Il dado è tratto. Cateno De Luca sta per tornare nel centrodestra. Manca soltanto l’annuncio ma la timeline che porterà al compimento delle seconde “nozze” tra il sindaco di Taormina e il centrodestra è già fissata.
Il leader di Sud chiama Nord, d’altronde, dialoga ormai da tempo con il governo Schifani, il ghiaccio è stato rotto nell’ormai “famoso” incontro dell’ottobre 2024 a Palermo, quando è scoppiata la pace tra l’Imperatore del Nisi e il presidente della Regione e si è conclusa la lunga fase in cui De Luca aveva attaccato in tutte le salse possibili e immaginabili l’ex presidente del Senato.
De Luca non farà parte di questo governo e nella legislatura in atto non entrerà organicamente in maggioranza ma ha già deposto le armi dello scontro, archiviando la stagione politica dell’uno contro tutti. E’ passato dalla “guerriglia” anti-sistema ad una postura conciliante nella quale alcuni provvedimenti vengono votati con la coalizione che guida attualmente la Sicilia.
De Luca si è proiettato verso un’intesa che gli ha consentito di uscire dall’isolamento post-Europee e che riguarderà i prossimi appuntamenti elettorali nei quali affiancherà il centrodestra, in particolare alle Regionali in Sicilia del 2027 e alle Politiche. L’anteprima di quel che sarà vivrà subito il prologo alle Regionali del prossimo mese, quando Sud chiama Nord ha già stretto accordi con il centrodestra in Calabria e nelle Marche e sosterrà i candidati governatori della coalizione che fa capo a Giorgia Meloni. Prove tecniche di un patto che, insomma, si è compiuto.
Le strade di De Luca e del centrodestra si ritroveranno quasi un decennio dopo l’addio tumultuoso, da parte del parlamentare di Fiumedinisi, maturato alla fine del 2017, nel momento personale per lui drammatico del secondo arresto.
Alla fine del 2025 ci sarà il congresso di Sud chiama Nord ed in quel contesto si ratificherà un percorso che, nei fatti, è ampiamente delineato. De Luca, d’altronde, ha già rivelato, anche di recente, ad alcuni big siciliani del centrodestra il momento esatto in cui intende annunciare il suo ingresso nel centrodestra: ovvero a gennaio del 2026.
Poi si sa che il sindaco di Taormina a volte può cambiare idea dalla sera alla mattina, tra una metamorfosi e l’altra, potrebbe anche rivedere in extremis modalità e tempistica, il come e quando del colpo di teatro che lo porterà ad ufficializzare il matrimonio bis con il centrodestra. Ma, in definitiva, al netto delle date precise e dei dettagli, è ormai vicina la fase dell’here we go. O come diceva un noto spot tv, siamo all’incombere del fatidico “mamma butta la pasta”.
A quel punto De Luca lancerà la sua corsa all’obiettivo che non può fallire delle Regionali. Il 2027 non lo vedrà candidato alla presidenza della Regione e stavolta dovrà accontentarsi di un ruolo nella seconda fila, dentro uno scenario che potrebbe proiettarlo verso la corsa alla futura presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana. Una posizione istituzionale che, nelle riflessioni di De Luca, potrebbe servire per resettare i disastri di Monza e delle Europee e per rimetterlo in corsa verso un nuovo tentativo di ricandidarsi alla presidenza di Palazzo d’Orleans nella tornata successiva, nel 2032.
Intanto, nell’immediato, si avvicina il tempo di appuntamenti cruciali per l’Imperatore del Nisi, a partire dai territori e dal tentativo nel 2026 di conquistare l’ultimo “feudo” della zona ionica a Giardini Naxos alle elezioni Amministrative, passando quindi anche e soprattutto per le Comunali 2027 a Messina, la roccaforte per eccellenza di ScN. E su Messina si capirà una parte importante della strategia del capintesta di Sud chiama Nord, con la fascia tricolore che potrebbe essere ancora difesa da Federico Basile o magari si materializzerà un ritorno in città proprio di De Luca. Ricordiamoci sempre che si avvicina l’ora del Ponte, con tutti gli annessi e connessi politici e amministrativi che ciò comporterà. Infine, nel 2028 (o magari prima…) arriverà il momento delle ritorno alle urne a Taormina, anche lì forse con un candidato scelto da De Luca per cercare di raccoglierne l’eredità o magari senza escludere una ricandidatura dell’attuale primo cittadino. Tutto ruoterà attorno alle Regionali del 2027, crocevia dei piani deluchiani e delle prospettive politiche del Gran Ducato di Taormina.


