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Franco Nero incanta Taormina: 60 anni di cinema raccontati con la passione di chi continua a sognare

di Giulia Berretta

TAORMINA – C’è qualcosa di speciale quando una leggenda del cinema sale sul palco e, invece di celebrare il proprio mito, sceglie di raccontarsi con semplicità, gratitudine e passione. È quanto accaduto al Palazzo dei Congressi di Taormina, dove Franco Nero, tra gli ospiti più attesi della 72ª edizione del Taormina Film Festival, ha regalato al pubblico un incontro intenso e coinvolgente, capace di attraversare oltre sessant’anni di storia del cinema senza mai perdere il contatto con l’emozione.

Accolto da lunghi applausi e dall’affetto di una sala gremita, l’attore ha ripercorso le tappe fondamentali di una carriera straordinaria, fatta di personaggi entrati nell’immaginario collettivo e di collaborazioni che hanno segnato il grande schermo. A fare da filo conduttore al racconto è stato il profondo legame con la Sicilia, terra che Franco Nero considera parte integrante della propria storia artistica e umana.

Non a caso, tra i primi ricordi condivisi durante la conversazione è emerso quello de Il giorno della civetta, capolavoro del cinema italiano che continua a mantenere intatta la propria forza narrativa e civile. Un’opera particolarmente amata dal pubblico siciliano, che ancora oggi rappresenta una delle pagine più significative della cinematografia nazionale. A sottolineare l’importanza di quel percorso è stata anche Tiziana Rocca, ricordando il ritorno nelle sale della versione restaurata di Django, il film che trasformò Franco Nero in un’icona internazionale e che continua a conquistare nuove generazioni di spettatori.

Parlando della Sicilia, gli occhi dell’attore si sono illuminati. Qui ha vissuto alcune delle esperienze professionali più importanti della sua carriera, soprattutto accanto a Damiano Damiani, regista con il quale ha costruito opere rimaste nella memoria collettiva. E proprio Taormina occupa un posto privilegiato nei suoi ricordi: la città che oggi lo celebra è la stessa in cui, anni fa, ricevette il David di Donatello insieme ad alcuni dei più grandi protagonisti del cinema mondiale.

Eppure, ciò che colpisce di Franco Nero non è soltanto la grandezza del percorso compiuto, ma la straordinaria capacità di guardare ancora avanti. Lontano da ogni forma di nostalgia, l’attore continua infatti a cercare nuove sfide. Lo dimostra il progetto che lo vede attualmente impegnato nelle riprese del suo primo film horror, una scelta che testimonia una curiosità artistica mai sopita e la volontà di mettersi continuamente alla prova.

Un messaggio particolarmente significativo è stato rivolto ai tanti giovani presenti in sala. Con la schiettezza di chi ha attraversato epoche diverse del cinema senza perdere autenticità, Franco Nero ha sottolineato l’importanza dello studio e della formazione. Il talento, ha spiegato, rappresenta soltanto il punto di partenza: per trasformarlo in una professione servono disciplina, preparazione e il coraggio di costruire basi solide attraverso scuole e accademie. Un invito a credere nei propri sogni senza rinunciare all’impegno necessario per realizzarli.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche di The Estate, thriller diretto dal figlio Carlo Nero, occasione che ha permesso all’attore di riflettere sul lungo viaggio compiuto nel mondo del cinema. Quando gli è stato chiesto di racchiudere sessant’anni di carriera in una sola parola, dopo un iniziale e spontaneo “eccezionale”, la scelta è ricaduta su un termine ancora più evocativo: “apoteosi”. Una risposta pronunciata con il sorriso di chi riconosce la fortuna di aver vissuto esattamente la vita che desiderava, interpretando i ruoli che sognava e divertendosi sempre davanti alla macchina da presa.

Tra i momenti più teneri del racconto sono emersi i ricordi di Zanna Bianca di Lucio Fulci, esperienza che gli lasciò un legame speciale con il cane protagonista del film. E poi il capitolo dedicato a Quentin Tarantino, regista che Franco Nero ha definito con affetto un autentico “genialoide”, capace di conservare ancora oggi lo stupore e l’entusiasmo di un bambino innamorato del cinema.

Proprio parlando di Tarantino, l’attore ha condiviso un aneddoto che ha conquistato il pubblico. Dopo ogni scena, il regista era solito esclamare con entusiasmo: «Bellissimo, bravissimi… ma dobbiamo rifarla». Alla domanda sul perché, la risposta era sempre la stessa: «Because we love making movies».

Forse è proprio questa frase a racchiudere il senso più profondo dell’incontro. Perché ascoltando Franco Nero parlare della propria vita artistica si comprende come il segreto di una carriera lunga e straordinaria non risieda soltanto nel talento o nel successo, ma nella capacità di conservare intatto l’amore per ciò che si fa. Un amore che continua ad alimentare la curiosità, il desiderio di sperimentare e quell’entusiasmo che, dopo oltre sessant’anni di cinema, accompagna ancora ogni suo passo davanti alla macchina da presa.

E mentre il pubblico del Taormina Film Festival gli tributava l’ennesimo applauso, appariva evidente che la vera grandezza di Franco Nero non è soltanto quella di aver attraversato la storia del cinema, ma di continuare a viverla ogni giorno con lo stesso sguardo meravigliato di chi si emoziona ancora davanti alla magia di un set.

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