 2022 guadagnerà 15.847 euro (=14.950 x (1+0,06)), passando quindi allo scaglione successivo per redditi compresi tra 15.001 e 28.000. Quindi, nel 2022, il
contribuente passerà dall’aliquota IRPEF al 23% prevista per i redditi compresi nel primo scaglione (fino a 15.000 euro) e all’aliquota IRPEF del 25% per la
parte di reddito prevista per il secondo scaglione IRPEF (per redditi compresi tra i 15.001 e i 28.000 euro). Il gettito extra per lo Stato, ovvero il Fiscal Drag,
sarà pari a 17 euro: la differenza tra l’imposta pagata nel 2022 (15.000 x 0,23 + 847 x 0,25 = 3.662) e quella pagata nel 2022 se il contribuente non fosse passato allo scaglione successivo (15.847x 0,23 = 3.645).
Il Fiscal Drag era particolarmente rilevante in Italia negli anni ’70, ’80 e ’90 perché l’inflazione era elevata. Negli ultimi due decenni di inflazione bassa, l’esistenza del Fiscal Drag era ignorata o quasi. Col ritorno a tassi di inflazione dell’ordine del 6 per cento, è utile andare a verificare nuovamente quale sia
l’impatto sul gettito.
Ecco l’approfondimento sul tema da parte dell’economista Gianni Lepre.


