Dopo la candidatura a Monza alle Suppletive del 22 e 23 ottobre in cui ottenne l’1,7% con 2.313 voti, Cateno De Luca ci riprova e torna al Nord per un’altra corsa politica nazionale “temeraria”? Se ne parla, tra sussurri e indiscrezioni, ormai da giorni negli ambienti politici di questa clamorosa eventualità. Sarà vero? Si sa che quando si tratta di Cateno De Luca il confine tra fantasia e realtà si fa stretto, l’impossibile diventa spesso possibile e la sua capacità di fare e disfare tutto da solo ha pochi eguali. La storia lo ha dimostrato. La geografia anche.
IL SEGGIO DI STEFANI. Stavolta si tratta delle elezioni Suppletive per la Camera, per il seggio lasciato libero dal neoeletto governatore del Veneto, Alberto Stefani. Il seggio che andrà riassegnato è l’Uninomimale di Rovigo.
UNA BOUTADE? Noi premettiamo con estrema chiarezza che non ci crediamo a questa storia di Rovigo e la bolliamo (sin qui) come una boutade di fine anno. Perlomeno – mettiamola così – non vogliamo crederci che De Luca voglia concedersi un’altra campagna velleitaria. Verrebbe da pensare a una crociata “celodurista” contro la Lega del nemico giurato Matteo Salvini, giusto per aprire il 2026 a suon di colpi di teatro fuori regione. Una scelta – politicamente parlando – che sarebbe da “camicia” e – come diceva la buonanima di Maurizio Costanzo – a volte quella “non è un indumento ma un biglietto da visita”. Preferiamo pensare che sia un’allegra birichinata politica messa in giro ad arte da qualcuno, forse una voce tirata fuori da qualcuno del panorama politico anti-De Luca, magari una suggestione alimentata da De Luca stesso perché l’importante è che se ne parli e anche questo, a suo modo, è utile a fare un pò di “scruscio”.
LA NUOVA STORYLINE. Qualcosa sotto sembra esserci. Qualcuno diceva che due indizi fanno una prova. E allora, cavalcando l’onda di quest’ennesima possibile storyline, prima è arrivato il video in cui De Luca in cui va in giro per la Sicilia ed esclama per due volte “nebbia in Val Padana” mentre conversa in auto con il suo pretoriano da Santa Teresa con furore, Danilo Lo Giudice. Poi, ieri sera, nel suo comizio a Giardini Naxos, De Luca si è spinto oltre, con una frase decisamente “galeotta” sul tema. Ha iniziato la serata con il gesto galante (ma poco convinto) delle scuse a denti stretti ad Alessia Barbagallo, ha raccontato la Giardini che vorrebbe annettere al Ducato di Taormina, quindi ha concluso sparando un mortaretto a metà tra il “dico, non dico ma lo faccio capire”.
L’ALLONTAMENTO. De Luca ha annunciato urbi et orbi il suo allontanamento per un periodo dalla campagna elettorale a Giardini Naxos e da una sfida che, come si è già capito gli appartiene in toto perché in palio nel 2026 c’è l’elezione del sindaco e il prescelto, al netto di piattaforme, primarie e secondarie, avrà la sua “benedizione” politica, e prima di tutto c’è in gioco la “presa di Naxos”, fondamentale per De Luca. Giardini è una conquista che non si può fallire nello scenario delle Amministrative siciliane, perché in altre località (vedi Tirrenica) la partita si prospetta molto complicata per Sud chiama Nord.
COSA BOLLE IN PENTOLA. De Luca si allontanerà per qualche settimana e, a quanto pare, non soltanto da Giardini Naxos. “Io poi me ne vado perché ho da fare, per due mesi sparirò, da dove sarò impegnato. E tu sai a cosa faccio riferimento”, ha detto De Luca, alla De Luca, rivolgendosi a Lo Giudice. I due mesi del De Luca fuori sede che si “allontana” saranno quelli da riservare al suo “Governo di Liberazione” e ai dialoghi romani e palermitani per tentare di risalire la china e tirarsi fuori dall’isolamento? Oppure bolle altro in pentola? Forse alludeva ad una campagna elettorale per le Suppletive in Veneto, che guarda caso si terranno probabilmente nel marzo 2026?
IL SEGGIO. Stefani, ricordiamo, si è già dimesso da parlamentare e l’Uninominale di Rovigo va riassegnato, con le elezioni Suppletive che verranno calendarizzate dopo il formale via libera da parte della giunta della Camera e poi dell’Aula. Ovviamente centrodestra e centrosinistra già si preparano per schierare i loro candidati. La Lega, per l’erede di Stefani, aveva pensato di mettere in campo il governatore uscente del Veneto, Luca Zaia, che tuttavia pare ora essere destinato invece alla candidatura a sindaco di Venezia, mentre a Rovigo verrebbe candidato Alberto Di Rubba, il tesoriere del Carroccio. Il centrosinistra ancora non ha deciso chi schierare.
LA PRESA DI NAXOS. Nel frattempo, tra le suggestioni di una sfida a Salvini in Veneto e l’indispensabile “presa” di Giardini Naxos, tra le battaglie settimanali all’Ars e le crociate in tour del governo di Liberazione, ci sarebbe anche da occuparsi del Comune di Taormina, dove De Luca è stato eletto sindaco nel maggio 2023. Ma lì non esistono problemi, perché nel Ducato di Taormina, al netto della presenza a spot di De Luca in città per le occasioni che contano e le sedute straordinarie domenicali di Consiglio comunale, a sovrintendere tutto c’è Massimo Brocato, guardiano del palazzo e timoniere dell’attività amministrativa. L’ex esperto è ormai assurto – per volontà espressa del sindaco ufficiale De Luca – al ruolo di co-sindaco di Taormina. Con pieni poteri e tanti saluti ai taorminesi.
L’IPOTESI LAURA CASTELLI. Oltre le chiacchiere e le narrazioni più o meno fantasiose del momento, la logica sulla questione delle elezioni Rovigo porta altrove. Quando si parla del Monza bis di De Luca non si può immaginare – e non ci crediamo – che voglia davvero replicare quel flop totale, a briglie sciolte e senza paracadute. “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum“. Ecco perché alla fine dal mazzo potrebbe venire invece fuori, in termini più concreti, la vera mossa a sorpresa (ma non troppo). Si potrebbe ipotizzare una candidatura per Sud chiama Nord alle Suppletive di Laura Castelli, ex esponente del M5S e attuale presidente di Sud chiama Nord. Un nome anche spendibile nel quadro di eventuali tentativi di intese (con il campo largo?). Il Nord lo conosce bene (è nativa di Torino) e ha un passato di tutto rispetto nel centrosinistra. Castelli gode di buoni rapporti romani che hanno consentito a De Luca di aprirsi alcune porte e relative trattative politiche nella capitale. Ma soprattutto Laura Castelli – ricordiamo – è stata viceministro nei governi Conte 1-2 e Draghi. Nel centrosinistra viene stimata e non manca chi la corteggia e la vorrebbe strappare al movimento di De Luca. Lui lo sa e ha la necessità di farla sentire importante per impedire pensieri che possano portare alla tentazione di un addio.
IL TONICO DI ROVIGO. Le prossime settimane saranno quelle della verità, in cui la storia del Veneto si sgonfierà o magari decollerà e prenderà una sua connotazione più precisa. Con le smentite o le conferme. Chissà, a De Luca piace intanto giocherellare purché la (sua) politica è la prossemica in purezza di un one man show ad oltranza. Poi, come detto, l’importante è sempre che se ne parli, nel bene o nel male. Di questi tempi anche l’eventuale tentazione di un’incursione fuori porta a Rovigo ha il suo perché. E’ un tonico rinfrancante che fa rumore e alza il morale contro lo spettro pressante dell’isolamento politico. Nebbia in Val Padana e un seggio per Cateno. Avanti con il fronte della libertà al Nord. Con la “camicia” o senza poi si vedrà.


