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De Luca vira ancora e riapre al centrosinistra: “E’ l’ultima disponibilità che vi offro”

All’Ars è stata votata oggi pomeriggio la mozione di sfiducia al presidente della Regione, Renato Schifani, poi respinta dall’aula con 41 voti contrari e 26 favorevoli. Ma l’occasione è diventata la giornata dell’ennesimo colpo di teatro del leader di Sud chiama Nord ed attuale sindaco di Taormina, Cateno De Luca che nel suo intervento, dopo essersi soffermato sull’argomento del giorno, ha poi ribaltato completamente il copione e ha spostato i riflettori su se stesso e sul futuro del suo movimento.

De Luca, che nelle recenti tornate delle elezioni Regionali 2025 in Italia ha sostenuto sul piano politico nazionale il centrodestra, a Palermo ribalta tutto, fa un’altra virata e rivolge un nuovo “appello” ai partiti del centrosinistra che sin qui, già dalle Europee 2024 (quando era stata ipotizzata una candidatura del “fedelissimo” Danilo Lo Giudice in una delle liste del campo largo) hanno respinto la proposta di un’alleanza con Sud chiama Nord.

De Luca spinge per capire, in sostanza, se ci sono ancora le chance di una sua candidatura alla presidenza della Regione in coalizione e allora oggi ha lanciato quella che ha battezzato come “l’ultima disponibilità” a Pd e 5 Stelle di un patto per le prossime Regionali. E’ l’estremo tentativo di riaprire un dialogo con i democratici e i pentastellati che ad oggi hanno sembrano avere altri piani e non prendono in considerazione lo scenario – con o senza primarie – di una candidatura di De Luca alla guida del campo largo.

Ad arroventare il clima pure la mossa del coordinatore regionale dei 5 Stelle, Nuccio Di Paola, che ha escluso De Luca dal recente summit delle opposizioni all’Abbazia di San Martino delle Scale per la sfiducia a Schifani. Un ulteriore segnale che ha mandato su tutte le furie De Luca. Il sindaco di Taormina rivede all’orizzonte lo scenario di una corsa solitaria alle prossime Regionali, una strada che era stata esclusa dal capo di ScN e che rischia di diventare una via obbligata. Da una parte si è impantanata la strada che porta alle seconde nozze tra De Luca ed il centrodestra e dall’altra parte l’Imperatore del Nisi prova a mettere pressione al centrosinistra con l’ultimo tentativo di aprire una trattativa.

Questo l’intervento di De Luca all’Ars. “La mozione di sfiducia è stata elaborata e sottoscritta dalle opposizioni del conciliabolo di San Martino. Sud chiama Nord non ha sottoscritto la mozione perché non è stata invitata a partecipare al conciliabolo di San Martino. Sino a quando nel centrosinistra prevarrà questa logica ad excludendum, l’intero centrodestra potrà dormire sonni tranquilli perché non ci sarà mai un campo largo per la vittoria elettorale ma un campo minato per evitare di assumersi la responsabilità di governo della Sicilia. Non ho usato a casa il termine “conciliabolo”, termine che è stato utilizzato per indicare il concilio irregolare, perché non indetto dal Pontefice legittimo, svoltosi a Pisa nel 1511, indetto da Luigi XII Re di Francia”.

“La scelta dunque di non invitare un pezzo dell’opposizione al governo Schifani è stata fatta dal mio “amico”, on. Nuccio Di Paola. La irregolarità di tale riunione presso l’Abbazia di San Martino delle Scale è presto detto. E’ stata convocata, non me ne voglia, dal peggior perdente alla carica di presidente della Regione Siciliana, è stata quindi convocata con il diritto di veto sui partecipanti da un soggetto non legittimato dalle urne a questo ruolo. Vorrei ricordare a questo Parlamento e alle opposizioni che alle elezioni per il Presidente della Regione Siciliana il miglior perdente o primo qualificato non vincente è stato il sottoscritto con il 25% di consensi, voti e non like. Di Paola tira in ballo le nostre recenti posizioni politiche nel resto d’Italia. Ma non avete governato voi 5 Stelle per 5 anni con tutto l’arco costituzionale, prima con la Lega e poi con tutto il mondo, pur di governare dal 2018 al 2022? Non avete amoreggiato con tutto l’arco costituzionale?”.

“E ora Di Paola sostiene che Sud chiama Nord non meritava di essere invitata a San Martino perché alle recenti elezioni Regionali Sud chiama Nord ha portato fuori dalla Sicilia il suo 0,1 ai candidati del centrodestra? Io non ricevo ordini romani, non ho la sindrome dell’imprimatur della capitale come tanti colleghi, purtroppo, di centrosinistra che devono sottostare ai sondaggi nazionali e alle decisioni politiche romane”.

“Questa è l’ultima possibilità che concedo agli amici dell’opposizione. Io da gennaio in poi vado avanti con il mio governo di liberazione. Il governo di liberazione presuppone il rinnovamento di metodi di gestione della cosa pubblica, all’insegna dell’etica, del civismo, dell’autonomia, della buona amministrazione e di uomini e donne libere”.

“La Sicilia sopra i partiti era la stella cometa e la testimonianza di vita di don Luigi Sturzo che a difesa dell’autonomia della Sicilia aveva esortato più volte le forze politiche siciliane ad andare oltre gli steccati ideologici dei partiti per il bene comune dei siciliani. Io oggi rinnovo questo appello all’intero centrosinistra, è l’ultima disponibilità che vi offro votando con voi la mozione di sfiducia. Ma voi tutti dovete sentire il peso morale e politico del futuro della Sicilia. Il vostro comportamento condizionerà la qualità del prossimo governo di centrodestra. Perché continuando ad andare separati si consentirà al centrodestra di vincere a mani basse con la presenza di personaggi e ambienti che condizionano la Sicilia da oltre 30 anni e di recenti hanno contribuito anche a sporcarne l’immagine. Oppure il vostro comportamento consentirà che il prossimo governo siciliano sarà di area civica, autonomista e progressista, che deve nascere sganciandosi dalle dinamiche politiche nazionali e senza farsi condizionare dagli ordini o indirizzi politici romani. Viva la Sicilia, libera e autonoma”.

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