“I risultati di queste elezioni Amministrative ci raccontano la bellezza di saper scegliere un futuro diverso. Una sfida che abbiamo vinto contro ogni pronostico. Adesso ci attende una stagione di buon governo, non ci faremo cogliere impreparati”. E’ la promessa che fa ai suoi elettori e più in generale Ismaele La Vardera, che accelera verso quella che potrebbe la sua candidatura definitiva alla Presidenza della Regione alla testa del campo largo. Ormai la discesa in campo di La Vardera è realtà e l’ha annunciata già ad inizio 2026, ora il leader di Controcorrente è diventato più di un pretendente alla nomination per guidare il centrosinistra nella sfida delle elezioni Regionali 2027.
I successi ottenuti nei ballottaggi delle elezioni amministrative hanno dato ulteriore slancio alla parabola politica emergente di La Vardera, posizionandolo come un perno nel percorso – non semplice – di consolidamento del campo largo progressista. Il fondatore del movimento civico Controcorrente è riuscito a strappare al centrodestra roccaforti storiche dell’isola, trainando le vittorie di Michele Sodano ad Agrigento e di Giuseppe Gullotta a Bronte. Risultati che non passano inosservati. E questi exploit territoriali non rappresentano soltanto un traguardo locale, ma assumono la valenza di test per le Regionali e in ottica pure nazionale delle Politiche, dimostrando che l’unione strategica tra forze civiche e partiti tradizionali di opposizione può scardinare l’egemonia delle destre anche nei territori storicamente più complessi.
Questo slancio elettorale ha spinto il deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana a lanciare una sfida aperta agli alleati della coalizione, rilanciando con forza la propria candidatura alla presidenza della Regione Siciliana. La Vardera ha espresso chiaramente l’intenzione di mantenere ferma la propria corsa per Palazzo d’Orléans, invitando al contempo l’intera coalizione a fare squadra per strutturare un’alternativa credibile. Il deputato ha sottolineato come l’esito delle urne costituisca un esplicito “avviso di sfratto” per la giunta guidata da Renato Schifani, interpretando il voto dei cittadini come un chiaro segnale di stanchezza verso l’attuale governance e un desiderio di rinnovamento e trasparenza amministrativa.
La strategia dell’ex inviato de Le Iene punta ora a trasformare l’entusiasmo dei recenti ballottaggi in un progetto politico strutturato e a lungo termine, capace di superare le ataviche frammentazioni della sinistra siciliana. Proponendosi come collante tra l’anima civica e quella partitica del centrosinistra, La Vardera vorrebbe, insomma, capitalizzare il consenso ottenuto per accreditarsi come il leader del campo largo isolano. L’avanzata del 33enne parlamentare palermitano costringe adesso i vertici regionali del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle a una riflessione e a confrontarsi con una leadership imprevista. Una figura che prima veniva considerata come una presenza da aggregare ma senza dargli troppo spazio, è diventata a questo punto irrinunciabile e a questo punto La Vardera ha chance concrete di confermare la sua corsa in un quadro politico non solitario ma d’insieme. Lo scenario all’orizzonte è quello di una candidatura dinamica e popolare, che nei fatti è in piena corsa per prendere in mano la coalizione avversaria del centrodestra.


