TAORMINA – La giornata di venerdì 17 ottobre 2025 è andata in archivio con una nuova dimostrazione plastica e impietosa di come vanno le cose attualmente a Taormina. In serata è arrivata da Roma la notizia di una nota sull’ospedale di Taormina, a firma del parlamentare Tommaso Calderone, Presidente della Commissione Bicamerale per i disagi derivanti dall’Insularità. Si tratta di un documento inviato al Ministro della Salute, al Presidente della Regione e all’Assessore alla Salute per contestare il piano sanitario approvato il 20 ottobre scorso dalla Giunta regionale e nello specifico per dire No alla prevista soppressione di 20 posti letto per i reparti dell’ospedale di Taormina, che colpisce tra l’altro eccellenze come il Dipartimento Oncologico. Un segnale di attenzione che va nella direzione da noi auspicata, perché l’ospedale di Taormina va tutelato tutto, nella sua interezza, e non soltanto con la battaglia (giusta) per la Cardiochirurgia Pediatrica.
Bene. In realtà ci si attendeva che questa iniziativa venisse presa dai sindaci della zona Ionica, a partire dal primo cittadino di Taormina, Cateno De Luca, che tra l’altro è sindaco ma anche parlamentare, capo dell’opposizione all’Assemblea Regionale Siciliana, forte del 25% di elettori siciliani che lo hanno votato nel 2022. E invece nello stesso momento in cui arriva la nota di Calderone il sindaco di Taormina era impegnato in altre questioni. Basta questa immagine. Basta e avanza.

Non c’è molto da dire o da aggiungere se non una breve riflessione che va posta in termini diretti e con estrema chiarezza. Ma Cateno De Luca avrà compreso che il 28 e 29 maggio 2023 è stato eletto sindaco di Taormina e non sindaco di Messina? Avrà realizzato che quel 65% di elettori di Taormina che lo hanno votato gli hanno conferito un mandato per occuparsi dei problemi di Taormina e non del palazzo municipale di Messina? Può essere forse un aspetto difficile da comprendere, tanto più perché De Luca viaggia indisturbato in solitaria, senza nessuno a contrastarlo ma neppure a consigliarlo o farlo riflettere sulla lunga serie di errori, tanto marchiani quanto scolastici, che sta facendo.
La nostalgia a volte è “canaglia” diceva Albano, Messina sarà pure la roccaforte di De Luca e il crocevia dei suoi destini politici, se la tenga stretta e se vuole ci ritorni, ma delle questioni messinesi ai taorminesi interessa zero virgola zero, come d’altronde a Messina non interessa nulla di Taormina. De Luca sino a quando sarà sindaco di Taormina faccia il sindaco di Taormina o almeno si sforzi di provarci e si preoccupi dei problemi di questo territorio, spenda il suo tempo non per dirigere l’orchestra degli operanti al Comune di Messina ma per la salvaguardia dei reparti del “San Vincenzo”, oggetto dell’ennesimo assalto politico “predatorio”.
De Luca si dia una mossa per questo ospedale, con la stessa solerzia che ci ha messo per l’operazione politica “paracadute” della costituzione sprint delle partecipate, lo stesso furore della “caccia” agli “zozzoni” o la medesima perseveranza del gioco di società dei nuovi mastelli fabbricati dal nipote di Maciste. Gli sblocchiamo un ricordo, 24 giugno 2023: “…Siamo pronti ad aprire la partita dell’ospedale di Taormina. Non soltanto non si tocca la Cardiochirurgia Pediatrica ma ci dovete restituire tutto quello che ci avete rubato negli ultimi 10 anni. Non ci accontentiamo del Ccpm. Vogliamo tutto quello che ci avete depredato in 10 anni. Ecco come funzionano le vertenze. Questo è il rispetto che merita questo territorio…”.
E allora da lì, da quelle parole, bisogna partire, con i fatti. Basta con le noiose tarantelle sul Comune di Messina, avanti con la battaglia sulla sanità. Se De Luca vuole dare un senso alla sua sindacatura a Taormina si occupi dei tagli al Dipartimento Oncologico, non del tagliando alla Giunta Basile. Su tutto il resto qui a Taormina siamo “tranquilli” perché ci pensa l’altro sindaco, Massimo Brocato.


