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De Luca: “La Vardera vive di like. L’ho portato in Parlamento e mi ha pugnalato. Se lo conosci, lo eviti”

Nel giorno in cui lancia a Palermo il suo “Governo di Liberazione”, Cateno De Luca conferma la strategia politica senza sconti nei confronti dell’ex “allievo” Ismaele La Vardera. Il leader di Sud chiama Nord boccia senza mezzi termini la candidatura alla Presidenza della Regione da parte di La Vardera e torna ad attaccarlo duramente.

“Registriamo ancora una volta alcune questioni del teatrino della politica – ha dichiarato De Luca -. Il primo che si è sentito punto è il mio figlioccio Ismaele La Vardera, che nell’ansia da prestazione replica che lui “va avanti” e “non è figlioccio di nessuno”. Intanto respingo al mittente i suoi toni, perché se per ora è preso dai suoi toni dalle sue posizioni da “anti”, qui la parola “figlioccio” ha un significato ben preciso. Io gli ricordo che l’ho preso da dove faceva il suo lavoro e l’ho accompagnato finanziandolo per mesi e stipendiandolo alla luce del sole. Gli ho finanziato la campagna elettorale e l’ho fatto deputato e ho cercato di spiegargli anche come funziona il mondo nel tempo. Se lo chiamo figlioccio lo dico a ragion veduta dei contratti, dei bonifici che gli ho dato e della pugnalata che ho ricevuto. Se ancora insiste, prendiamo contratti e bonifici e la finiamo con questo teatrino. Io, e vale per lui e per tutti, a differenza di altri, scheletri negli armadi non ne ho. Con me i rapporti si sono sempre chiusi a debito nei miei confronti. Anzi a questo punto gli chiedo di onorare gli impegni che ha assunto (con Sud chiama Nord, ndr) e di non farsi inseguire dal nostro tesoriere. L’ipocrisia mi fa girare le ba**e”.

“Ismaele, cresci una volta per tutte – prosegue De Luca, rivolgendosi a La Vardera -. Ti raccomando che con me questo atteggiamento non funziona. Io non ho scheletri nell’armadio. Se vuoi discutere con me devi farlo con serietà e senza velo di ipocrisia. Ci conosciamo bene, ti ho portato in questo Parlamento e sul sacrificio di una comunità tu sei arrivato qui e ci hai dato un calcio in c**o. Se questa è la tua serietà, preferiamo allora dire che “se lo conosci, lo eviti”. Io l’ho conosciuto e ora lo evito. Paternamente ogni tanto gli dò qualche consiglio. Ma più di questo non posso fare. Quando uno si beve il cervello. Cos’è Ismaele? Lui come tanti altri vivono di like. Ha mai amministrato un condominio? No. Capisce di pubblica amministrazione? Zero. I bilanci? Pensa che sia quello dove da una parte c’è la mortadella e dall’altra parte il peso antico. Per lui quello è il bilancio”.

Poi l’affondo finale di De Luca su La Vardera: “Ma come si può pretendere di proporsi alla guida della Sicilia? Ma non vi vergognate. Ma fate almeno un pò di apprendistato. Ma dove siamo arrivati? I vari La Vardera pensano che con i social si possano risolvere i problemi del mondo. E lui continua a prendere cantonate, proprio alla ricerca dei like, come quella del “Dopo di Noi” a Messina e poi sugli ospedali a Palermo. Si chiama “effetto rin*ulo”. Glielo avevo detto di stare attento all’effetto “rin*ulo”. Che è la conseguenza della presunzione dedicata da quando uno si ubriaca per l’eccessiva popolarità. E allora come potete mai immaginare che si possa fare un ragionamento sobrio, se queste sono le risposte. La Vardera lo fa apposta. Ha già deciso che deve andare da solo e cerca l’alibi, come quando ha rotto con noi. Alle Europee ha avuto la capacità di prendere meno voti a casa sua, ed è una cosa incredibile perché alle Europee ci sono meno candidati e più spazi. Se andate a guardare le preferenze che ha preso nel 2022 alle Regionali e quelle poi alle Europee del 2024, ha preso mille voti in meno. Quindi, dico a Ismaele: calibra bene le tue riflessioni, io non sono “gli altri”.

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