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Elezioni e “Salva Naxos”, doppio “regalo” per Stracuzzi: ora si gioca tutto con il rimpasto

GIARDINI NAXOS – Il fine settimana dell’Immacolata a Giardini Naxos porta una doppia novità di rilievo per la politica locale. Prima il Ministero dell’Interno rinvia le elezioni Amministrative al 2026 (la Regione Siciliana dovrà recepire la norma) e poi la Corte dei Conti dà il via libera alla fuoriuscita di Giardini Naxos dal piano di riequilibrio dopo 10 anni. Tutto in 48 ore e adesso il sindaco Giorgio Stracuzzi si ritrova per le mani un assist per provare a dare, una sterzata a una legislatura che si avviava stancamente verso un’ingloriosa conclusione. Proprio all’imbocco dell’ultima curva arriva la chance dell’esecutivo che è soprattutto l’occasione per Stracuzzi di rimettersi in carreggiata e dare una sterzata.

Il primo cittadino che sembrava destinato a congedarsi dal palazzo addirittura anzitempo già nel dicembre 2023 per un contenzioso, e che – nel 2020 – ancora prima di essere eletto aveva premesso che in ogni caso non si sarebbe ricandidato, ora si ritrova dentro una situazione inattesa, con le urne più lontane e un ente sulla via sorprendente di un risanamento dei conti che sembrava impensabile sino a poco tempo fa.

A questo punto Stracuzzi è arbitro del destino politico suo e dei propri compagni di viaggio. Può tornare in corsa nella contesa elettorale posticipata dal Viminale alla primavera del 2026. Non ha deciso se ripresentarsi, ci pensa da tempo, sussurra ed è tentato ma non si pronuncia, la “molla” verso la discesa in campo potrebbe essere dettata proprio dai fatti di queste ore. Stracuzzi ha la sua chance ma ora starà a lui interpretare il momento e cogliere l’attimo o vanificare tutto in via definitiva. E’ come trovarsi davanti al portiere per un calcio di rigore. Può andare bene, può andare male. A volte è una questione di sorte ma in tanti casi dipende dal coraggio che si ha quando ci si presenta sul dischetto.

Al netto di tutti gli spunti del week-end, e al di là della buona notizia che arriva dalla Corte dei Conti o della circolare ministeriale che fa slittare il voto, Stracuzzi si giocherà tutto con la decisione sul rimpasto. “Non perdere altro tempo, metti dentro assessori di Giardini e tira fuori chi non è indispensabile”, è il mantra che gli ripete la “cabina di regia” che lo affianca in questa fase e spinge per una svolta, ma più in generale osservano il quadro tutti quei gruppi locali che non rientrano nell’orbita politica deluchiana e attendono di capire che fine farà l’attuale Amministrazione. Il tema è abbastanza semplice da decodificare: o Stracuzzi cambia la Giunta e punta anche sull’innesto di figure politiche locali o quest’Amministrazione farà un anno e mezzo di permanenza al palazzo senza un domani, una traghettata a scadenza come lo yogurt, per poi consegnare la città all’avanzata di Sud chiama Nord, che continua ad avere chance significative di ottenere il tris in zona dopo Taormina e Letojanni. Il voto nel 2026 può significare tutto o niente, a seconda dei punti di vista e delle valutazioni. E allora Stracuzzi arriva al Natale con un “cerino” che può accendere la fiammata di fine legislatura ma potrebbe anche finire per tradursi in un’illusione al sapor di nulla di fatto e scoppiare – politicamente – nelle mani del sindaco stesso.

Stracuzzi non ha intenzione, in ogni caso, di sconfessare la scelta politica fatta nel luglio 2023 quando decise di azzerare la Giunta e puntare su un esecutivo tecnico. Si prospetterebbe, in caso di rimpasto, una scelta di compromesso, la via di mezzo con alcuni assessori che verrebbero confermati e altri ai quali verrebbe chiesto il sacrificio di un passo indietro. I nomi di chi va e di chi resta (o di chi potrebbe andare e chi potrebbe restare, mettiamola più elegantemente così) non sono più un mistero e anche in città girano ormai da settimane. Si avvierebbero verso la conferma il vicesindaco Gioacchino Castronovo, figura politica di equilibrio, vicino a Stracuzzi, e allo stesso modo la “vulcanica” ispiratrice di tante iniziative di qualità, Fulvia Toscano, e Ivano Cantello, il “guardiano” dei conti che ha salvato l’ente dal dissesto e sta portando a compimento la missione quasi impossibile del risanamento economico.

La “cabina di regia” del sindaco ritiene che i sacrificabili possano essere due: gli assessori Ferdinando Croce e Pietro Aci, per fare spazio a rappresentanti politici del luogo. Croce, d’altronde, è manager dell’Asp Trapani e potrebbe rassegnare le dimissioni anche per via dei concomitanti impegni che ormai gli lasciano poco spazio per occuparsi di Giardini Naxos e di una città che ha bisogno di assessori a tempo pieno. Aci è arrivato in Giunta dopo di tutti, lo scorso agosto, e potrebbe rimanere come esperto del sindaco.

Attenzione perché, alla base di ogni ragionamento, resta da capire se Stracuzzi vorrà ricandidarsi o se preferirà accontentarsi di chiudere l’esperienza di sindaco con altri 6 mesi in più a disposizione e senza ulteriori velleità. La mossa di un rimpasto la farà davvero? La strategia sarà quella di trascinarsi ad oltranza nel giochino (sino a quando sarà possibile) del “mi candido, non mi candido” e quindi senza cambiare nulla in Giunta? Possibile. Ipotesi da non scartare.

Sin qui il sindaco riflette, attende, esita e prende tempo. Oggi è l’Immacolata, poi sarà Natale, e poi verranno il Capodanno e la Befana. I soliti malpensanti e gli oppositori dell’attuale Amministrazione narrano che le voci sul rimpasto sono tutta una bolla di sapone e, a differenza del 2023, stavolta non si può fare. Il sindaco vorrebbe cambiare ma non può, per sostanziali veti esterni di partito. Sarà sul serio così come si racconta? Probabilmente si tratta di chiacchiere paesane.

Dal Quinto Fabio Massimo, console di romana memoria al Giorgio sindaco dell’era naxiota, intanto Stracuzzi vive una fase da “Cunctator”, il temporeggiatore. Ci sono equilibri politici da osservare e in questi casi non è mai semplice decidere, il punto è capire il confine tra eventuali vincoli e possibili opportunità. Senza più il “cappio” del predissesto Giardini Naxos può riproiettarsi verso una prospettiva importante ma la differenza la fanno sempre le idee degli attori in campo. Nel bene o nel male.

La cabina di regia stracuzziana rimane speranzosa che alla fine, il sindaco la sterzata la darà, in fondo l’equazione è scritta all’orizzonte: se vuole ricandidarsi e se non vuole affondare i suoi stessi alleati, la strada è tracciata. E’ adesso il momento della verità per lui e per i suoi compagni di viaggio. Repetita iuvant, “non finiremo come Sansone e i Filistei”, ha avvisato uno stracuzziano doc nei giorni scorsi e si sussurra persino che, in caso di forfait di Stracuzzi, ci sia già un piano clamoroso in vista per il destino di questa Amministrazione.

Chi vivrà, vedrà. Nel frattempo l’Immacolata ha portato in dote un “regalo” politico inatteso al sindaco di Giardini Naxos, Stracuzzi s’incammina verso il dischetto del rigore, col passo lento di una rincorsa che non si può prolungare all’infinito. De Gregori cantava: “Nino (ma qui è Giorgio, ndr) non aver paura di tirare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari. Che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio“. Rimpasto o non rimpasto, questo è il dilemma. Tutto il resto appresso.

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